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Le Rubriche di RavennaNotizie - Romagna Mondo

ROMAGNA E ROMAGNOLI NEL MONDO / 8 / Le “Ravenna” nel sud e nel sud-ovest degli Usa, fra Mississippi, Texas e California

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Continua il viaggio nelle città e località degli Stati Uniti che portano il nome di “Ravenna”. Il percorso odierno ci porta prima nel Sud, partendo dallo stato del Mississippi, e precisamente dalla città di Natchez. Qui troviamo un piccolo conglomerato di edifici signorili (facenti parte dello splendido quartiere storico di Downriver) chiamato appunto (non ne sappiamo il perché) Ravenna. Questi edifici (il principale, più Ravenna Cottage e Ravennaside) furono costruiti nel 1835-183 da William Harris, commissario mercantile, proprietario di terreni coltivati a cotone e membro dell’amministrazione pubblica della città. Verso il 1850 furono ceduti alla famiglia Melcalfe, che li rivendette, circa 130 anni dopo, al dottor Mallan Morgan.

Ravenna, Mississippi
Ravenna Mississippi

“Ravenna”, architettonicamente ispirata al revival classicheggiante e grecizzante (cfr. Talbot Hamlin, Greek Revival Architecture in America, 1944, ristampa per Dover Publication Inc., New York 1964), è entrata a far parte del Registro degli Edifici Storici statunitensi nel 1982.

Ravenna Mississippi
Ravenna Mississippi

Passiamo ora al Texas, dove troviamo una “Ravenna” nella contea di Fannin. Si tratta di un insediamento molto piccolo (nel 2010, secondo il censimento di quell’anno, contava 209 abitanti). Si trova a 8 chilometri dal confine con l’Oklahoma e a 14 chilometri dal capoluogo della contea, Bonham.

Non sappiamo di preciso perché il villaggio abbia assunto il nome della città romagnola, ma le fonti locali affermano che ciò sia dovuto alla presenza di una sorta di canyon che segnava il territorio fin dentro l’abitato (quindi la derivazione sarebbe da ravine, burrone); sappiamo invece per certo che prima di Ravenna si chiamava Willow Point, consistente più che altro in un presidio militare (un “fortino” sorto per proteggere i primi coloni dagli “indiani” Comanche e Kiowa), intorno a cui sorse una comunità verso la metà dell’Ottocento. La prima chiesa fu eretta in loco nel 1874, e ospitava la scuola; prima di questo edificio, i luoghi pubblici consistevano più che altro in diversi saloon. Nella seconda metà dell’Ottocento furono costruiti anche un mulino, un emporio, un ambulatorio medico, una fabbrica di scatole, oltre all’ufficio postale e a un’altra chiesa. Erano anni turbolenti, in cui la cittadina fu tormentata dall’attività di una banda di fuorilegge che rubava bestiame, di “indiani” che spesso attraversavano il Red River per tentare razzie di cavalli, eccetera.

Ravenna Texas

La drogheria di Ravenna, Texas, ai primi del Novecento

La ferrovia arrivò nel 1891, e ciò portò a una certa crescita di popolazione (si raggiunsero i 400 abitanti), che continuò fino ai primi del Novecento, quando le attività locali si erano arricchite di una drogheria, di un’azienda di rivendita legnami, di un salone da barbiere, di un paio di negozi di abbigliamento e scarpe e di un ristorante, di un giornale locale, anche se gli abitanti nel frattempo erano diminuiti fino alle 290 unità, che poi risalirono a 500 alla vigilia della Prima guerra mondiale. Nel 1926 questa Ravenna aveva 4 negozi di alimentari, alcuni bar, 6 stazioni di rifornimento, una farmacia, una macelleria, 2 officine di fabbri, un barbiere. Un mutamento di percorso della linea ferroviaria, che venne definitivamente spostata su Bonham, condannò la Ravenna del Texas al declino, che culminò nel 1966 con un incendio che devastò l’abitato. Oggi la minuscola località, oltre alla abitazioni residenziali, ha un solo negozio di alimentari, un ristorante, due chiese.

Ravenna Texas

Un’azienda per la lavorazione del cotone di Ravenna, Texas, agli inizi del Novecento

Ravenna Texas

Una casa di Ravenna, Texax, oggi

Restando al Texas possiamo dire che questo stato, come il resto del Sud-Ovest statunitense, non esercitò una grande attrattiva sugli emigranti italiani, prima di tutto per le sue caratteristiche climatiche e agricolo-colturali (terreni in parte secchi e aridi), poi per l’aura di “pericolo” di cui, perlomeno nella percezione generale, era ammantata la zona (duratura presenza di “indiani ribelli”, di fuorilegge e di un certo clima di violenza che costituiva una delle facce della medaglia del West). Come scrive Rolle, dunque «nella prima metà del XIX secolo solo un pugno di italiani andò a stabilirsi nel Texas» (Andrew F. Rolle, Gli emigrati vittoriosi. Gli italiani che nell’Ottocento fecero fortuna nel West americano, Rizzoli, Milano 2003, p. 207).

Arriviamo infine alla California. Quando i “Mamas & Papas”, negli anni Sessanta, cantavano la celebre California Dreamin, riproposta dai “Dik Dik” in Italia col titolo di Sognando la California, non facevano in fondo che ricordare e perpetuare, rimodellandolo su nuove aspirazioni e stili di vita, un mito e un sogno duraturo che era stato condiviso da tantissimi europei giunti in diverse epoche nel Nuovo Mondo: perché quello stato, affacciato sulla costa del Pacifico, caratterizzato da un clima mite e da preziose risorse di ogni genere, fu ampiamente considerato obiettivo e meta principale di tanti. Italiani compresi, che vi potevano trovare condizioni e paesaggi non troppo dissimili dalle aree di provenienza.

I nostri connazionali, pur arrivando qui piuttosto tardi rispetto ad altri (il primo nostro colono migrante pare essere stato un certo Juan Bonifacio nel 1822), divennero via via numerosi; fra loro non mancarono anche avventurosi cercatori d’oro, colti come molti altri dal gold rush (la “febbre dell’oro”). Nel 1851, secondo il giornale di New York “L’Eco d’Italia”, nella sola San Francisco risiedevano già oltre 600 italiani.

Premesso ciò, registriamo che anche in California, nella contea di Los Angeles, c’è una “Ravenna. Si trova nel Soledad Canyon, non lontano dalla città di Santa Clarita, tra le montagne della Sierra Pelona e quelle di San Gabriel, ove ci sono anche le località di Acton e Russ. È situata a un’altitudine di 755 metri sul livello del mare e a una quarantina di chilometri da Los Angeles. Nato come villaggio – anzi, inizialmente come accampamento – di minatori impegnati nella ricerca dell’oro, dell’argento e del rame (cfr. Arthur B. Perckins, Mining Camps of the Soledad, in «The Historical Society of Southern California Quarterly», giugno 1958, pp. 147-173), dotato all’epoca solo di un saloon e di una drogheria gestita da un irlandese, James O’Reilly, si sviluppò rapidamente e vide sorgere un ufficio postale, il che rese necessario dare un nome ufficiale alla località.

Ravenna California

La stazione di Ravenna, California, nell’anno 1900

Perché fu chiamata Ravenna? La risposta pare essere poco romantica e non legata alla città romagnola: fonti locali affermano infatti che a scegliere questo nome fu proprio il citato O’Reilly, che volle onorare il gestore del saloon del luogo, certo Manuel Ravenna. Sfogliando una vecchia guida della California, ci si imbatte in questa descrizione della comunità: «Ravenna. Popolazione: 32 abitanti; un antico insediamento, caratteristico e ospitale, famoso per le sue agate muschiate [tipo di minerali] e gli orsi grizzly» (citata in https: // scvhistory.com / scvhistory /desert0257ravenna.htm).

Ravenna California

Il paesaggio della zona di Ravenna, California

Ravenna California

Un B&B a Ravenna, California

Oggi il Soledad Canyon, declinate le attività minerarie, finita la “corsa all’oro” e spariti dalla zona gli orsi grizzly, vive principalmente di turismo, e Ravenna è più una pittoresca “località” che un centro abitato vero e proprio.

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Commenti

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  1. Scritto da ST

    Bello! Grazie.

  2. Scritto da Pietro

    Seguo sempre con interesse le ricerche dettagliate di Eraldo . Complimenti, veramente bravo.