Quantcast

Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

Marco Maiolini: Nessun danno all’ambiente dallo sversamento di melasso di canna alla Sapir

Leggendo le notizie sui giornali che riguardano la fuoriuscita di melasso dal serbatoio 14 della Sapir, ma soprattutto convinto che per fare una buona politica sia necessario partire da un quadro conoscitivo corretto  per non incappare in inesattezze probabilmente dovute alla mancanza di esperienza e familiarità con questo prodotto, mi sento in dovere di scrivere alcune puntualizzazioni vista la mia esperienza trentennale su gestione, controllo qualità, e riconsegna del prodotto stesso.

Il melasso di canna è un sottoprodotto della produzione dello zucchero. Dire che il prodotto in sé non è inquinante non è errato, perché una delle destinazioni d’uso del melasso è proprio la fertilizzazione in quanto aumenta la vita microbiotica benefica del terreno: infatti è ricco di minerali che agiscono sulla salute delle piante.

È comunque vero che lo spandimento in maniera incontrollata del prodotto, come tutti i fertilizzanti, non porterebbe benefici, ma potrebbe rendere il terreno meno produttivo per qualche tempo, senza comunque comprometterlo. Il Parco serbatoio della Sapir, proprio per questo motivo, è stato costruito in modo che eventuali perdite vengano contenute all’interno di recinti di contenimento, o comunque all’interno dell’area Sapir.

Come si denota dalle foto, infatti, il prodotto ha ricoperto l’asfalto, si è incanalato nella ferrovia, ma non è uscito dall’area doganale proprio perché circoscritta da un muretto. L’impianto fognario del Parco serbatoi viene chiuso in caso di necessità, e le squadre di emergenza dotate di autocisterne aspiranti e filtranti arrivano a breve giro per recuperare e filtrare il prodotto, che viene quasi totalmente recuperato.

Sabato, ad esempio, posso testimoniare che un’ora dopo il fatto c’erano nove squadre in emergenza che lavoravano per ripristinare il sito, tanto che questa mattina, lunedì 15 novembre, è stata confermata la piena operatività lavorativa, e si vedono a malapena tracce dello sversamento.

Il melasso è caratterizzato da un’alta coesione molecolere (dai 75 agli 85 gradi di brix) che aumenta con l’abbassarsi della temperatura, ma non pensiamo che basti il caldo estivo perché si fluidifichi come l’acqua. Non entro nei discorsi di manutenzione o di come siano stati effettuati i lavori, perché non mi competono, ma so che ci sono procedure certificate che verranno ovviamente controllate da chi di dovere.

Concludo facendo notare che a Ravenna, grazie all’esperienza ormai ultracinquantennale di collaborazione tra alcune imprese private e la Sapir, siamo all’avanguardia per la gestione (imbarco\sbarco), stoccaggio, controllo qualità e peso di questo sottoprodotto non facile da gestire, che ci ha portato negli anni in tutti i porti d’Italia a importarne/esportarne milioni di tonnellate.

Questo è potuto accadere perché negli anni ’70 la Sapir ha adempiuto nella maniera corretta alla sua funzione pubblica (che riteniamo importante per il Porto di Ravenna) di catalizzatore di lavoro senza guardare solo al guadagno immediato ma ad investire sul futuro.

Marco Maiolini – Presidente Associazione “AMBIENTE e TERRITORIO RAVENNA”

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Fabio

    Hai ragione Marco, quando hai evitato che finisca in acqua, e nei terreni coltivati hai risolto i problemi.

  2. Scritto da il camionaro

    Ciao Marco, in effetti stamattina era tutto pulito.

  3. Scritto da ALTER EGO

    In effetti è sempre meglio lasciar parlare gli esperti, bravo Maio

  4. Scritto da Viola

    Chiaro ed esaustivo!

  5. Scritto da Maurizio Ricci

    Un intervento pacato e, come spesso accade, esaustivi.
    Su questo sfiorato Disastro Ambientale ho letto altre dichiarazioni dei “soliti noti”, come sempre polemiche, catastrofistiche e strizzanti l’occhio ai “mal-di-pancisti” di professione; a questi habitué direi che non è obbligatorio ergersi sempre e comunque a “contras” per principio e che sarebbe sempre meglio lasciare che, se del caso, parli chi ne sa.

    Grazie

  6. Scritto da garbino

    con buona pace dei politici alla ricerca della polemica quotidiana

  7. Scritto da Alvaro Ancisi

    Nessuno ha parlato (solo finora) di danni ambientali e nessuno ha espresso posizioni politiche a beneficio del proprio carro, sperticandosi in lodi (quanto siamo bravi noi politici messi alla guida di imprese di mercato, controllori e controllati) sollecitando il plauso degli affezionati. Vuol dire che ne riparleremo. Non c’è problema. C’è dell’altro. Prima aspettiamo la risposta alle domande poste, vere e chiare, che qui non c’è.

  8. Scritto da Maurizio Ricci

    Cito da RavennaNotizie: “..Una sciagura del genere non si era mai vista, neppure lontanamente, nel porto di Ravenna, dove al massimo si è rotto raramente qualche tubatura, con danni circoscritti – commentano Ancisi e Marendon -. Quello che però ha sorpreso (o forse no, data la cappa mediatica a cui il regime politico/economico locale sottopone l’informazione pubblica) sono le scarne notizie diffuse, tutte volte a minimizzare l’evento quasi fosse normale o fortuito…”

    Senza andare troppo in profondità, “QUASI FOSSE FORTUITO” sta a significare che nelle intenzioni degli estensori, l’evento non è stato fortuito; dal dizionario Treccani il contrario di fortuito è da scegliere tra annunciato, calcolato, prestabilito, previsto, programmato: quale di questi?
    Inoltre già la frase iniziale “UNA SCIAGURA DEL GENERE NON SI ERA MAI VISTA, NEPPURE LONTANAMENTE, NEL PORTO DI RAVENNA”, se non è catastrofismo, è perlomeno leggerezza e mancanza di rispetto verso quelle che sono e sono state davvero “sciagure”, come i diversi incidenti, anche mortali, sul lavoro…

  9. Scritto da Alvaro Ancisi

    Dai commentatori professori, noti a Ravenna Notizie per il paraocchio politico, non mi faccio dare lezioni d’italiano. Nello scritto che ha riportato, prima di fortuito c’è “o” e prima ancora “normale”. Riesce anche a sostenere che l’evento sia stato normale, ordinario, regolare, usuale, abituale, tutti sinonimi? Mille tonnellate di melassa sparse comunque sul porto non è una sciagura perché non ci sono stati dei morti? Tra i sinonimi di sciagura ci sono “rovescio, avversità, disavventura, fatalità” ed anche “sinistro” (almeno questo dovrebbe sembrargli musica)

  10. Scritto da Marco S.

    le sottigliezze linguistiche in cui si inerpica Ancisi sul significato di sciagura fanno sorridere. non si capisce su cosa voglia allarmarci. nessun danno a persone e neppure a beni di terzi. liquido non pericoloso. di che cosa stiamo parlando? un mondo produttivo senza mai incidenti esiste forse solo nel Paese delle meraviglie. ben vengano gli incidenti senza conseguenze. potrebbe anche significare che le misure di sicurezza funzionano.

  11. Scritto da C.

    Per la Redazione: come mai quest’articolo è doppio? Oltretutto uno vicino all’altro, si nota subito.

  12. Scritto da Direttore

    È un fatto puramente tecnico. In alcuni casi un articolo compare sia alla voce rubriche sia fra le notizie in evidenza. LA REDAZIONE

  13. Scritto da batti

    bello il dibattito politico dei commenti, non tutti, quelli politico sintende.ma voi sapete che sono decenni che le manutenzioni non si fanno piu? che gl intrventi si fanno a rottura avvenuta, anche nei reparti relativamente pericolosi, e specialmente nelle aziende private. tanto li c è un direttore pagato bene per prendersi le responsabilità, se non sapete ciò questi dibattiti fateli in consiglio che è zona isolata