All’ISIA di Faenza studi e ricerche a 360°: i dodici progetti presentati nella sessione di laurea invernale

Un tempo strano e difficoltoso come quello che tutti stiamo vivendo non ferma la ricerca all’ISIA di Faenza, l’istituto universitario per il Design, la cui attività da molti anni rappresenta una realtà d’eccellenza che vale la pena raccontare.

Nonostante le limitazioni che si ripercuotono pesantemente sulla didattica, l’ISIA di Faenza è riuscito a rispettare tempi e continuità delle lezioni grazie al grande impegno dell’istituzione, dei docenti e soprattutto degli studenti. Nel rispetto dei decreti emanati dal Governo e dalla Regione Emilia Romagna si è riusciti a condurre una didattica mista fra distanza e presenza. La presenza è stata gestita in particolare per le attività laboratoriali ed esperienziali che caratterizzano i percorsi di studio dei molti giovani iscritti al Triennio di laurea di 1° Livello in “Design del Prodotto” e ai due Bienni di 2° Livello in “Design del Prodotto” e “Design della Comunicazione”.

Nella sessione di laurea invernale appena conclusa abbiamo potuto vedere esiti che meritano di essere posti in evidenza per le tematiche affrontate e per la coerenza con la quale sono state condotte le ricerche da parte dei giovani laureati. Le dodici tesi presentate sono prevalentemente a conclusione del percorso di studi del Triennio di 1° Livello, ad eccezione di una che conclude il corso biennale di Laurea specialistica di 2° Livello.

L’interessante tema della ceramica in rapporto alle nuove opportunità tecnologiche ed alle esigenze ambientali è stato affrontato in particolare da due studenti. Leonardo Balestra con “FEELTER” ha sviluppato un progetto per un sistema filtrante che consente di bere l’acqua prelevata dall’ambiente circostante in luoghi dove non è presente un acquedotto potabile. Alessia Fontana ha invece presentato il progetto dal titolo “Le grandi lastre in gres porcellanato, l’evoluzione della carta da parati” con cui propone soluzioni grafiche che utilizzano recenti innovazioni ceramiche grazie al supporto di importanti aziende presenti nel territorio.

La mobilità e l’accessibilità urbana ai propri servizi sono state oggetto di altre due tesi. Riccardo Donati, con “Ex novo”, ha progettato un autoveicolo elettrico per una sistema di circolazione ecologica nelle città. Giovanni Solferini propone un servizio per incrementare l’inclusione sociale e con il progetto “Porta.me” risponde alla richiesta attuale di accessibilità urbana e promozione del territorio.

Luca Missiroli con “Applicazione di legni alternativi all’uso dei poliuretani” ha sviluppato una interessante tesi specialistica di 2° Livello del Corso di “Design di Prodotto” che affronta la possibilità di sostituire il poliuretano con il legno di sambuco.

Una sensibilità rivolta alla cultura popolare e alle tradizioni ha caratterizzato la tesi di Giovanni Rafuzzi che con “Tot i dè un sant” progetta un calendario e un’agenda ispirati ai lunari tradizionali romagnoli con l’obiettivo di tenere viva la cultura popolare che si nutre di liturgia e ritualità pagana legate alla terra e alle stagioni. Maria Antonietta Marullo ha progettato invece un “Piccolo dizionario illustrato crotonese-italiano” scegliendo come argomento il dialetto del suo territorio, espressioni e termini che stanno scomparendo: un progetto molto vivace e fresco adatto anche a un pubblico giovane.

La personalizzazione, l’identità e l’intelligenza nel gioco sono stati affrontati da tre tesi. Elisa Caselli con “A moment to reflect”, ha affrontato uno studio che, attraverso lo specchio, presenta diversi registri comunicativi legati al modo contemporaneo di progettare. Alessandro Montevecchi inventa “SUN: il gioco dei mutamenti”: un gioco da tavolo che si ispira alla intelligenza più antica dei giochi da tavolo di diverse culture e latitudini. “TARGET” è il nome che Mariapaola Bendandi ha assegnato a una provocatoria linea di gioielli proposta a seguito di un’esperienza di tirocinio svolta presso un’azienda di oreficeria operante nel territorio romagnolo.

Infine il tema della cura e vivibilità dell’ambiente domestico è stato affrontato da Elisa Rana che con “LAPIS” presenta il progetto di un elegante ed anticonvenzionale elettrodomestico senza fili per aspirare e purificare l’aria. Sarah De Caro, infine, presenta un progetto dal titolo “Cyclic, modulare la luce: tra natura e design” che si basa sul rapporto tra luce e uomo per proporre una soluzione di lampada che possa modificare le caratteristiche di luce in base all’ambiente ed alle necessità della persona.

I lavori presentati sono stati seguiti da relatori e correlatori docenti in ISIA Faenza che qui si ringraziano.