I RAGAZZI DI UPPUNTO / Come possiamo anche solo pensare a cosa faremo oggi, oppure al nostro futuro e ai nostri sogni quando c’è la guerra?

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Ospitiamo volentieri sul nostro quotidiano online – ogni lunedì – l’iniziativa patrocinata all’Associazione Amici di Enzo e portata avanti da un gruppo di studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Ravenna, di Istituti Tecnici di Ravenna. LA REDAZIONE

ucraini in piazza del popolo contro l'invasione russa

Siamo vicini alla comunità ucraina della nostra città

Oggi 28 febbraio doveva uscire un articolo legato alla sostenibilità ambientale e al futuro dei biocarburanti, ma ciò che sta succedendo in questi giorni in Ucraina ci interpella a tal punto che ci siamo chiesti se non valesse la pena, piuttosto, condividere con voi ciò che viviamo nel profondo del nostro cuore, esternando tutte le emozioni, soprattutto quelle più contrastanti che ci pervadono al momento. D’altronde, non è forse vero che anche questa tragedia rientra negli obiettivi di sostenibilità dell’ONU? Il terzo obiettivo cita salute e benessere, il diciassettesimo cita la partnership per raggiungere questi obiettivi, si parla di collaborazione, e ancora, il numero sedici dice: Pace, giustizia e istituzioni solide. Perciò la bellissima intervista fatta nei giorni scorsi è solo rimandata alla prossima settimana.

Con questo articolo non vogliamo metterci al posto di coloro che, lavorando, danno informazioni giuste e puntuali su ciò che sta accadendo a livello politico, non è questo il nostro obiettivo e non lo è mai stato. Vogliamo proporvi il nostro sguardo e pensiero verso un futuro che per le nuove generazioni appare sempre più incerto.

Quando giovedì mattina tutti ci siamo svegliati ascoltando la notizia che durante la notte la Russia aveva dato inizio ai bombardamenti e che era in atto una guerra contro l’Ucraina, la prima domanda che è sorta è stata: “Come possiamo anche solo pensare a cosa faremo oggi, oppure al nostro futuro e ai nostri sogni, quando viviamo in un mondo come questo, dove tutto è diventato così precario e incerto?”

Tutti abbiamo davanti agli occhi la scena di quando è stata chiusa la scuola, senza neppure sapere bene il perché, allora. Qualcuno di noi aveva 17 anni. Ci si sveglia una mattina senza sapere che quello è l’ultimo giorno di scuola. Si viveva senza mascherina, si faceva ricreazione camminando per i corridoi della scuola, tutto era dato così per scontato. O quando si pensa che avresti potuto festeggiare i tuoi tanto attesi diciotto anni con le persone a te più care e, invece, non è stato possibile. O quando la maturità fino a quel momento era il pensiero che terrorizzava di più e, poi accade qualcosa che fa così paura da sorridere di fronte al pensiero della maturità. O quando si pensa che tutto sarebbe finito con l’arrivo dell’estate, e invece, ci si risveglia due anni dopo e ci si accorge che i venti anni sono arrivati e ci siamo ancora in mezzo, beh… lì capisci che la pandemia ha rubato un bel pezzo della tua adolescenza.

Si sente dentro un senso di rabbia e di riscatto che porta a prendere grandi decisioni per il futuro e, tutto, sembra piano piano tornare ad essere meno incerto. Poi, mentre pianifichi quello che vorresti fare, quello che hai lasciato da parte per due anni, una mattina, sempre di fine febbraio, anche se di due anni dopo, scopri che due paesi a te molto vicini sono in guerra e che la probabilità che la guerra si espanda anche da noi, sembra non essere poi così lontana. Il senso di rabbia cresce sempre di più, ma alla rabbia si aggiunge la paura, l’incertezza e ti chiedi dove puoi trovare la forza di pensare ancora al tuo futuro. Dove trovare la speranza e la motivazione, quando tutta la tua vita sembra così insignificante di fronte ai problemi giganti che affliggono il nostro mondo?

La risposta non è immediata, neppure facile da trovare, noi non l’abbiamo trovata una volta per tutte, abbiamo capito però che bisogna scavare nella propria esperienza per trovare ciò che ti permette di continuare a sperare. Andare a scuola, all’università, al lavoro, con impegno e passione, con il desiderio di scoprire la realtà, disposti anche a cambiare direzione. La risposta, ci sembra, la si possa trovare in ciò che ci accade, senza però dare per scontato nulla.

È con questo desiderio che proveremo – e invitiamo tutti a unirsi a noi – a combattere le nostre battaglie, a prenderci il futuro, a sorridere al presente, pregando e sperando, in questo periodo più che mai, in scelte di coerenza e rispetto da parte dei grandi detentori del potere. Che non abbia mai a mancare nella vita qualcuno che compia quel passo avanti tanto atteso, il passo che può cambiare la vita di ognuno di noi, adoperandoci giorno dopo giorno.

Con vicinanza alla comunità ucraina della nostra città, il team di UPpunto.

Uppunto

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Il migliore sistema per evitare le guerre è smettere di votare per dei ciarlatani, dei mafiosi, dei delinquenti. Il resto vien da sè.

  2. Scritto da Roby

    Non solo, tutti nel nostro piccolo possiamo fare una grande differenza: nei nostri acquisti quotidiani possiamo e dobbiamo fare la scelta giusta, dobbiamo smettere di acquistare beni e servizi da paesi che sfruttano i lavoratori, che sottomettono popolazioni, che impiegano minorenni per produrli, che non rispettano i diritti umani. Ognuno di noi, assieme a tutti gli altri, fa una valanga di consenso! Non piangiamoci addosso senza nulla fare, facciamo scelte consapevoli e corrette.