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Associazione Ravenna Parkinson affida agli studenti la realizzazione del proprio logo

L’associazione Ravenna Parkinson ha affidato agli studenti la realizzazione del proprio logo. Nelle scorse settimane è stato bandito un concorso coinvolgendo gli iscritti al Liceo Artistico “Nervi Severini” di Ravenna. Il logo vincitore sarà a tutti gli effetti quello dell’associazione, verrà registrato e utilizzato nei vari canali di comunicazione. Il bando era rivolto a tutti gli studenti che hanno potuto partecipare in gruppo (massimo tre componenti) o singolarmente.

Sono oltre 70 i progetti giunti all’associazione. Tre gli elementi fondamentali per decretare il vincitore: il valore estetico ed artistico, l’immediatezza comunicativa e l’adattabilità e la riproducibilità del logo. Il vincitore del concorso, di cui in questi giorni sono stati scelti i finalisti, riceverà un premio di 500 euro in un buono spesa scolastico. Altri 500 euro sono stati donati al Liceo Nervi Severini. I tre studenti autori dei progetti grafici selezionati avranno inoltre la tessera onoraria di socio e la possibilità di partecipare a un tirocinio formativo presso l’azienda che realizzerà il progetto “Parkinson Play”, un gioco da tavolo in fase di elaborazione legato alla patologia di Parkinson. A giudicare i lavori è stata una commissione nominata dal Consiglio direttivo dell’associazione, e composta anche dai critici d’arte Roberta Eugeni e Lidia Baldari. La premiazione si terrà il 3 luglio presso la sala Preconsiliare del comune di Ravenna.

“Devo ringraziare il Liceo Artistico e l’Ausl per il supporto – dichiara il presidente dell’associazione, Andrea Tronconi -. Questo progetto è un tassello del percorso di apertura di Ravenna Parkinson che vuole raccontarsi al tessuto ravennate per poter sensibilizzare anche i giovani su un tema così delicato. In provincia di Ravenna sono circa 3.500 le persone affette da parkinson. Parallelamente, l’iniziativa è volta a raggiungere la cittadinanza, informando e indirizzando i malati e i propri cari verso l’associazione, che vuole essere un punto di ritrovo, di apprendimento e di sfogo”.