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Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

Circolo PD Ville Disunite su primaria di Roncalceci: “Le scuole diventino luoghi sempre aperti, anche oltre l’orario scolastico” 

Dopo la chiusura  delle iscrizioni scolastiche che hanno decretato un numero insufficiente di alunni per formare una classe prima nella scuola primaria di Roncalceci,  abbiamo cominciato a leggere  le  solite  prese di posizione di chi si nutre in modo strumentale e calcolato delle legittime preoccupazione dei genitori e di un intero territorio.

Sarà forse per  colpa del difficile clima che stiamo vivendo o con più probabilità della ravvicinata tornata elettorale, ma le voci che si sono alzate hanno assunto toni polemici veramente irricevibili.

L’argomento è talmente importante e prezioso per la nostra realtà  che non è possibile lasciare il monopolio del problema ad argomentazioni superficiali, decontestualizzate, e a volte anche piuttosto stravaganti.

Le scuole per un territorio, e soprattutto per un territorio come il nostro che ha una sola scuola primaria e due scuole materne, di cui una privata, e pochissimi  altri servizi a supporto della popolazione, sono realtà irrinunciabili e non solo per la loro missione educativa, pedagogica e didattica.

Le scuole sono palestre di educazione alla cittadinanza, luoghi dove nasce e si affina il senso di appartenenza ad una comunità,  il dovere e il piacere della partecipazione e l’acquisizione  di tutti quei valori che rendono ricca e solidale una comunità.

E’ per questo che come Circolo PD Ville Disunite vogliamo portare il nostro contributo alla riflessione su una criticità già annunciata negli anni scorsi e che per questo merita non solo una soluzione d’emergenza ( che comunque è necessario venga individuata ), ma una visione progettuale e di pianificazione che strutturi una risposta  ai bisogni anche dei prossimi anni, perché ormai fare i conti con la diminuzione delle nascite è un dato di fatto e non solo per Roncalceci.

La denatalità è un problema ed è una delle conseguenze delle politiche di un Paese che veramente nulla, o poco, ha fatto in questi anni a sostegno delle famiglie, sia a livello normativo e che culturale, contribuendo a far sì che il nostro tasso di occupazione femminile sia tra i più bassi in Europa.

L’inadeguata destinazione della spesa per il welfare a politiche rivolte alla famiglia e all’infanzia dimostra la non volontà di  investire seriamente in campo sociale per sperimentare e strutturare azioni  e buone prassi  per la conciliazione del tempo di cura e di lavoro.

Non sono più rinviabili interventi sul versante dei servizi per l’infanzia, dell’organizzazione flessibile del lavoro, del sistema dei congedi , dei servizi  di assistenza.

La nostra amministrazione comunale è sempre stata molto attenta a questi temi e la rete dei nidi e delle scuole materne  ci  ha permesso già da tempo di raggiungere la percentuale di copertura prevista dall’Europa come  la personalizzazione delle rette dei servizi ne ha facilitato l’accessibilità, ma ovviamente i provvedimenti normativi  e le risorse necessarie per  arginare  un  problema  così complesso ed articolato vanno individuate ed attuate a livello nazionale .

L’analisi della nostra realtà
I dati relativi ai nuovi nati dei prossimi anni  non sono affatto  incoraggianti e questo crea un problema anche per il funzionamento  di entrambe le scuole dell’infanzia.
Per quanto riguarda la scuola  primaria  nell’anno scolastico 2021-2022  i dati anagrafici presentavano 22 bambini residente nel territorio in età di obbligo scolastico.
Di questi solo 9 sono stati iscritti alla classe prima della scuola di Roncalceci.
Un numero ben al di sotto delle fisiologiche  richieste di deroga alla scuola di appartenenza  e che rende oggettivamente  difficoltosa l’istituzione di una classe prima.

Perche?
1) Sicuramente  non può essere presa a motivazione la non adeguatezza strutturale dell’edificio.
Alla fine degli anni 80, quando furono chiuse tutte le scuole ancora funzionanti nelle varie frazioni per mancanza di alunni, il Consiglio di Circoscrizione di allora con senso di responsabilità e lungimiranza, appoggiò l’operazione chiedendo in cambio all’Amministrazione un intervento strutturale importante sulla scuola che fu ampliata e dotata di tutti gli spazi  necessari alla nuova organizzazione scolastica che si stava delineando. Fu ampliato il numero delle aule necessario per allestire anche alcuni  laboratori e uno spazio dedicato alla biblioteca.
Fu costruita la mensa e infine anche una palestra.
Nel corso degli anni  gli ulteriori  interventi di manutenzione e di adeguamento che si sono succeduti hanno mantenuto l’ efficienza e l’adeguatezza dell’edificio che nulla ha da invidiare  alle altre scuole della nostra città.

2) Anche  l’ attività didattica, pedagogica  e scolastica in generale è di buona qualità, con il valore aggiunto di classi poco numerose, un contesto accogliente a maggiore dimensione di bambino e una rete di servizi organica ed efficiente.

3) Forse la causa vera sta nell’attuale organizzazione scolastica.

La scuola primaria mantiene una forte connotazione di cura rispetto ai bisogni delle famiglie. Il canonico orario scolastico generalmente non coincide con le esigenze lavorative dei genitori, i nonni a cui spesso sono affidati i bambini dopo la scuola hanno residenze diverse, e il tempo pieno non può essere istituito in piccole realtà quando non c’è l’unanimità della scelta da parte di tutti i genitori ?

Il nuovo ministro dell’istruzione sta finalmente rispolverando un’idea a noi molto cara che potrebbe delineare un’ottima soluzione per il futuro. Le scuole devono diventare luoghi sempre aperti, anche oltre il canonico orario scolastico. Devono trasformarsi in spazi dedicati alle molteplici iniziative del territorio a supporto dei bisogni e delle esigenze dei bambini e delle famiglie, in un’ottica di collaborazione e di condivisione progettuale con le diverse Istituzioni.

Le poche esperienze sino ad ora  realizzate in giro per l’Italia ci rimandano l’immagine di una scuola che diventa nel pomeriggio opportunità di studio, di approfondimento per chi ne ha bisogno, di sport, di musica e cultura. Una scuola più inclusiva, che offre a tutti le medesime possibilità, che sviluppa  competenze e talenti e diventa presidio e punto di riferimento  per l’intero territorio. Un’idea di non facile realizzazione per i tanti  ostacoli di tipo giuridico, amministrativo, organizzativo, gestionale e di risorse.

Potrebbe costituire però uno straordinario  punto di partenza, realizzando ciò che è immediatamente fattibile, per la messa in campo  di una progettualità futura in grado di rendere la scuola di Roncalceci interessante e competitiva rispetto anche ad altre realtà.

Il nostro territorio ha una meravigliosa ricchezza di volontari, di risorse umane, di competenze pronte a mettersi in gioco e l’attenzione e la disponibilità delle  Istituzioni è un fatto incontestabile. Ci potrebbero essere tutte le condizioni quindi per non farci trovare impreparati, per disegnare il nostro futuro, per governare i cambiamenti e non subirli.

Circolo PD Ville Disunite