Quantcast

Le Rubriche di RavennaNotizie - Ma Alice non lo sa

MA ALICE NON LO SA / Chiara e Rachele, le ragazze dell’Artistico che fecero l’impresa… brave dieci con lode

Più informazioni su

“Con la faccia pulita / Cammini per strada mangiando una / Mela coi libri di scuola / Ti piace studiare / Non te ne devi vergognare / E quando guardi con quegli occhi grandi / Forse un po’ troppo sinceri, sinceri / Si vede quello che pensi / Quello che sogni” (Albachiara, Vasco Rossi).

“Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario. Siate affamati. Siate folli” (Steve Jobs).

Chiara Pirazzini e Rachele Sara Rutherford sono le due studentesse della terza B del Liceo artistico di Ravenna che hanno chiuso l’anno scolastico con tutti dieci in pagella. Due eccellenze, insomma, tanto che il preside Gianluca Dradi, e la scuola tutta, si sono complimentati con loro “per l’impegno profuso che ha visto il suo riconoscimento nella valutazione finale”.

Già, perché dieci non è un semplice numero. Sapete quanto impegno, costanza, tenacia ci sono dietro un dieci? Che non ci si inciampa per caso, in un dieci. Si costruisce giorno per giorno, un mattone alla volta, lavorando a testa bassa e non facendosi distrarre dalle sirene che “ma va, impossibile avere tutti dieci”. Impossible is nothing diceva lo slogan di una pubblicità. Impossibile è solo una parola, che di solito gridano quelli sulla panchina a chi è in campo a lottare centimetro dopo centimetro. Come diceva Al Pacino nel monologo di Ogni maledetta domenica: “La vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia.”

È come il calciatore che indossa la maglia numero dieci in una squadra di calcio. Non è una maglia qualsiasi. È quella dei fuoriclasse, e dai fuoriclasse ci si aspetta sempre il massimo. Non si arriva a indossare la maglia numero dieci perché si è bravi, né perché si è bravissimi. Ci vuole qualcosa in più. Qualcuno lo chiama prosaicamente, l’X factor. Vero. Il talento è fondamentale ma da solo non basta. Il mondo è pieno di geni incompresi e di talenti inespressi. Non ce ne servono altri. Ma se al talento si aggiunge lo studio, il metodo, la costanza ecco che abbiamo il mix vincente. Essere un numero dieci non è facile come non lo è avere una pagella con il massimo dei voti in tutte le materie. Perché questo comporta una cosa: che d’ora in poi le persone da te si aspetteranno dieci, così come da Maradona si aspettavano il gol che salvasse la partita. Sempre e comunque. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Chiacchierando con Chiara e Rachele ho la netta impressione che loro siano ben consapevoli che il loro risultato è solo una tappa del percorso che dovranno affrontare crescendo. Ma non hanno grilli per la testa. Tengono i piedi ben saldi a terra e anche se non sanno ancora cosa vogliono fare da grandi, una cosa è certa: nel momento in cui lo capiranno, sarà solo una questione di centimetri. Perché i numeri dieci questo fanno: combattono per ogni centimetro e alla fine vincono le partite. E quest’anno Chiara e Rachele ne hanno vinta una bella grossa. Ma ecco la nostra chiacchierata.

L’INTERVISTA

Quali sono i motivi che vi hanno portato a scegliere di iscrivervi al Liceo artistico dopo le medie ? Avete appena finito il terzo anno, rifareste questa scelta?

RACHELE – “Io ho scelto questa scuola perché sin da quando ero piccola ho sempre avuto una grande passione per l’arte e una particolare predisposizione per il disegno. Sono soddisfatta di aver scelto il Liceo artistico, è sicuramente il percorso di studi più adatto per me.”

CHIARA – “La mia è stata più una scelta dettata dal fato. Io volevo fare il conservatorio perché suono il pianoforte da tanti anni, ma ho iniziato anche a visitare alcune scuole superiori e alla fine mi sono convinta che avrei scelto la scuola che mi avrebbe ispirato nel momento stesso in cui vi sarei entrata per la prima volta. Quando sono entrata all’Artistico mi sono detta “ok questa è la mia scuola” e infatti ho scelto. Ho fatto il corso musicale quindi ho potuto conciliare la passione per il pianoforte con un corso di studi liceali. Rifarei assolutamente tutto.”

Quali sono stati in questi tre anni i momenti più belli e quelli meno belli, o comunque più difficili?

RACHELE – “La pandemia è stata la cosa più destabilizzante. Ho vissuto i primi due anni del Liceo artistico in maniera differente da come me l’ero immaginata. Per esempio, era una pratica storica del Liceo quella di cambiare classe ad ogni lezione, ovviamente con la dad questo non era possibile: ma quella particolarità era uno dei motivi principali che mi avevano portato a scegliere questa scuola. Quindi ero un po’ demoralizzata. Quest’ultimo è stato l’anno più bello per me, proprio perché finalmente si è tornati alla scuola in presenza, e mi sono trovata benissimo con la classe, eravamo uniti. E l’ambiente del Liceo in generale è accogliente, si respira un’aria di apertura mentale.”

CHIARA – “Anche per me il momento più brutto è stata la pandemia. La nostra è una scuola molto pratica, il lavoro nei laboratori è fondamentale e questo in dad non era possibile. Per noi è stato come passare dalla terza media direttamente alla terza liceo, perché i primi due anni sono stati caratterizzati dalla didattica a distanza. Il momento più bello invece è stato poter tornare a scuola quest’anno.”

Siete rimaste sorprese di trovare tutti dieci in pagella o in qualche modo ve l’aspettavate?

RACHELE – “Non posso essere ipocrita e dire che non mi aspettavo dei voti alti, bastava fare la media dei voti presi durante l’anno… Ma è stata una bella sorpresa comunque, non ero affatto sicura che avrei avuto tutti 10.”

Si aspettava anche qualche 9 insomma?

RACHELE – “C’era un 9 e mezzo, che poi è diventato 10, i professori hanno tenuto conto di altri fattori oltre il puro calcolo algebrico della media dei voti, per questo è stata una grande soddisfazione e felicità.”

CHIARA – “Io in realtà me l’aspettavo perché col registro elettronico è possibile vedere la media dei voti, però avevo qualche 9 e 80, 9 e 75 che di solito vengono arrotondati per eccesso. Quindi no, non è stata una gran sorpresa… Ma sono rimasta molto felice però quando la vicepreside Morigi mi ha detto di fare una foto con la pagella perché è una cosa a cui va dato un riconoscimento. Questa cosa non era mai stata fatta.”

Vi è mai capitato di prendere un brutto voto o di venire rimproverate dall’insegnante?

RACHELE – “Al liceo non mi è mai capitato, alle medie ho preso un sei meno in tecnologia, mi ricordo ancora (sorride, ndr), qualche sgridata c’è stata perché magari chiacchieravo disturbando i miei compagni di classe… ma da quando sono all’Artistico non mi è ancora capitato di essere sgridata.”

CHIARA – “L’unico brutto voto che ho preso è stato alle medie in una verifica, ma il prof aveva sbagliato l’argomento, e infatti la verifica è stata annullata. Comunque io avevo preso sei e mezzo, gli altri avevano preso tutti 3, 4, 5. Sgridate da un professore non ne ho mai prese, anche perché sono una persona molto timida. Poi c’è stata la dad ed è veramente difficile essere sgridati in dad.”

Quali sono i vostri interessi extrascolastici? Praticate sport, uscite con gli amici, avete degli hobby?

RACHELE – “Io faccio un corso di teatro ogni mercoledì al circolo degli attori, ho iniziato tre anni fa. C’è un insegnante davvero molto bravo e preparato, Cristiano Caldironi. Sono una ragazza abbastanza tranquilla, il sabato pomeriggio esco con le amiche, a volte ceniamo insieme.”

CHIARA – “Suono il pianoforte, ho iniziato quando avevo 5 anni, poi ho fatto canto e durante la pandemia ho imparato a suonare l’ukulele e la chitarra.”

Adesso vi faccio una domanda che quando la facevano a me… odiavo. Il fidanzatino l’avete?

RACHELE – “No, è ancora presto.”

CHIARA – “Io sì, da un anno.”

I vostri compagni sono stati contenti, si sono congratulati per la vostra pagella o qualcuno un po’ ha rosicato?

RACHELE – “Mi hanno fatto i complimenti, penso siano stati felici per noi.”

CHIARA – “Io sono convinta che qualcuno che ha rosicato c’è…”

Avete ancora due anni di Liceo ma avete già qualche idea su cosa fare da grandi? Steve jobs ha detto nel celebre discorso ai neolaureati di Oxford: “Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti.”

RACHELE – “Da piccola dicevo che volevo fare l’astronauta, come tutti i bambini… Spero di lavorare nell’ambito dell’arte, in un ambiente aperto dove poter coltivare le mie idee. Mi piacerebbe fare delle esperienze all’estero, ma ancora non ho certezze.”

CHIARA – “Io col fatto che tutti mi hanno sempre detto che posso fare tutto nella vita, mi pongo il problema di capire quello che voglio fare io veramente, e ho ancora un po’ di tempo per riflettere su questo.”

Qual è la marachella più grossa che avete fatto nella vostra vita? Che so, un dispetto a vostra madre o vostro fratello?

RACHELE – “Alle elementari ho tagliato il vestito di una mia compagna di classe che era abbastanza costoso… era rimasto incastrato nella sedia e istintivamente ho preso le forbici e l’ho tagliato (sorride, ndr).”

CHIARA – “Mia mamma è una persona molto aperta e le posso confidare tutto, poi farle qualcosa di nascosto è impossibile perché lei mi stalkera… da piccola ricordo che io e la mia sorella gemella abbiamo tagliato i capelli a tutte le barbie, a un certo punto ho tagliato una gran ciocca di capelli a mia sorella e quindi le hanno dovuto tagliare tutti i capelli per rimediare al mio danno.”

Mentre ascolto le loro risposte sulle marachelle dentro di me sorrido pensando a cosa avrei detto io se qualcuno alla loro età me l’avesse chiesto. Mi ha attraversato la mente una lista di mille cose che avrei potuto citare, avrei chiesto “quanto tempo abbiamo?” ma io sono Alice, è nella mia natura inseguire il Coniglio Bianco, lo Stregatto e il cappellaio matto. Non esiste un unico modo di essere giovani, così come non esiste un unico modo di diventare adulti. Calvino diceva che a volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane. Che poi, diciamoci la verità, completi al 100% non lo si diventa mai… e meno male, se no sai che noia?

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da C.

    Bravissime, complimenti!

  2. Scritto da Grazia Calella

    Ho letto l’ intervista a Rachele e Chiara.Ho trovato alcuni loro commenti davvero interessanti e in alcune cose da loro dette , mi ci sono ritrovata anche io .

  3. Scritto da Calella Grazia

    La canzone iniziale che introduce l’intervista a Rachele e Chiara , qualche volta l’ ho canticchiata anch’ io .