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L’IC ‘Faenza-San Rocco’ conclude il programma operativo di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesagistico

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Si è concluso, con il modulo “Faenza Bella” il programma operativo nazionale (PON)“Per la Scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020; Fondi Strutturali Europei -Asse I –Istruzione –Fondo Sociale Europeo (FSE) -“Avviso pubblico per il potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico” dell’IC “Faenza – San Rocco”, che ha visto la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e del Museo Diocesano di Faenza.

“Questo progetto nasce dal concetto educativo, sempre più diffuso nel contesto italiano e internazionale – riporta la nota dell’IC ‘Faenza-San Rocco’ –, che uno dei compiti fondamentali della scuola sia quello di favorire la conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico culturale e paesaggistico riconoscendone il valore sia come sollecitazione allo sviluppo umano cognitivo e artistico che alla promozione del dialogo interculturale. La premessa teorica si basa sulla consapevolezza che lo sviluppo individuale e sociale dei bambini e degli studenti si possa raggiungere solo in una visione integrata e sistemica della scuola. E proprio perché la scuola si è andata trasformando da esclusivo ambiente del sapere ad ambiente del “saper fare” e del” saper essere” il suo ruolo non è più relegato alla trasmissione di contenuti ma finalizzato alla formazione dell’identità dell’alunno nella sua completezza. In altre parole la finalità è quella di promuovere percorsi formativi che possano rendere viva la consapevolezza “di chi si educa”, formando individui capaci di esprimersi, di progettare e operare in forma originale e creativa. La creatività umana, infatti, indissolubilmente legata alla sfera emozionale, affettiva e cognitiva, si configura come asse trasversale che, attraverso molteplici espressioni comunicative e culturali, esprime le potenzialità di ciascuno. Se essa fa parte integrante della nostra identità personale, il suo sviluppo non potrà essere lasciato al caso, l’intervento della scuola diventa insostituibile perché intenzionale, pedagogicamente equilibrato e capace di elaborare valori che possano essere condivisi”.

“Il progetto predisposto dal nostro istituto prevedeva l’attuazione di tre moduli di 30 ore ciascuno – prosegue la nota -, rivolto ad alunni di scuola primaria e di secondaria di primo grado. Un primo modulo ha sviluppato la conoscenza dei luoghi storici della città, Immaginando un percorso in bicicletta, rivolto agli adolescenti che, sorretti da una mappa digitale, possono “incontrare” monumenti e ambienti significativi. Sulla mappa, con colori diversi, sono indicati i punti di interesse; ad ogni punto sono associate immagini, indicazioni testuali, scritte e orali, filmati. Un secondo modulo ha riguardato lo studio del Museo Diocesano: dalla scoperta della moltitudine di manufatti artistici di epoche differenti, prodotti secondo materie e tecniche diverse, alla redazione di una guida rivolta ad un pubblico giovane; dalla segnalazione di opere tramite Comunicazione Aumentativa Alternativa all’interno del percorso espositivo, alla trasformazione degli studenti in guide per un giorno. Il terzo modulo verteva sul parco posto in via Ravegnana (all’incirca di fronte alla scuola Bendandi): da paesaggio rurale a parco, la fisiologia delle piante, la loro funzione in città, la redazione di una chiave dicotomica di riconoscimento degli alberi presenti, la collocazione di “casette dei libri”, la ricerca di citazioni letterarie”.

“Gli studenti hanno avuto modo, così, di realizzare un duplice obbiettivo: il superamento della frammentazione delle discipline con l’utilizzo anche delle tecnologie e di ripercorrere attraverso le immagini e i diversi linguaggi il senso della bellezza e la sua percezione cogliendone gli aspetti diretti e impliciti soprattutto nel rapporto tra mondo sensibile, interiore, metacognitivo ed estetico” conclude la nota.

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