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Rossi: il Progetto Hub Portuale di Ravenna prevede la realizzazione di un nuovo terminal di dimensioni sostenibili

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In riferimento a quanto pubblicato da Ravennanotizie in data 20 ottobre 2020, con il titolo “Anche per il presidente Rossi un nuovo grande terminal container a Ravenna non ha senso?”, recante dichiarazioni del Capogruppo di Ravenna in Comune, Massimo Manzoli, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Daniele Rossi, ha rilasciato una dichiarazione per precisare alcune cose.

“Nei giorni scorsi, in occasione di un convegno sul tema delle concessioni demaniali, al quale ho partecipato nella veste di Presidente dell’Associazione dei Porti Italiani (ASSOPORTI), parlando della opportunità che ogni porto trovi una specializzazione che lo possa caratterizzare e rendere omogeneo con il contesto territoriale di riferimento, ho espresso le mie perplessità di fronte alle ambizioni che stanno proliferando in gran parte dei porti italiani di avere terminal containers di dimensioni gigantesche capaci di movimentare milioni di containers e che come presidente del porto di Ravenna sarei stato perplesso di fronte ad una richiesta di concessione demaniale di questa portata. – dichiara Rossi – Ovviamente questo ragionamento non è riferibile in alcun modo al Progetto “Hub Portuale di Ravenna”, che prevede la realizzazione di un nuovo terminal di dimensioni sostenibili, in una posizione logistica ottimale e con adeguati fondali, che consentirà, tra l’altro, di raddoppiare i volumi gestiti dal porto dagli attuali 220mila teus sino a 450mila teus. È un quantitativo significativo per Ravenna, ma ben lontano da ambizioni gigantesche e che di sicuro non turba gli equilibri logistici nel Mediterraneo, oltre ad essere un risultato raggiungibile in tempi ragionevolmente brevi (Covid permettendo).”

“Lo Studio di traffico a sostegno del programma di sviluppo del porto ed il piano economico finanziario del progetto Hub sono stati esaminati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (DIPE), dal Comitato Interministeriale Programmazione Economica (CIPE), dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (CSLP), dalla Banca Europea degli Investimenti, dalla Comunità Europea (Innovation and Networks Executive Agency), che hanno finanziato il progetto senza alcun rilievo di merito. Negli ultimi tre anni, l’Autorità di Sistema Portuale ha dedicato energia e passione alla realizzazione della prima fase del Progetto Hub, che oggi è finalmente una realtà. Ora stiamo lavorando con lo stesso impegno, ed ancora più entusiasmo, alla preparazione delle seconda fase del ProgettoHub, – conclude Daniele Rossi – per il completamento dell’escavo dei fondali, la infrastrutturazione delle aree logistiche, lo sviluppo della rete ferroviaria, perché questo Progetto rappresenta la grande opportunità strategica di creare valore nel porto di Ravenna”.

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Commenti

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  1. Scritto da Stefano

    La pandemia e le altre crisi ambientali globali (surriscaldamento, inquinamento aria e acque e terra) e locali (incendi, alluvioni) che ineludibili si presentano sempre più spesso e con gravità crescente, evidenziano in modo fin troppo chiaro ma ancora incompreso l’inadeguatezza del modello di sviluppo economico degli ultimi decenni e i danni della globalizzazione per la società civile e il nostro pianeta. Eppure si continua con miopia a prodursi in progetti e visioni di un futuro che volenti o nolenti sarà “diverso”. In chi governa, a tutti i livelli di scala, sarebbe opportuna una pausa di riflessione e un reidirizzamento delle risorse tempo, denaro e lavoro verso obbiettivi lungimiranti.