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Caso Berkan B. In Procura a Ravenna interrogati i vertici dell’Autorità Portuale

La Procura della Repubblica di Ravenna dopo avere disposto nei giorni scorsi una perquisizione negli uffici dell’Autorità Portuale di Ravenna, alla ricerca di documenti utili all’indagine sull’affondamento parziale del relitto della motonave Berkan B, ha interrogato ieri 11 luglio gli stessi vertici di AP, come riferiscono i quotidiani oggi in edicola.

Il relitto era stato sequestrato d’urgenza mercoledì scorso 3 luglio dopo una relazione della Capitaneria di Porto secondo cui c’è un possibile pericolo per le condizioni ambientali. Quattro le persone indagate. Si tratta appunto dei vertici di Autorità Portuale – il Presidente Daniele Rossi, il Segretario generale Paolo Ferrandino e il Direttore operativo Fabio Maletti – che devono rispondere di inquinamento, abuso e omissione di atti d’ufficio. Il quarto indagato è il proprietario dello scafo (la nave o relitto ha subito diversi passaggi di mano nel corso degli anni) che da ultimo l’aveva acquistata per portarla in demolizione.

Sugli interrogatori di ieri non sono trapelate informazioni e i vertici AP non hanno rilasciato dichiarazioni. Nei giorni scorsi il Presidente Rossi aveva detto di essere sereno e di essere convinto di avere sempre agito con serietà e responsabilità in merito alla vicenda.

La nave, ormeggiata alla banchina ex Tozzi lungo il canale Piomboni, dal 2010, si era parzialmente inabissata lo scorso 5 marzo. Subito era partita l’azione di contenimento per evitare gli sversamenti inquinanti nel canale e in pialassa. Contemporaneamente erano partite anche le denunce di ritardi e inadempienze da parte del meetup A riveder le stelle Ravenna e del M5S. Nel frattempo l’Autorità Portuale stava mettendo a punto il bando per il recupero e lo smaltimento del relitto. il Presidente Rossi aveva dichiarato che l’iter del bando – quasi terminato – non si sarebbe fermato.