I ragazzi di UPpunto danno voce agli studenti per raccontare le prime due settimane di scuola

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Dopo la pausa estiva, torniamo a ospitare volentieri sul nostro quotidiano online – ogni lunedì – l’iniziativa patrocinata all’Associazione Amici di Enzo e portata avanti da un gruppo di studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Ravenna, di Istituti Tecnici di Ravenna, di diversi ragazzi dell’Istituto Politecnico di Grumello del Monte della Fondazione IKAROS e della Scuola di Apprendistato Upprendo di Bergamo della Fondazione Et Labora. LA REDAZIONE

Liceo Scientifico Ravenna

Coronavirus e scuola: la parola agli studenti

Ad inizio anno scolastico volevamo capire quali sentimenti pervadessero i cuori dei nostri coetanei. La fine dell’estate, e di conseguenza l’inizio della scuola, è sempre un momento emozionante, in special modo quest’anno, dopo l’emergenza sanitaria, la chiusura delle scuole e la didattica a distanza. Così abbiamo deciso di intervistare ragazzi di diverse età e di varie scuole (Liceo Alighieri, Liceo Oriani, Its Baldini, non compaiono i nomi per ragioni di privacy) in modo da scoprire quali fossero le emozioni percepite e come desiderassero trascorrere quest’anno.

Qual era il sentimento che ti pervadeva prima dell’inizio della scuola?

A: “Sapevo che nella mia classe ci sarebbero stati compagni totalmente sconosciuti e questo un po’ mi ha impaurito, perché affrontare una nuova esperienza con i propri amici è di aiuto, invece che essere soli.”

B: “Non ero agitata o triste per la fine dell’estate; aspettavo molto il primo giorno di liceo. Ero fiduciosa e speranzosa che la scuola potesse ripartire.”

C: “Avevo vari sentimenti prima dell’inizio della scuola: ansia, perché dovevo ancora finire la miriade di compiti che ci avevano assegnato, preoccupazione perché sapevo che avrei cambiato tre professori, che in quinta non è proprio il massimo, preoccupazione anche per le dinamiche e regole non chiarissime per il rientro in presenza e agitazione per l’anno scolastico in sé, oltre che per l’esame.”

D: “Però in questo “dramma” qualcosa di positivo c’era: ero comunque curioso e impaziente di tornare per vedere che cosa potevo trarre da questo anno scolastico così strano.”

Secondo te, di cosa c’è bisogno in questo momento?

A: “In questo momento servirebbe più rigidità da parte dei docenti nel far rispettare le regole, perché purtroppo molto ragazzi, poco consapevoli, trasgrediscono le regole, senza ottenere ammonizioni. Tuttavia, anche se venissero aumentati i controlli interni all’edificio, sarebbe giusto preoccuparsi anche degli imbarazzanti assembramenti esterni all’edificio scolastico e sopra i bus.”

B: “Secondo me ora c’è bisogno di collaborazione. Adesso più che mai, i docenti e gli alunni devono riuscire a lavorare insieme e avere un obiettivo comune.”

C: “Un’altra cosa fondamentale è la comprensione, sia da parte degli studenti che da parte dei docenti. Questa situazione è molto delicata e dietro c’è un grande lavoro che va rispettato.”

Come desiderereste vivere questo anno?

A: “Quest’anno vorrei viverlo a pieno, costruendo le fondamenta per quello che sarà un lungo percorso. Indubbiamente si spera che la situazione cambi in meglio. Questo faciliterebbe anche l’approccio con i nuovi compagni.”

B: “Questo anno vorrei viverlo al meglio, sfruttando tutte le mie capacità, per acquisire nuove conoscenze. Sarebbe più bello se non ci fossero tutte queste restrizioni, ma se questo è il presente dobbiamo stargli di fronte come ci viene dato.”

Qual è la sfida più grande da superare per te quest’anno? 

A: “Sicuramente penso sia l’esame, questo grande rito di passaggio che ormai è entrato a far parte a tutti gli effetti della società occidentale, questo enorme gigante che fa tanta paura essendo, fino all’ultimo, ignoto. Anch’io ho un po’ timore di “lui”, come tutti i maturandi penso, però bisogna farsi forza e non abbattersi, essere convinti delle proprie capacità e via.”

B: “La mia sfida per quest’anno è mantenere costante il mio ritmo di studio e superare l’ansia da prestazione.”

Che sentimenti hai provato in queste prime settimane di scuola?

A: “Queste prime settimane sono state abbastanza tranquille, meglio di quanto mi fossi immaginato, ovviamente bisogna stare attenti a tutto e stare praticamente immobili come soldatini al proprio banco, però al momento si può dire che la situazione sia abbastanza sotto controllo e non ci sia motivo di preoccuparsi.”

B: “Durante queste prime settimane di scuola ho provato ansia, causata dal vano tentativo di gestione della pandemia nelle scuole, ma anche tanta felicità, poiché ho potuto rivedere i miei amici e condividere con loro la vita scolastica.”

Come dalle risposte dei nostri coetanei, anche noi ci auguriamo di continuare a vivere la nostra quotidianità tra i banchi di scuola, insieme ai nostri compagni, davanti a professori reali, grazie alla responsabilità di tutti. Anche questo periodo continuerà a mostrarci la sua utilità, facendo crescere la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande di tutti i problemi della scuola stessa.

Uppunto

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