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Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

Coordinamento ravennate Per il Clima fuori dal fossile: “Le inondazioni in Europa parlano chiaro: serve un cambio”

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Siamo in ritardo di cinquanta anni. Tutte le evenienze che il mondo ambientalista – sulla base del più rigoroso metodo scientifico – aveva preconizzato, fin  dall’epoca delle elaborazioni di Aurelio Peccei e del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, alla fine degli anni sessanta del Novecento, si stanno puntualmente avverando.

Le tragiche vicende che stanno colpendo la Germania e l’Europa Centrale, ci portano a esprimere il massimo del cordoglio e della partecipazione, ed auspicare che ogni sforzo si faccia per salvare le vite mane. Ma non esimono nessuno dal produrre una profonda critica su ciò che è stato un modello di sviluppo, di produzione e di consumo distruttivo e senza vie d’uscita.  “L’ economia basata sui combustibili fossili è arrivata al limite a spese del pianeta”. Non lo affermiamo solo noi, lo ha pronunciato la Presidente Ursula von der Layen, e ci chiediamo che cosa debba ancora succedere perché si imbocchino con determinazione le strade della trasformazione ecologica della nostra società.

La produzione di energia da fonti rinnovabili che oggi quasi tutto il mondo politico dice di auspicare potrebbe essere già oggi forse al novanta per cento, la grande riforestazione che oggi si ritiene necessaria potrebbe già presentare ai popoli d’Europa maestose distese boschive, la mobilità che si comincia ad ammettere debba essere spostata sul trasporto collettivo potrebbe già godere di  una rete di strutture immensamente più adeguate, il consumo di suolo che continua ad essere scelleratamente rapido potrebbe essersi già arrestato da un pezzo, se si fosse dato ascolto alle voci che – ignorate, sottovalutate e spesso dileggiate – prefiguravano scenari  e presentavano possibilità nei tre, quattro e cinque decenni passati.

Crediamo che di fronte al precipitare delle cose tutta la società, dalla classe politica, a quella imprenditoriale, dalle realtà associative ai singoli individui, debbano adottare subito provvedimenti drastici e radicali.

Ravenna, che nel panorama ambientale costituisce una delle principali aree critiche del nostro Paese, non deve sottrarsi alle scelte necessarie.

Chiediamo, intanto, che da subito vengano presi questi provvedimenti:

·       Moratoria sul progetto dell’ impianto di sequestro e stoccaggio dell’ anidride carbonica

·       Avvio immediato della realizzazione di produzione energetica basato sulle fonti rinnovabili, facilitando il percorso attuativo del parco eolico-fotovoltaico e la realizzazione diffusa delle comunità energetiche

·       Messa allo studio di un piano per l’arresto del consumo di suolo che porti alla riduzione del cinquanta per cento nel quinquennio e del novanta per cento nel decennio

·       Avvio immediato di un grande progetto di riforestazione  di tutto il territorio ravennate e di espansione delle aree naturali, con particolare riferimento alla realizzazione del Parco Fluviale del Montone e del Ronco

Molte altre cose devono essere fatte (politica dei rifiuti, lotta all’invasione delle plastiche, revisione totale dei modelli di mobilità, ripubblicizzazione completa dell’acqua, e altro ancora), ma i provvedimenti sopra descritti sarebbero un segnale inequivocabile di volontà per una svolta vera.

Coord.ravennate campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile

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