Progetto “accogli, ascolta e aiuta”: in Questura spazi protetti per le donne vittime di violenza

L'inaugurazione oggi alle 12.30, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”

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La Polizia di Stato ha messo a disposizione nei locali della Questura di Ravenna spazi protetti riservati alle donne che si trovano nella delicata e spesso tragica condizione psicologica dell’aver subito violenza con la paura di ritorsioni, aspetti che in molti casi scoraggiano le vittime a sporgere denuncia agli organi di Polizia. 

E proprio in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” questi spazi verranno inaugurati martedì 25 novembre alle 12.30 dal Questore Mondelli e dal Sindaco Matteucci che nel contempo firmeranno la relativa convenzione.

Le sale di accoglienza sono confortevoli grazie ad un insieme di accorgimenti, che vanno dalla scelta dei colori e dei materiali d’arredo, studiati da architetti e psicologi per infondere fiducia e ridurre lo stress e contengono piccoli spazi per la lettura di libri per bambini.

Tra le azioni previste dal progetto “Accogli, ascolta e aiuta” vi sono inoltre la consegna di cellulari alle vittime da usare per richieste di aiuto e una continua e specifica attività di formazione interdisciplinare per tutto il personale che con diversi profili si occupa del fenomeno.

Si tratta di una importante innovazione sul piano nazionale relativa alla tutela delle vittime di maltrattamenti e rappresenta la fase conclusiva di un percorso avviato nel marzo scorso dalla Polizia di Stato, che ha incontrato immediatamente la disponibilità e l’interesse di altri enti, già firmatari del Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere firmato a Ravenna nel 2011.

Il Comune di Ravenna e la Regione Emilia Romagna hanno infatti finanziato la spesa per gli arredi e gli impianti negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Ravenna, da sempre impegnata nelle delicate indagini affidatele dalla Procura della Repubblica.

Gli anni passati a trattare queste particolari tipologie di reati, infatti, hanno insegnato ai poliziotti l’importanza di un’accoglienza rispettosa della dignità umana e della sofferenza causata da esperienze drammatiche, spesso maturate in ambito familiare anche per lunghi periodi. Per affrontare queste situazioni la Polizia di Stato può contare anche su psicologi inseriti nella propria organizzazione, che spesso vengono impegnati nel corso delle indagini.

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