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Le Rubriche di RavennaNotizie - Ma Alice non lo sa

MA ALICE NON LO SA / Greta Cavallaro da Michele de Pascale alla laurea alla Bocconi, una giovane donna con tratti gentili e forte carattere

“A parità di capacità professionale, gli uomini dovrebbero davvero stare fermi un giro per cedere il passo a una donna. È una questione di giustizia e intelligenza politica. Oggi è impossibile gestire la complessità delle società globali senza il fondamentale contributo delle competenze femminili. Non smettete mai di combattere, perché appena girato l’angolo c’è qualcuno che cerca di neutralizzare le conquiste delle donne. Non date mai nulla per scontato. I diritti e la libertà si difendono giorno per giorno. Il potere potrà pure essere schifoso, come gli uomini ci ripetono, ma intanto lo vogliamo avere.” (Lilly Gruber)

“Sto fatto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di bel gesto nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c’è sempre chi o cosa? Solo se stessa, temo.” (Mina)

“Non voglio che i giovani cambino paese, voglio che i giovani cambino il Paese.” (Rinaldo Sidoli, blogger)

Nel 1997 io avevo 16 anni e facevo il Liceo classico, ascoltavo le Spice Girls e i Take That, era prima degli smartphone, prima di facebook, prima anche del PD. In quell’anno nacque Google, Dario Fo vinse il premio Nobel, al cinema uscì Titanic, venne siglato il Protocollo di Kyoto, venne pubblicato il primo capitolo della saga di Harry Potter. Fu l’anno in cui morirono Lady Diana e Madre Teresa, i Jalisse vinsero Sanremo mentre D’Alema era il segretario del PDS. Bill Gates era solo uno che smanettava coi computer e non ancora l’innestatore seriale di microchip, Cacciari era un filosofo serio e Red Ronnie un conduttore di programmi musicali e non un esperto di vaccini e complotti internazionali… bei tempi, eh? Ma come direbbe Carlo Lucarelli, questa è un’altra storia… Perché vi ho parlato del 1997? Perché in quell’anno nacque Greta Cavallaro, la protagonista di questa puntata di Ma Alice non lo sa.

Greta è una giovane donna molto affabile, gentile, trasmette serenità e pacatezza… ma non fatevi ingannare, oltre a questo c’è molto di più, un mix di determinazione, idee chiare, “cazzimma”. Greta Cavallaro insieme ad altri giovani volontari (tutti dai 18 ai 27 anni) coordinati da Fabio Sbaraglia – oggi Assessore alla Cultura – ha gestito la campagna elettorale vittoriosa di Michele de Pascale, coordinando iniziative, predisponendo banchetti, fissando appuntamenti. Ha dichiarato a proposito: “Ci definivamo una ‘gioiosa macchina da guerra’. Oltre ad organizzare l’agenda di Michele, quello che volevamo fare era essere presenti sui social ma in maniera diversa rispetto alla comunicazione politica proposta della destra: senza attaccare gli avversari o cadere nelle polemiche, senza denigrare ma mettendo in luce ciò che di positivo proponevano Michele e la coalizione. Non abbiamo mai attaccato nessuno a livello personale ma solo sui contenuti. Insomma abbiamo puntato ad essere “una Bestia” senza la parte bestiale.”

Greta sta per laurearsi in economia e management della pubblica amministrazione e organizzazione internazionale alla Bocconi, fa parte della segreteria regionale dei Giovani Democratici. E questa è la nostra chiacchierata.

Greta Cavallaro

L’INTERVISTA

Greta, come è nato il suo interesse per la politica?

“Fino all’età di 16 anni la politica non la sopportavo. A tavola a casa mia si parlava sempre di politica e io avevo un po’ il rigetto… Poi a 18 anni ci sono state le europee e io dovevo andare a votare, ho sentito l’esigenza di informarmi e per valori, principi, ideali che mi erano stati trasmessi dalla mia famiglia, mi sono avvicinata alla federazione giovanile del Partito democratico. Quindi ho iniziato dalla quinta superiore ad essere molto attiva a livello politico all’interno dei Giovani Democratici e in questi anni ho partecipato ai comitati di gestione delle campagne elettorali europee, politiche e regionali del Pd.”

Nella sua esperienza per la gestione della campagna elettorale di de Pascale si è dovuta interfacciare con persone molto più grandi di lei, è stato difficile coordinarle e far sentire la “sua autorità”?

“Il compito che ho dovuto gestire alle ultime amministrative è stato molto difficile, faticoso, ma mi ha fatto crescere sia a livello professionale che umano. All’interno del comitato elettorale rispetto agli altri ragazzi ero la più grande, quindi mi vedevano come punto di riferimento. Fuori dal comitato mi sono dovuta interfacciare coi vari candidati nelle liste a sostegno di de Pascale, tutte persone più grandi di me. A volte non è stato facile impormi, non tanto però per il fatto che fossi più giovane, ma per il fatto che ero una ragazza. In alcune situazione mi sono sentita chiudere la porta in faccia. Il tema della discriminazione di genere penso debba essere ancora pienamente affrontato e sradicato dalla cultura e dagli ambienti di sinistra.”

Nella mia intervista di alcuni mesi fa con la Presidente del Consiglio comunale Ouidad Bakkali è emerso proprio il tema della costruzione di un nuovo modello di leadership femminile nel Partito Democratico e a sinistra in generale, lei che ne pensa?

“Anche a sinistra ci sono dei retaggi di una mentalità maschilista, non ancora sradicati del tutto, che magari si manifestano a livello strisciante ma che io ho avvertito, più che altro in piccole cose. Michele mi ha sempre sostenuto alla grande, e questo è stato determinante anche nei momenti più critici.”

C’è mai stato un momento in quei mesi intensi in cui ha pensato “oddio non ce la faccio, mollo tutto”?

“Sì, la campagna di fatto è iniziata a marzo-aprile e da lì non c’è mai stato un momento di stacco fino alle elezioni. Anche nella settimana di Ferragosto, in cui pensavo di prendermi una piccola pausa, non sono riuscita a staccare perché c’era la presentazione delle liste e mi sono fatta prendere un po’ dallo sconforto. Michele mi ha esortato a non mollare, mi mandava su whatsapp dei messaggi motivazionali per darmi la carica, e anche Fabio Sbaraglia, Gottarelli, Barattoni. Li ringrazierò sempre per il supporto e la sopportazione (sorride, ndr).”

In Italia gli ultimi dati Istat sui giovani e il mondo del lavoro sono molto allarmanti, i Neet (giovani che non studiano e non lavorano) sono circa un quarto nella fascia di età tra i 15 e 29 anni. Parliamone…

“In politica si parla sempre tanto di giovani, ma appunto se ne parla e basta. Ci sarebbe invece bisogno di investire sui giovani. Nel programma elettorale del Sindaco sono previsti dieci punti per le politiche giovanili, ad esempio nel nostro Comune manca un collegamento tra i poli come quello chimico e quello del porto e l’Università, e in quest’ottica sarebbe molto funzionale puntare su fiere e appuntamenti che costruiscano una rete integrata tra mondo del lavoro e università, per configurare e gettare le basi per concreti percorsi professionali legati agli studi intrapresi.”

Dopo questa esperienza organizzativa pensa di essere pronta nel prossimo futuro per rivestire incarichi politici in prima persona?

“Per come sono fatta io, per il mio carattere, non penso di essere ancora pronta a mettermi in gioco in prima persona… penso che vivrei male eventuali critiche o commenti non costruttivi sulla mia persona.”

Oltre alla politica e allo studio quali sono i suoi hobby?

“A me piace molto viaggiare, leggere, informarmi, socializzare.”

Ci sono molti studi che evidenziano come la pandemia stia creando sul lungo termine disagi psicologici, soprattutto tra i giovani. È importante che l’ordine regionale degli psicologi si sia mosso per mettere a disposizione un servizio di assistenza gratuito. Qual è il suo feedback a proposito?

“Io vado dallo psicologo regolarmente da 4 anni. Questo mi ha sicuramente aiutato ad affrontare i disagi di questa pandemia che ormai ci accompagna e condiziona le nostre vite da due anni. In vari miei conoscenti riscontro disagi più o meno lievi dovuti principalmente al venir meno della dimensione della socialità. Per questo il mettere a disposizione un servizio gratuito di assistenza psicologica da parte della Regione mi sembra di fondamentale importanza. Per il resto per uscire dalla pandemia l’unica cosa che si può fare è continuare a vaccinarsi e proteggersi. I giovani hanno dato grande prova di maturità e senso di responsabilità partecipando in maniera massiccia agli open day vaccinali.”

Quali pensa saranno le sue priorità dopo la laurea?

“Non vedo una famiglia nel mio prossimo futuro, forse è un limite dovuto all’età. La mia priorità per ora è la realizzazione professionale.”

Quali sono i suoi riferimenti politici, ideali, culturali?

“Ne ho tre: Lia Quartapelle, Giuditta Pini e Lilli Gruber.”

Qual è l’ultimo libro che ha letto?

“Sto leggendo il libro di Marco Damilano “Il Presidente”.”

Riguardo all’imminente elezione del Capo dello Stato pensa che l’ipotesi Berlusconi sia solida o solo fumo negli occhi?

“Ad oggi non è un’opzione impossibile… ed è preoccupante. Ma non penso che la sinistra non abbia un nome da proporre, se non l’ha ancora fatto è per motivazioni tattico-strategiche.”

Greta, un’ultima domanda: su cosa verterà la sua tesi?

“La mia passione più grande è la pubblica amministrazione. Io sto facendo la tesi sulle Unioni dei comuni. Sto analizzando la Romagna Faentina, la Bassa Romagna, e il come costruire un modello integrato tra le Unioni dei Comuni e le Province.”

In bocca al lupo allora! Chiudo con un passaggio della lettera ai suoi studenti del Professor Pietro Carmina, vittima della tragedia di Ravanusa (citato anche da Sergio Mattarella nel discorso alla nazione di Capodanno): “Un’ultima raccomandazione, mentre il mio pullman si sta fermando: usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha; non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non “adattatevi”, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare, non state tutto il santo giorno incollati a cazzeggiare con l’iphone. Leggete, invece, viaggiate, siate curiosi.”

Greta Cavallaro
Greta Cavallaro