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Piantumati 21 alberi a Mezzano dai bambini e dalle bambine della Scuola dell’infanzia “I Folletti”

“Chi pianta un albero pianta una speranza”, questo il titolo scelto da “I Folletti”, la Scuola dell’infanzia di Mezzano, per il progetto di continuità realizzato con i bambini e le bambine del gruppo 5 anni che l’anno prossimo passeranno alla scuola primaria.

“I Folletti”, infatti, ha aderito all’iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna “Mettiamo radici al futuro”, piantando 21 alberi, tra querce e peri, uno per ogni bambino di 5 anni, nel parco Camilla Ravera di Mezzano. La piantumazione, avvenuta nel rispetto delle norme di prevenzione al Covid-19, si è svolta questa mattina e i bambini e le bambine sono stati accompagnati dalle loro insegnanti. Armati di paletta hanno messo a dimora ciascuno il proprio albero con l’impegno di tenerlo regolarmente irrigato e accudito. Un piccolo e ulteriore coinvolgimento di sorveglianza sulle nuove piantine è stato chiesto dalle insegnanti al gruppo dei ragazzi del paese che abitualmente frequentano il parco.

Al termine dei lavori i bambini e le bambine hanno salutato i presenti disponendosi in un grande cerchio e cantando una canzone a tema. L’evento si è svolto alla presenza dell’assessore all’Ambiente e verde pubblico, Gianandrea Baroncini, che ha voluto salutarli sottolineando l’importanza del gesto da loro compiuto.

Erano presenti anche la presidente del Consiglio territoriale di Mezzano, Maria Gloria Natali, e i volontari delle associazioni che hanno collaborato per la realizzazione del progetto: Eliseo Dalla Vecchia e Federico Randi per l’associazione “Percorsi o.d.v.”; Medarda Gianstefani e Olindo Antonellini per l’associazione A.N.P.I. di Mezzano; l’operatrice culturale di territorio Sabrina Bedeschi. Un particolare ringraziamento ai familiari dei bimbi e delle bimbe che hanno predisposto con cura il terreno per accogliere le giovani piantine.

Commenti

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  1. Scritto da Mario

    Continuano gli assalti alla grammatica: primo obiettivo eliminare il congiuntivo, ma ormai non ci fa più caso nessuno (fino a 20 anni fa lo sbagliavano solo Mike Buongiorno (si giustificava dicendo che lui era americano) e qualche sgrammaticato); adesso comincia ad andare di moda anche “i bambini e le bambine” quando grammaticalmente scrivendo “bambini” si comprendono entrambi i sessi, a meno che non vi sia proprio la necessità di distinguerli. A chi giova la nuova storpiatura? … un’altra coda del femminismo?