Arriva la VII edizione della disfida del cappelletto, promossa da Slow Food di Ravenna

Appuntamento il 29 febbraio al ristorante Radicchio Rosso. Prenotazioni entro il 27 febbraio

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Il 29 febbraio si svolgerà la settima edizione del gioco dedicato dalla condotta Slow Food di Ravenna al cappelletto, il secolare vessillo della Romagna mangereccia. L’appuntamento è alle 19.30 al ristorante Radicchio Rosso, via Stradone 74. La disfida sarà preceduta dal rito dell’accensione del fuoco propiziatorio, nell’ambito della rassegna “I Lumi a Marzo” organizzata dalla comunità del cibo “Il Lavoro dei Contadini”, che dal 2000 collabora con la condotta Slow Food di Ravenna e che con “I Lumi a Marzo” cerca di far rivivere a fine inverno una tradizione, per rinnovare un rito che si tramandava nel tempo, molto radicato nelle campagne.

La cena comincerà alle 20.30, con sette buone mezze porzioni di cappelletti, rigorosamente in brodo, proposti da sette ristoranti e agriturismi: La Mascotte di Russi; Alma di Marina di Ravenna, La Spagnera di San Pietro in Vincoli, Borghetto di Brola di Modigliana (Forlì Cesena), Al Vecchio Convento di Portico di Romagna (Forlì Cesena) Alto Savio di S. Piero in Bagno (Forlì Cesena), La Rocca di San Leo (Rimini).

Come ogni anno alcuni ospiti parleranno e daranno il loro parere sul cappelletto di Romagna. Per questa edizione saranno Giuseppe Sangiorgi e Graziano Pozzetto. Inoltre il “cabarettista in pensione” Giacomo Militello intratterrà i commensali con le sue barzellette.

Il cappelletto, che è solo romagnolo, quale sia il ripieno (cappone, lonza, ricotta, cacio, uova, noce moscata, raviggiolo, parmigiano, sale e pepe e anche scorza di limone grattata) si scrive, si dice e si mangia al plurale: “i caplétt”. Si gustano uno alla volta, cullandoli nel cucchiaio affondato nel brodo e portati alle labbra con un movimento composto, quasi solenne. Ed è nel brodo che il cappelletto si esalta.

I partecipanti alla cena saranno i giudici e, forniti di una scheda di valutazione che andrà da un minimo di 1 punto a un massimo di 10, daranno il loro voto ad ogni singolo piatto. Dovranno valutare l’aspetto visivo (forma, colore, chiusura, aperti o rotti), l’aspetto olfattivo (aroma, profumo), l’aspetto gustativo (sapore, dolcezza, untuosità, speziatura, consistenza nella masticazione).

Il ristorante Molinetto, vincitore dell’ultima disfida, che ha tenuto in consegna il premio finale, una zuppiera in ceramica di Faenza, per tutto l’anno, passerà il testimone al cappelletto che piacerà maggiormente e il vincitore la terrà in consegna fino all’autunno quando i sette vincitori delle sette edizioni si confronteranno nella disfida finale che decreterà il “cappelletto principe della Romagna”. Il vincitore conquisterà la zuppiera che diverrà sua e potrà esporla, con orgoglio, nel proprio ristorante. Il disegno è stato fatto da Tonino Guerra e la zuppiera è stata realizzata dallo Studio Lega di Faenza.

I cappelletti saranno preceduti da un antipasto e seguiti da una zuppa inglese, preparati dal ristorante Radicchio Rosso. I vini in abbinamento sono delle cantine Colombarda di San Vittore di Cesena e Poderi delle Rocche di Dozza (Bologna). Saranno presenti Fabio Magnani, giornalista enogastronomo, che illustrerà la nuova realtà della cantina Colombarda, ed Ettore Tamburini, titolare della cantina di Dozza.

Costo della serata: 30 euro per i soci, 35 per i non soci. Prenotazione obbligatoria e vincolante, accettata in ordine progressivo, entro sabato 27 febbraio telefonando a Mauro Zanarini al 335-375212 o scrivendo a maurozanarini@gmail.com. Posti disponibili: massimo 80.

Il ricavato della serata servirà a contribuire alla realizzazione di un progetto che la condotta di Ravenna sta programmando per Terra Madre- Salone del Gusto a Torino.

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