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Ravenna, per FutuRa la riforestazione non basterà a risolvere il problema della cattura di CO2, serve anche il progetto Eni

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La riforestazione attorno all’Hub Portuale, annunciato dal Sindaco di Ravenna e in odore di finanziamenti PNRR, trova il consenso del gruppo civico “FutuRa” che appoggia la candidatura di de Pascale. FutuRa mette insieme di 4 forze diverse: Azione, +Europa, Insieme per Cambiare, Italia in Comune. Ma per FutuRa la nuova foresta non basterà a risolvere il problema della cattura di CO2. “Il progresso e l’innovazione tecnologica e scientifica sono indispensabili per la transizione energetica e per raggiungere la piena sostenibilità ambientale utilizzando in modo pragmatico tutte le carte che abbiamo in mano”, compreso il progetto CO2 dell’Eni, dice FutuRa.

“Apprendiamo della volontà di inserire nel PNRR un progetto, da poco meno di dieci milioni di euro, dedicato alla riforestazione attorno all’Hub Portuale, che porterebbe ad alberare una vasta porzione di territorio fra Marina di Ravenna, Punta Marina e la Classicana oltre a creare una cintura verde attorno al Candiano. Si parla di più di 100.000 piante per una superficie complessiva di più di 1.300.000 di metri quadrati, che a regime dovrebbe assorbire circa 60.000 tonnellate di CO2. – si legge in una nota di FutuRa – Sempre in ottica di abbattimento della CO2, l’investimento di ENI, che vorrebbe far diventare Ravenna l’HUB europeo di cattura e stoccaggio della CO2, ipotizza di catturare dai 300 milioni ai 500 milioni di tonnellate di CO2 a ritmi che varieranno dai 7 ai 50 milioni all’anno. È facile constatare che per assorbire 300 milioni di tonnellate di CO2 alla “foresta” ipotizzata servirebbero 5.000 anni. Questo non deve assolutamente sminuire il progetto della nuova pineta, che riteniamo fondamentale dal punto di vista paesaggistico, ambientale, turistico e di vivibilità del nostro territorio, ma solo per ricordare che questa non è sufficiente come soluzione per una riduzione rilevante della CO2 in atmosfera.”

“Il progresso e l’innovazione tecnologica e scientifica sono indispensabili per la transizione energetica e per raggiungere la piena sostenibilità ambientale utilizzando in modo pragmatico tutte le carte che abbiamo in mano. Per questo riteniamo di fondamentale importanza proseguire con la realizzazione dei progetti pilota di ENI sul CCS e sul CCU, nella speranza che ricerca e sperimentazione rendano questa tecnologia sempre più vantaggiosa in termini economici ed ambientali. – conclude FutuRa – La cattura della CO2 e soprattutto il suo riutilizzo per produrre nuovo combustibile come l’idrogeno, affiancata ai nuovi potenziali investimenti avviati (Il campo fotovoltaico alla Ex Sarom candidato sempre dall’Autorità Portuale e il parco eolico promosso da Qint’x e Saipem) possono contribuire a rendere il Porto di Ravenna un cluster industriale, a bassa emissione di CO2, all’avanguardia e da esempio in tutto il mondo”.

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