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Davide Ranalli: La rigenerazione del PD è in corso. Il tempo presente ha bisogno di ricette di sinistra, anche D’Alema sarebbe d’accordo…

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Caro direttore, qualche settimana fa risposi a una domanda specifica all’interno dell’intervista di Alice Lucchi per Ravennanotizie.it. La domanda verteva sul possibile rientro nella comunità del PD di alcuni compagni approdati ad Articolo 1. Mi pare che, alla luce del dibattito di queste ore, quella domanda fosse quanto mai appropriata. Parto da qui perché vorrei evitare che la discussione in corso sia calata dall’alto, mentre sento, oggi più che mai, la necessità di parlare di noi e della nostra comunità, quella del PD, che si sta rimettendo fortemente in gioco. E se per parlare di noi serve anche parlare di D’Alema io, laicamente, ci sto!

Sta facendo discutere la frase di D’Alema “dal sen fuggita” durante lo scambio di auguri nella sede di Articolo 1, maliziosamente messa in risalto dalla stampa: il renzismo come malattia da cui il Partito Democratico sarebbe guarito… Non sono un medico ma faccio politica e il PD è il mio partito. Lo è stato anche negli anni in cui il segretario era Matteo Renzi; non credo di aver mai fatto mistero di non aver condiviso la sua guida del partito. Votai sì al referendum costituzionale perché ero d’accordo con lo spirito della riforma ma ero perfettamente consapevole che quella gestione totalmente personalistica della consultazione ci avrebbe fatto sbattere, non immaginavo in modo così netto.

Non condivisi la nascita di Articolo 1, anche di questo com’è nel mio stile non ho fatto mistero: la vissi con dolore, perché sono legato a tante persone che sono confluite in quel movimento. In questi anni non abbiamo mai smesso di parlare, a livello locale forse ancora di più che a livello nazionale, consapevoli di tutto ciò che ci univa piuttosto di quello che ci divideva.

Non mi interessa ora ribadire chi ha avuto ragione e chi torto, sarebbe inutile e, forse, una risposta vera non c’è. Se ci sarà un processo di rientro di tanti amici nel PD non potrò che essere contento ma il mio desiderio più grande è che questo partito prosegua nella sua opera di rigenerazione che, lo voglio sottolineare, è in corso. Tra mille difficoltà, tra molti dubbi, tra diverse degenerazioni, questo partito è vivo! Lo è nella società dove tanti militanti si mettono in gioco e qui penso all’esito dei nostri congressi territoriali, dove sono emersi molti giovani che sono al servizio di un’idea.

Parliamo di loro, la spina dorsale di questo partito. Sulle formule vorrei essere chiaro: lo spostamento a sinistra non è un’alchimia politica, è un fatto certificato dalla storia. La pandemia ha evidenziato la necessità dell’interventismo dello Stato, dalla sanità in giù. Guardiamo con onestà a quello che sta accadendo: aumento della povertà e delle diseguaglianze, precarietà del lavoro, ruolo delle imprese. Il tempo presente ha bisogno di ricette di sinistra. Anche D’Alema sarebbe d’accordo.
Auguri di buon anno alla redazione!

Davide Ranalli – Sindaco di Lugo e dirigente del Partito Democratico

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Commenti

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  1. Scritto da Riccardo

    Negli ultimi anni ha cambiato nomi, osannato Bersani,poi Letta,poi Renzi, poi Zingaretti per poi tornare a Letta. Infamato i 5 stelle, dandogli degli incapaci, per poi divenirne i migliori (indispensabili) alleati. Adesso sono al Governo con la Lega… che dire incoerenza allo stato puro, come, d’altronde, tutti gli altri partiti, cosa vuoi rigenerare?!?

  2. Scritto da Demo

    Ma per carità…! Dopo anni che, gli “ex comunisti” (compreso il buon D’Alema), avete distrutto l’eredità di Gramsci. Dopo che avete portato, prima a capo del partito e poi del Governo, un personaggio che di sinistra aveva solo una mano e non quella che usava di solito; oggi vi volete rifare una verginità?
    Per quanto mi riguarda non siete più credibili. Buon anno 2022.

  3. Scritto da obezio

    Caro Sindaco, faccio fatica a crederLe quando parla di ricette di sinistra. Credo che l’aver votato SI al referendum renziano e aver condiviso le sue idee quando era segretario del partito ella si è collocato in un area che di sinistra ha ben poco. Purtroppo il PD è ancora guidato da una figura scialba e che, nonostante il trattamento ricevuto da Renzi, soffre di sindrome di Stoccolma. Gli assai poco entusiasmi di un eventuale ritorno di Bersani e D’Alema testimoniano il fatto che essere collocati a sinistra sia uno scandalo per questo paese. Tutti cercano il centro, ma la vera forza progressista è la sinistra che non c’è. Anche Conte, che ho votato, sembra già allontanarsi dai buoni propositi di un tempo.

  4. Scritto da batti

    avanti demo “EX COMUNISTI”ma quanti anni hai per ricordare che c è stato il comunismo non ne parlano piu anche i libri di storia.credo pure io che renzi sia stato un cancro per il partito e anche l italia,, ma è stato eletto dai inscritti e simpatizzanti con le primarie, sicuramente si erano bevuti il cervello.

  5. Scritto da b

    riccardo ha dimenticato molti altri che oltre ad osannarli sono stati votati in massa . per poi finire in disgrazia dopo un anno,oltre a renzi grillo salvini, arrivera la meloni, per fare i miracoli, magari con un berlusca presidente