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Porto di Ravenna. Mingozzi, presidente TCR: “Leggero calo, ma il traffico merci regge. Determinanti saranno maggio e giugno”

In questo periodo di grande emergenza sanitaria, in cui si assiste ad un calo dell’economia locale, ma soprattutto internazionale e mondiale, anche il porto di Ravenna, come tutte le grandi realtà economiche ed industriali del Paese e che occupa un ruolo strategico nel commercio marittimo sia nazionale che internazionale, ha dovuto ‘riadattare’ la propria attività e quindi il lavoro dei suoi dipendenti in conformità alle nuove misure e richieste ministeriali adottate in questi mesi per contenere la diffusione del Coronavirus e per continuare a garantire lo svolgimento delle attività di scambio merci.

“Nonostante la crisi generale che ha investito il nostro Paese a seguito dell’emergenza sanitaria – afferma Giannantonio Mingozzi, presidente di TCR, Terminal Container Ravenna – fortunatamente dall’inizio della epidemia il Porto di Ravenna non ha perso un solo giorno di apertura. Siamo riusciti ad adottare fin da subito le misure che sono state richieste alle aziende per lavorare in sicurezza e così a garantire continuità alle nostre operazioni. Ovviamente il calo c’è stato: rispetto a marzo in cui si è registrato un buon andamento, ad aprile abbiamo avuto una flessione di circa il 12%. Ma era prevedibile e non ci ha messo in allarme. Le navi comunque continuano ad arrivare.”

“Mi preoccupano invece maggio e giugno, che saranno i mesi di rodaggio e dove avremo sicuramente il calo più rilevante. Saranno mesi determinanti – spiega Mingozzi – . Se riapre il volano del commercio internazionale, il porto di Ravenna, dopo un primo periodo di assestamento, riuscirà a ripartire senza grosse perdite. Cruciale sarà quindi l’andamento di questo secondo semestre. Se tra maggio e giugno ripartiranno i traffici commerciali con Usa e Cina, che incide molto nella parte del Mediterraneo, e con la parte della Russia collegata all’Europa, allora avremo imboccato la buona strada.”

“Se invece il secondo semestre sarà ancora viziato dalle difficoltà del primo, dovute alla crisi scatenata dal Covid-19, allora il recupero sarà più lento. Mi fa piacere constatare che al porto continuano ad approdare navi con reefer – contenitori refrigerati, pieni di frutta, granaglie, dal Mediterraneo e sud Italia. Le attività commerciali con la parte della piccola-media impresa italiana e con il settore degli alimentari continuano senza registrare perdite. Inoltre, continua ad essere fondamentale per il nostro porto la collaborazione con il mondo dei trasporti su ruota, che è sempre stata garantita anche in questi ultimi mesi. Per quanto riguarda il traffico via mare, abbiamo avuto problemi di livellamento che non hanno permesso ad alcune imbarcazioni di approdare con facilità. Problemi in buona parte risolti grazie alla collaborazione dell’Autorità portuale, che in attesa dell’avvio del Progettone e quindi dei lavori di abbassamento dei fondali, interviene di volta in volta con operazioni di livellamento.”

Tutti i dipendenti del porto lavorano in sicurezza già da tempo. Le aziende hanno infatti fornito al personale mascherine, guanti, prodotti e gel igienizzanti per disinfettare le postazioni di lavoro e molti uffici, come quelli di direzione, amministravi e commerciali, hanno adottato modalità di smart working. “Anche se a distanza, il lavoro di smart working ci permette di garantire in modo eccellente le funzionalità degli uffici – aggiunge Mingozzi -. Entro oggi dovrebbe arrivare un nuovo carico di mascherine non chirurgiche. Devo dire che Sapir e Conship hanno fin da subito adottato una valida linea di comportamento per mettere in sicurezza tutti i dipendenti, a livello mondiale.”

“Ieri è stato il primo giorno di cassa integrazione per alcuni dipendenti: a turnazione toccherà un po’ a tutti. L’attuazione della misura è motivata dal calo dell’arrivo delle merci, che abbiamo registrato questo mese e che molto probabilmente avremo ancora per un po’. Tuttavia, stiamo ‘centellinando’ anche l’applicazione della cassa, perché sappiamo bene che per alcuni dipendenti può essere un problema percepire uno stipendio ridotto. Con tutte le attenzioni che il caso richiede, cercheremo di applicarla in maniera adeguata e di evitarla se si riesce a contenere la perdita” conclude Mingozzi.