Cuffie wireless per gli studenti, spazio alla didattica cooperativa: come riparte a settembre il Liceo Artistico di Ravenna foto

Sebbene il rispetto delle normative anticovid abbia di certo complicato l’organizzazione della ripartenza scolastica a tutti i dirigenti degli istituti ravennati, il Liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna sembra pronto ad affrontare la sfida di settembre. Parola d’ordine, cooperazione tra tutti gli attori della scuola, che è un po’ la filosofia su cui poggia la didattica dell’Istituto.

“Abbiamo organizzato un comitato Covid, formato da docenti, personale ATA, studenti e genitori – spiega la dirigente Maria Teresa Buglione – per condividere le problematicità e le soluzioni. Attualmente l’ingegnere incaricato ha finito di stilare le planimetrie di tutte le aule con i distanziamenti previsti dalle indicazioni ministeriali. Abbiamo già disposto la segnaletica a terra, sostanzialmente un nastro apposito, che delimita gli spazi assegnati ad ogni studente. Sia nelle aule che nei laboratori”.

Ecco il punto dell’organizzazione dell’Istituto, nell’intervista alla Dirigente Scolastica Maria Teresa Buglione.

L’INTERVISTA

Tutti gli studenti riusciranno ad entrare in classe?

Al Nervi, in via Tombesi dall’Ova, dove la sede è più ampia e spaziosa, non ci sono state grosse difficoltà di adattamento. Qualche incognita in più si è presentata alla sede distaccata del Severini, in via Alighieri, per via di aule un po’ più anguste. Ci sono due o tre aule che non riusciranno a contenere tutti gli studenti della classe, perchè non possono ospitare più di una quindicina di ragazzi. Ci stiamo organizzando con le “pluriclassi”, cioè degli spazi, come i laboratori o altri, che accoglieranno studenti di varie classi, ai quali verranno assegnate cuffiette wireless con le quali ascoltare la lezione che si tiene in quel momento nella propria classe di appartenenza. Gli studenti insomma resteranno nell’istituto, anche se “distanziati” a rotazione e i docenti potranno intervenire in loro aiuto nel caso li vedano in difficoltà. Abbiamo chiesto anche un supplemento di personale docente e ATA al Miur, per coprire la sorveglianza su queste pluriclassi.

Cuffie wireless a scuola…non è ciò che normalmente ci si aspetta di trovare in una scuola italiana!

Il nostro istituto fortunatamente è molto all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Abbiamo un laboratorio di informatica, altri mobili, con cuffie e computer che possono trasformare ogni aula in un laboratorio e abbiamo intenzione di costituirne altri due. Anche l’impianto wifi della scuola è stato interamente rivisto per rispondere sì alle esigenze attuali, ma più in generale a quelle dell’Istituto e degli studenti. Le cuffie wireless che abbiamo acquistato, finite le esigenze legate all’emergenza sanitaria, verranno riutilizzate nei laboratori di informatica. Tra l’altro, le famigerate sedie con le rotelle, di cui si fa tanto parlare in queste settimane, noi le abbiamo da circa tre anni in biblioteca. Le abbiamo acquisite grazie ad un progetto sulle biblioteche didattiche e innovative e ci permettono una grande flessibilità degli spazi.

Nella vostra scuola gli spazi laboratoriali sono molto importanti ai fini della didattica, siete stati costretti a sacrificarli per utilizzarli come aule o funzioneranno regolarmente?

Abbiamo trasformato i laboratori e li abbiamo resi vivibili in relazione alle norme sul distanziamento. Anche qui sono previsti gli spazi segnalati con dei temi grafici a pavimento, che delimitano aree all’interno delle quali potranno trovare posto un banco, un cavalletto, uno sgabello per le attività di scultura. Saranno spazi a norma e polifunzionali, quindi funzioneranno a pieno ritmo. Stiamo provvedendo a rivedere gli arredi dei laboratori, che erano organizzati con dei grossi tavoloni, sostituendoli con tavolini più piccoli.

L’orario scolastico subirà delle modifiche?

La nostra scuola resta già aperta quattro pomeriggi a settimana, oltre alle mattine, dunque assieme al lavoro sugli spazi stiamo lavorando anche sull’orario, per riuscire a coprire le esigenze didattiche dei nostri studenti. Le uniche rimodulazioni orarie che faremo e che abbiamo sempre fatto, sono quelle relative alle esigenze di mobilità degli studenti. Al Nervi-Severini abbiamo molti studenti che vengono da fuori Ravenna e che hanno esigenza di utilizzare i mezzi pubblici. Il nostro liceo è diventato sempre più un punto di riferimento per un bacino di studenti che va ben oltre la provincia di Ravenna, quest’anno avremo anche una classe in più.

Come si eviteranno gli assembramenti in entrata ed uscita o durante la ricreazione?

Abbiamo predisposto ingressi differenziati. Per la sede, due da via Tombesi dall’Ova, poi da via Marco Dente e da via Guaccimanni. Anche al Severini ci saranno più entrate ed uscite. Il bar dell’istituto inoltre, sarà “chiuso” ma funzionerà da asporto. Attraverso una app si prenderanno le ordinazioni e le consumazioni verranno consegnate direttamente nelle aule.

Un commento sulla Didattica a Distanza?

Non bisogna demonizzare la tecnologia, la tecnologia ci aiuta. Se la comunicazione è ben fatta può essere diffusa attraverso i mezzi più disparati. Il nostro collegio docenti ha stabilito che la didattica a distanza è stata un’esperienza assolutamente positiva, siamo riusciti a raggiungere la quasi totalità degli studenti. Anche relativamente a tutte le polemiche sui nuovi banchi, a mio avviso, il punto non è quale tipo di banco o sedia utilizzare, ma il tipo di didattica che si mette in pratica. Se il docente è un buon docente e costruisce un rapporto virtuoso con la classe, ogni mezzo funziona. Da noi si parla di didattica innovativa, cooperativa, che mette al centro dell’apprendimento lo studente e non il docente. Non si utilizza la classica lezione frontale, ma gli argomenti vengono proposti dal docente e poi condivisi attraverso un percorso fatto attraverso il gruppo, gli scambi, la cooperazione tra gli studenti. Si lavora per progetti, si impara ad imparare. Questo approccio funziona con tutti, ma in particolare con gli studenti più in difficoltà. Permette di tirare fuori il meglio da ognuno.