Cgil: “in provincia di Ravenna mancano 500 insegnanti. Fondi per organico Covid largamente inferiori alle richieste”

È di pochi giorni fa, venerdì 4 settembre, il provvedimento dell’ufficio Scolastico Regionale con la ripartizione, scuola per scuola, di tutte le risorse aggiuntive per l’assunzione di personale docente e ATA, rispetto all’abituale organico di diritto e di fatto. Si tratta del cosiddetto organico Covid, cioè le risorse in più assegnate ad ogni scuola per venire incontro alle nuove esigenze determinate dalla pandemia.

Alla provincia di Ravenna, dei quasi 120milioni e 700mila euro distribuiti dal provveditorato regionale, toccherà una cifra che si aggira attorno ai 6 milioni 358mila euro, divisi tra i vari istituti scolastici, alcuni dei quali hanno ricevuto appena 30mila euro, mentre ad altri, più in difficoltà, sono stati assegnati anche cifre superiori ai 100mila. Con questi fondi, le scuole dovranno assumere personale docente o ATA, a seconda delle proprie carenze, per il prossimo anno scolastico. Stiamo parlando di contratti a tempo determinato, con una clausola che prevede la risoluzione, cioè il licenziamento, nel caso che la scuola subisca un lockdown, cioè in caso di sospensione delle attività in presenza.

“Da una prima ricognizione fatta con la maggioranza dei dirigenti scolastici della provincia – spiega Marcella D’Angelo, della FLC Cgil – emerge che, rispetto alle richieste avanzate, le risorse arrivate sono notevolmente inferiori a quanto richiesto. Ci tengo inoltre a precisare che non sono state assegnate persone ma soldi, attraverso i quali ogni dirigente deve fare il calcolo per potere poi assumere il personale (il provvedimento dell’Ufficio scolastico regionale che ripartisce i fondi allega delle tabelle con le quali fare i calcoli, n.d.r.). Ci sono anche scuole alle quali sono arrivati 30mila euro in meno di quanto richiesto e che quindi non si troveranno nella posizione di poter assumere tutto il personale di cui hanno bisogno”.

Fin qui si parla solo del cosiddetto “organico Covid”, ma le scuole, si sa, soffrono di carenze strutturali di personale, sia docente che ATA.

“In provincia di Ravenna ci saranno almeno 500 posti scoperti, solo tra i docenti, tra organico di diritto e organico di fatto, oltre a 2-300 posti per il personale ATA – aggiunge D’Angelo -. Quelli che non sono stati coperti dalle graduatorie ad esaurimento o da concorso, dunque i posti non assegnati di ruolo per mancanza di disponibilità nelle graduatorie esistenti, sono stati restituiti alla cosiddetta “call veloce” a livello nazionale, circa 2-300 posti, tra cattedre di italiano, matematica, musica, tanto per dirne qualcuna, oltre ai posti di sostegno”.

Si sta parlando di una vera e propria chiamata a tutti gli insegnanti italiani, residenti in qualunque parte del Paese, a coprire posti di ruolo nel ravennate e dunque vincolare la propria vita per i successivi 5 anni a questo trasferimento. È prevedibile che persone con tanto di famiglia (l’età media degli insegnanti in Italia è di circa 50 anni, n.d.r.), facciano molta fatica ad aderire a questa chiamata, anche se in ballo c’è la tanto attesa cattedra di ruolo.

Delle 111 cattedre assegnate, 8 sono attribuite a Ravenna. “Per tutti gli altri posti vacanti, si attingerà alla Graduatoria provinciale, pubblicata la scorsa settimana, ma con errori macroscopici – precisa D’Angelo -. Ci sono persone che hanno avuto più o meno punti di quelli che dovevano avere, altri che sono stati inseriti in seconda fascia invece che in prima, e così via, a causa di un sistema non tarato su quella che era la reale tabella di valutazione dei titoli e che quindi ha valutato in maniera sbagliata le domande dei candidati. Sono centinaia le segnalazioni e i reclami che stanno arrivano all’Ufficio scolastico provinciale. Entro due o tre giorni ci hanno promesso di poter pubblicare le rettifiche, per poi procedere al conferimento degli incarichi di supplenza. Non riesco proprio ad immaginare che tutti i posti saranno coperti entro il 14 settembre, ma speriamo che entro lunedì ne venga coperta una grossa fetta”.

Commenti

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  1. Scritto da Gianni

    …. Buongiorno…. oltre a fare delle fotografie della situazione sarebbe interessante sapere anche che cosa ha fatto il sindacato e che cosa ha ottenuto il sindacato.
    Mi riferisco alla situazione di Ravenna, scuole del’infanzia…. dove, dopo apparenti incontri con i vari dirigenti scolastici….. NON è cambiato nulla. Il numero delle insegnanti non è aumentato, le protezioni per le insegnanti sono normali mascherine chirurgiche che non proteggono chi le indossa ( nelle scuole dell’infanzia dove il contatto è inevitabile tali mascherine non tutelano la salute delle insegnanti ), gli spazi non sono aumenti e le classi hanno sempre lo stesso numero di bambini.
    Saluti

  2. Scritto da D.M.

    le ‘famose’ risorse aggiuntive passano da Ministero a Ufficio Scolastico REGIONALE, il quale poi fa i riparti tra quelli PROVINCIALI.

    O è dura ammettere che nonostante parità di schieramento, in questa regione son arrivate le briciole (pure meno di quanto sarebbe servito in un anno NORMALE) per lo stanziamento al personale docente/ATA ???

    Badate bene, c’è pure una regione (insediata da relativamente poco), neofita e non dello stesso colore ma che è pure maglia nera sull’ambito istruzione…manco per le borse di specializzazione han combinato qualcosa.

    #referendum-per-AZZERARE-politici