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Le Rubriche di RavennaNotizie - Cucina

I ragazzi di UPpunto a colloquio con Eva Andrini, 17 anni, ravennate, una passione per la cucina e centomila followers

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Ospitiamo volentieri sul nostro quotidiano online – ogni lunedì – l’iniziativa patrocinata all’Associazione Amici di Enzo e portata avanti da un gruppo di studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Ravenna, di Istituti Tecnici di Ravenna, di diversi ragazzi dell’Istituto Politecnico di Grumello del Monte della Fondazione IKAROS e della Scuola di Apprendistato Upprendo di Bergamo della Fondazione Et Labora. LA REDAZIONE

EVA ANDRINI, 17 ANNI, UNA GRANDE PASSIONE PER LA CUCINA E 100 MILA FOLLOWERS SU INSTAGRAM

Eva Andrini, studentessa diciassettenne del Liceo Classico, ha recentemente superato i 100 mila followers su Instagram, con il suo blog @evasfoodaddiction. Il suo amore per la cucina l’ha spinta a credere in se stessa e a coltivare la sua passione fino a renderla ispirazione per i suoi numerosi ‘seguaci’. Ecco l’intervista con Eva che si racconta.

Da dove nasce la tua passione per la cucina?

“Penso che in generale la passione della cucina sia nata dalla fame, è stato questo il motore iniziale di tutto. Mi è sempre piaciuto cucinare, sin da piccola lo facevo aiutando mia nonna. Poi la passione è cresciuta e mi ha aiutata a sentirmi più serena, in particolare durante la separazione dei miei. All’inizio delle superiori invece mi ero messa a dieta e avevo un po’ abbandonato la cucina, poi tutto è tornato alla normalità ed ho aperto la pagina. Ovviamente la passione si è ulteriormente intensificata grazie alla community che si è formata.”

Che cosa ti ha spinto ad aprire la pagina?

“L’idea di aprire una pagina Instagram è nata a febbraio 2019, in quel periodo cucinavo molto ed ero solita postare le foto di ciò che preparavo nel mio profilo personale. Sotto consiglio di altre persone ho deciso così di aprire una pagina Instagram dedicata a quello che cucinavo, non mi sono mai fatta molti problemi ad aprirla. Poi, specialmente durante la quarantena, ho iniziato a crederci sempre di più, nonostante il pubblico fosse ancora piccolo. Da dicembre c’è stata invece una crescita esponenziale nel numero dei followers, e questo profilo è diventato qualcosa di più della semplice condivisione delle ricette che mi piaceva fare.”

Qual è stata la soddisfazione più grande che hai avuto da quando hai aperto la pagina?

“Le soddisfazioni più grandi che mi ha dato questa pagina sono due: la prima è sicuramente la richiesta di collaborazione da parte di Giallozafferano, che ho sempre considerato come la bibbia della cucina, mentre la seconda è la testimonianza di tante ragazze che grazie a questo profilo hanno ritrovato la serenità nei confronti del cibo.”

Come ti senti ad avere così tanti seguaci, in costante aumento, peraltro?

“È successo tutto così velocemente che non sono riuscita a realizzare veramente quante siano le persone che mi seguono. Insomma, vedere il numero “centomila” su di uno schermo è una cosa, ma immaginarmi d’avere davanti centomila persone è decisamente un’altra. Comunque, capisco che l’esser così seguita è una responsabilità non da poco: quando dico qualcosa a così tante persone, so che devo stare attenta. Questo fatto, tra l’altro, mi ha aiutato ad esser più diplomatica, a gestire la rabbia e mi ha insegnato a rispondere più cautamente alle persone. Devo dire, però, che a volte è anche motivo di stress sapere che ci sono centomila persone che, sebbene adesso mi ammirino, al minimo passo falso potrebbero giudicarmi.”

Al momento senti di cucinare senza pressioni oppure percepisci sulle spalle il peso di non deludere chi ti segue?

“La cosa bella è che mi gestisco da sola, perciò se faccio qualcosa di cui non sono soddisfatta posso tranquillamente decidere di non pubblicarla. C’è da dire che dovendo io stessa anche registrare ed editare tutto sicuramente provo molto più stress rispetto a quando si cucina per proprio divertimento. Inoltre c’è l’aspetto della luce che deve essere adatta per il video, il lavoro di preparazione… Insomma, spesso, quando voglio cucinare per me stessa e per rilassarmi lo faccio senza riprendermi.”

Eva Andrini
Eva Andrini

Parteciperesti ad un’edizione di MasterChef?

“Circa un mese fa mi hanno contattato per chiedermi se volessi partecipare, ci ho riflettuto abbastanza, ero molto contenta, ma mi sono resa conto che sarebbe stato un impegno grande. Per ora la mia immagine su Instagram me la gestisco da sola e mi piace così, e anche per questo ho deciso di declinare l’offerta, forse mi avrebbe procurato più stress che altro.”

In che modo ti relazioni con chi ti segue?

“Avendo un pubblico così ampio inizialmente ero convinta che le persone fossero più cattive, è invece con grande sorpresa che ho scoperto grande gentilezza e supporto da parte dei miei followers. Certo, non posso dire di essere in un rapporto di amicizia con i miei followers, mi considero più come un’attrice davanti ad un pubblico che sa molto di me quando io non so niente di loro, e se da un lato questo “stare sotto i riflettori” è bellissimo, dall’altro comporta anche molte responsabilità, come vi dicevo prima.”

Come reagisci alle critiche?

“La creazione del profilo, come vi spiegavo prima, mi ha sicuramente aiutata moltissimo nella gestione della rabbia. Purtroppo, sono un po’ irascibile e il fatto di avere molti followers mi ha aiutato ad imparare ad esprimermi in maniera troppo drastica. Ciò mi ha insegnato a farmi scivolare addosso le critiche. Specialmente i primi video per Giallozafferano erano pieni di commenti negativi, probabilmente anche a causa di un pubblico differente da quello che mi segue sul mio profilo. Ho capito che non aveva senso rispondere a certe critiche, anche se tuttavia ne capitano alcune che meritano di essere prese in considerazione.”

Quello della pagina è un impegno che ti porta via tanto tempo?

“Eh, abbastanza. Ad esempio: il dolce più veloce da fare, mi richiede almeno un’ora di preparazione, poi bisogna curare le riprese e, infine, c’è tutta la fase del montaggio. Dunque, sì, è qualcosa di alquanto impegnativo e dispendioso in termini di tempo.”

Ci dicevi che hai continuato ad utilizzare il tuo profilo durante la quarantena. Ci diresti se questo ti ha aiutato e come?

“Io ho un ricordo splendido della scorsa quarantena, l’ho vissuta come un periodo felicissimo, la cucina mi ha aiutata tantissimo e mi ha dato forza in un periodo così duro. Essendo una passione che si sviluppa dentro casa avevo tutto. Ovviamente mi sono mancate e mi mancano le uscite con gli amici, però devo dire che la cucina è quasi riuscita in qualche modo a compensare quella mancanza. Adesso, da quanto sono stata abituata a stare in casa e in cucina, ho quasi paura della possibilità di uscire.”

Hai un obiettivo preciso che vorresti raggiungere?

“Attualmente mi piacerebbe molto che questo blog diventasse internazionale perché mi accorgo che non sto facendo qualcosa di particolarmente innovativo: ci sono molte altre persone che fanno la mia stessa cosa e che hanno il mio stesso seguito. Mentre io, sin da piccola, sono sempre stata una persona che voleva fare qualcosa di diverso dagli altri… Tuttavia mi piacerebbe molto continuare a lavorare in questo campo. Tuttora, anche se è un piccolo lavoro, mi piace potermi autogestire e non dover dipendere troppo da altri.”

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

“Come vi dicevo prima mi piacerebbe continuare a lavorare in questo ambito. Sicuramente dopo le superiori vorrei andare all’università riguardo alla quale ho ancora numerose perplessità, sono indecisa infatti se includere la mia passione per la cucina nel mio piano di studi e mettermi alla prova o scegliere una facoltà totalmente diversa che mi assicuri però un lavoro più “normale” in futuro.”

Come gestisci la passione per la cucina, la scuola e le altre attività?

“In DAD la gestivo abbastanza bene, anche perché con la zona rossa i miei allenamenti erano sospesi, quindi avevo molto tempo a mia disposizione. Però adesso che sono ritornata a scuola le cose si sono complicate: certi giorni sono in classe fino alle due e gli allenamenti sono ripresi… Poi, purtroppo, sono una persona che fatica a suddividersi i compiti e, solitamente, alterno giorni dedicati esclusivamente allo studio ad altri in cui non faccio altro che cucinare. Ovviamente sono sempre con l’acqua alla gola, quello sì. E a volte ammetto che mi stresso molto: infatti a volte mia mamma si lamenta. Ma, in fondo, se qualcosa veramente ti appassiona trovi sempre del tempo da dedicarle.”

Eva Andrini
Eva Andrini
Uppunto

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