Gli hanno sparato mentre difendeva il collega dai pirati. Parla la moglie del dipendende Micoperi ferito in Messico

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È Andrea Di Palma il ravennate dipendente della Micoperi, ferito in Messico dai pirati che hanno assaltato la nave dell’azienda la scorsa notte. 42 anni, abita a Ravenna, dove è sposato e ha un figlio, Andrea lavora da ormai 6 anni per l’azienda dell’oil&gas ravennate e solo alcuni giorni fa, il 5 novembre scorso, era partito per il Messico, dove doveva raggiungere la Remas, per la missione all’estero. È tecnico Rov, esperto nel funzionamento dei “robottini” che vengono utilizzati per i lavori sottomarini.

Raggiunta al telefono, la moglie dice che Di Palma è rimasto ferito mentre tentava di difendere il collega Vincenzo Grosso, che veniva brutalmente malmenato dai delinquenti, saliti a bordo per rubare. Accortisi della sua presenza, i pirati gli avrebbero sparato, puntando fortunatamente la pistola verso il basso e ferendolo così alle gambe. Una pallottola lo ha colpito al femore, l’altra di striscio all’altra gamba. Il tutto si sarebbe svolto nel corso di pochissimi, concitati minuti. Probabilmente impauriti da tutto il sangue versato tra la colluttazione e la sparatoria, i malviventi si sono dileguati rapidamente, arraffando le poche cose che hanno trovato a portata di mano.

Il ferimento dei due dipendenti Micoperi non è stato notato dal resto dell’equipaggio fino a quando, al momento dell’appello, non si è evidenziata l’assenza dei due. Subito sono allora scattati i soccorsi e la partenza della nave per il più vicino ospedale, quello di Ciudad del Carmen, dove i due italiani si trovano attualmente ricoverati, in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

“Nella sfortuna, diciamo che poteva andare peggio – commenta a caldo la moglie, raggiunta al telefono -. Sono sconvolta da quello che è successo, per fortuna almeno ho ricevuto la notizia direttamente dalla sua voce. Mi ha chiamato questa mattina”.

In queste ore si sta cercando di valutare cosa sia meglio fare per tutelare la salute dei due operatori italiani. Se organizzare il trasferimento nel miglior ospedale di Ciudad de Mexico, la capitale, o se stabilizzare i feriti e farli tornare quanto prima in Italia. Di Palma ha una ferita aperta su una gamba e una pallottola conficcata nel femore, che si sta valutando se e come operare.

“Quando hanno visto il sangue – continua la donna – e mio marito colpito dai loro spari, sono scappati. Siamo in continuo contatto telefonico, anche con i dirigenti di Micoperi, la famiglia Bartolotti. Ora spero solo che Andrea torni presto a casa”.

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