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Coordinamento “Per il Clima – Fuori dal Fossile”: Una nuova fase per i movimenti ambientalisti

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Dopo le riunioni dei capi di governo e ministri al G20 di Roma e alla Cop 26 di Glasgow, i cui impegni quasi tutti gli osservatori valutano largamente insufficienti, e che la gran parte del movimento ambientalista giudica sostanzialmente fallimentare, si apre una fase nuova della mobilitazione e dell’impegno per contrastare il modello estrattivista, che in quelle sedi è stato paradossalmente riaffermato.

A partire dal Segretario Generale dell’ ONU Guterres, moltissime personalità in tutto il mondo hanno espresso profonda delusione per la genericità e per la timidezza dei provvedimenti proposti, e grave preoccupazione per l’accelerazione che – in assenza di scelte coraggiose – prenderà la compromissione della situazione climatica e ambientale. In presenza di una  volontà ben scarsa di modificare in profondità i propri modelli energetici, produttivi, trasportistici, e in generale rivedere stili di vita e priorità nella vita sociale, molti governi stanno ora lanciando la vulgata delle colpe di Cina e India, senza assumersi alcuna responsabilità di quanto fatto, in termini di inquinamento e distruzione ambientale, nei centocinquanta anni precedenti.

Una rappresentazione che insinua nell’opinione pubblica un messaggio di inutilità di qualsiasi provvedimento, se prima non verranno fatte le scelte giuste da parte di quei grandi Paesi. Senza voler minimamente tacere, o anche solo sottovalutare, le enormi responsabilità di Cina e India (in termini assoluti i principali produttori di emissioni dannose), noi ribadiamo che tutte le realtà, dal singolo individuo, ai Comuni, alle Regioni, ai Governi nazionali, devono fare la propria parte senza attendere che qualcun altro faccia il primo passo.

Le scelte di progressivo passaggio alle energie rinnovabili, a un modello energetico diffuso, accompagnate dal ripristino degli ambienti naturali e dall’avvio di schemi urbanistici radicalmente nuovi, devono essere fatte subito e rese operative al più presto, a tutti i livelli possibili.  In questo quadro, i movimenti ambientalisti cercheranno di intensificare e allargare le mobilitazioni, e di coinvolgere i diversi strati sociali, le diverse generazioni e le varie componenti sociali.

Anche perché, se la temperatura del pianeta (e il suo progressivo aumento) e il livello di anidride carbonica sono i principali indicatori della pessima salute del Mondo, molte altre patologie affliggono l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e la terra da cui produciamo il cibo per nutrirci. E anche in assenza di risultati rapidi in termini di rallentamento del riscaldamento e riduzione della CO2, si devono e si possono prendere da subito e ad ogni livello  provvedimenti efficaci a far vivere tutte/i noi e le prossime generazioni in un ambiente più sano.

Domenica 21 novembre, per tutta la giornata, la campagna nazionale “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, terrà a Falconara Marittima la sua prossima assemblea nazionale, per fare il punto sullo stato del movimento e lanciare la nuova fase della mobilitazione.  Il nodo ravennate della campagna parteciperà all’ incontro con la propria delegazione, e porterà le proprie specificità, ricordando che Ravenna e il suo territorio costituiscono uno dei punti critici della contraddizione ambientale, ma anche delle opportunità per proporre una svolta nel senso della giusta transizione.

Per il Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, Pippo Tadolini

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Commenti

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  1. Scritto da ST

    …quando piove, in bici con me ne vedo molto pochi…
    Non mi pare che sia ancora possibile essere ‘fuori dal fossile’.
    Credo che le persone intelligenti dovrebbero evitare queste utopie, e determinare un percorso di transizione FATTIBILE, che passa da carburanti fossili più puliti, come il metano.
    Invece questi ‘ambientalisti talebani’ (o da salotto) stanno solo inutilmente distruggendo le nostre aziende.