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I RAGAZZI DI UPPUNTO / Eleonora Macchini, l’Erasmus, la vita, la guerra, il futuro e la bellezza, quel 18° punto che non appare nell’agenda 2030

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Ospitiamo volentieri sul nostro quotidiano online – ogni lunedì – l’iniziativa patrocinata all’Associazione Amici di Enzo e portata avanti da un gruppo di studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Ravenna, di Istituti Tecnici di Ravenna. LA REDAZIONE

Agenda ONU 2030

La testimonianza di Eleonora Macchini che andrà a Màlaga con l’Erasmus

“L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante” (Cesare Pavese).

Il giorno in cui dovevo decidere se presentare la candidatura per partire in Erasmus il prossimo semestre è stato il giorno in cui la guerra in Ucraina è iniziata. Era da settimane che ci pensavo. Dopo essermi trasferita a Milano per l’università, lo scorso settembre, mi sembrava una follia trasferirmi ancora più lontano per sei mesi. Non avrei potuto nemmeno tornare due weekend al mese, come faccio adesso. In realtà poi ho capito che è stata proprio la decisione di trasferirmi a Milano che mi ha dato la forza di accettare questa ulteriore sfida. Questi mesi mi hanno messo alla prova e ho capito che sono in grado di vivere contando sia sulle mie capacità, sia sulle persone che ho incontrato e che incontrerò lungo il percorso. Ho imparato moltissimo stando lontano da casa: è un’esperienza che consiglio a tutti quelli che ne abbiano la possibilità.

Quella mattina ero, quindi, convinta di inviare la mia candidatura, nella speranza di riuscire a ottenere un posto. Mi sono svegliata e, come tutte le mattine, ho acceso la televisione per guardare le notizie sul telegiornale. Sono rimasta senza parole per un po’, poi un senso di rabbia, di paura, di insicurezza mi ha pervaso. Non sapevo a cosa pensare, l’unica domanda che avevo era questa: “Ma come possiamo anche solo pensare a cosa faremo domani, figurarsi addirittura l’idea di candidarsi per partire fra sette mesi, quando viviamo in un mondo così incerto come il nostro?”. Ho posto questa domanda sul gruppo WhatsApp dove è presente tutta la redazione di UPpunto, che oltre a fantastici compagni di lavoro considero importanti e fedeli amici.

Il consiglio è stato inaspettato, mi è stato chiesto di pensare alla risposta proprio vivendo la mia giornata, dando spazio a questa mia domanda senza porla, ma osservando tutto, senza dare per scontato nulla. Così sono uscita e sono andata a lezione, ho incontrato le mie amiche, abbiamo studiato insieme, abbiamo parlato, sono tornata a casa e ho partecipato a un’intervista che avevamo già in programma con Carlo Catani. A lui ho posto proprio la mia domanda, e lui ha risposto con queste parole: “La speranza la si trova, normalmente, attorno a sé. Occorre cercare di riconoscere il valore di ciò che si ha attorno. La bellezza c’è sempre, bisogna saperla vedere ed esaltare. Certamente per un giovane è difficile approcciarsi al futuro, anche al di là di questa tristissima guerra. Secondo me questo è possibile se si approcciano le cose con impegno e passione. Anche sbagliando, anzi, accumulando esperienze, senza paura”.

Ho ripensato al valore della mia giornata, alla gratitudine che provo per il fatto di frequentare un’università che mi piace e che mi insegna moltissimo, per le amiche che ho incontrato e che considero un dono, per la possibilità che ho di partecipare al gruppo di UPpunto in cui ogni intervista, ogni volta, ci lascia un insegnamento di vita. Quindi sì, la bellezza è vero che c’è sempre, ed è anche vero che bisogna riconoscere il valore di ciò che si ha intorno. Perché vale la pena continuare a vivere, sempre.

La bellezza è quel diciottesimo punto che non appare nell’agenda 2030, ma che secondo noi andrebbe aggiunto per il valore che gli diamo, una bellezza che va oltre, che è possibile solo grazie ad un Altro, con la A maiuscola, di cui la a minuscola è necessaria qui ed ora, però. Ci vuole uno che ci sostenga sempre e che ci faccia arrivare più in là di quanto saremmo capaci da soli come esseri umani.

Quel giorno la mia candidatura l’ho inviata e quel posto per partire in Erasmus l’ho ottenuto: partirò per Málaga. L’ho ottenuto, e ringrazio gli amici di UPpunto per avermi aiutato a riscoprire il valore di ciò che ci circonda.

Uppunto

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