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L’Alberghiero di Cervia esplora “I cinque sensi di Dante attraverso la cioccolata”

Inferno, Purgatorio, Paradiso: anche l’Alberghiero di Cervia partecipa alle celebrazioni dantesche creando tre speciali cioccolatini per esplorare “I cinque sensi di Dante attraverso la cioccolata”.

Nelle opere di Dante – spiegano infatti gli studenti dell’istituto – è possibile farsi attraversare, anche solo con l’immaginazione, dai cinque sensi. Noi abbiamo cercato di rendere possibile questa esperienza attraverso il cacao, ingrediente sconosciuto ai tempi del Sommo Vate. Il nostro progetto è stato possibile grazie alla solidarietà di privati ed istituzioni che hanno contributo ad un’operazione di crowdfouding che ha permesso al nostro istituto di acquistare una temperatrice di cioccolato. Tutto ciò è avvenuto proprio durante il lockdown dell’anno scorso. La nostra scuola ha quindi dato il via alla produzione di cioccolatini artigianali per accrescere le competenze di noi studenti. Con questo lavoro abbiamo voluto celebrare Dante attraverso la vista, il gusto, il tatto, l’olfatto e l’udito. Del resto, solo attraverso il cibo è possibile farsi attraversare da tutti i sensi contemporaneamente. Dante è stata l’ispirazione. Del resto si crea cibo solo pensando a qualcuno”.

INFERNO

“Per questo cioccolatino – spiegano gli studenti – abbiamo scelto cioccolato fondente, nero come le tenebre, amaro come il peccato. Gli Inferi sono sotterranei quindi abbiamo scelto lo zenzero che, essendo un rizoma, è sotterraneo ma che comunque sprigiona profumi e sapori inebrianti che virano dall’acido al dolce, dall’amaro al leggermente piccante. E’ stato affiancato il peperoncino perché il peccato può sedurre. Il rosso di questo ingrediente ci attrae e poi ci stordisce col suo sapore pungente. Infine la sua forma ci evoca le corna di Lucifero. Il tatto viene sollecitato a livello palatale attraverso una leggera ruvidezza. Peperoncino e zenzero: due ingredienti di origini lontane per testimoniare l’universalità di Dante nel mondo”.

PURGATORIO

“Questo secondo cioccolatino – raccontano gli studenti – è stato realizzato con cioccolato al latte. Il peccato viene sedotto dalla dolcezza e poi piacevolmente interrotto da un sapore inconsueto: l’amaro non troppo stringente del cardo di Cervia. Un ortaggio coltivato nella nostra zona e che risente del benevolo influsso delle nostre saline. Un ingrediente scelto per celebrare il nostro territorio. Una leggera nota croccante fa concorrere anche l’udito alla degustazione di questa pralina comunque peccaminosa”.

PARADISO

“Il terzo cioccolatino – illustrano gli studenti -si contraddistingue per l’uso di cioccolato bianco per celebrare la purezza, il candore. La stesura del Paradiso coincide col soggiorno ravennate di Dante. Ci piace pensare che nel percorrere le nostre pinete sia stato colpito dal profumo delle resine inebrianti del pino domestico. Abbiamo quindi voluto sollecitare il senso più etereo per evocare la spiritualità. Le pinete sono anche un elemento di fusione del territorio ravennate e cervese. Ci è piaciuto poter legare la resina all’ architetto Camillo Morigia che oltre ad aver progettato la Tomba di Dante, progettò anche l’attuale Casa delle Aie, antico edificio destinato ai pignaroli cervesi”.

 

“Questo percorso – concludono gli studenti – ha messo in evidenza come il cibo è cultura, è ricerca, ma soprattutto è esperienza. Una preparazione nasce da un’idea che deve però essere caratterizzata da un percorso e necessariamente deve essere condiviso e partecipato. Tanto da chi lo produce, quanto da chi lo consuma. Un’idea gastronomica deve essere pensata, provata, ma deve anche essere raccontata e promossa. Quindi il progetto ha evidenziato il sincretismo tra le articolazioni del nostro istituto: Cucina e Pasticceria per la ricerca e la preparazione; Sala – Vendita per il servizio e lo storytelling; Accoglienza turistica per la comunicazione e la promozione”