VIAGGIO AI CONFINI DELLA ROMAGNA / La tredicesima tappa: da Anita a Lido di Classe

Per il tredicesimo giorno di viaggio, Nevio, Marco e Sandro hanno percorso 70 km in bicicletta tra valli, lagune e zone umide. Raggiunta la foce del Reno, capolinea del lato nord romagnolo, i tre hanno proseguito verso sud, costeggiando tutta la costa per Casal Borsetti

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Tredicesimo giorno in totale e terzo giorno in bici. Quasi settanta km, tutti inevitabilmente in pianura ma in un ambiente non piú interamente agricolo bensí di valli, lagune e zone umide, dalle Valli di Comacchio, di cui abbiamo costeggiato le parte meridionali, fino alla Piallassa Baiona e alle pinete”.

Località Prato Pozzo, sul Reno: pannello delle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale

Ma andiamo con ordine: da Anita abbiamo raggiunto la strada per Sant’Alberto, con l’azienda Prato Pozzo ed il successivo traghetto sul Reno, ultima testimonianza di una viabilità d’altri tempi. Poi la lunga strada bianca, di 9 km, tra la Val Furlana a sinistra, popolata di fenicotteri, spatole, volpoce e cavalieri d’Italia e il nastro argenteo del Reno, sulla destra, sorvolato da gabbiani, sterne ed albanelle.

In attesa del traghetto sul Reno a Sant’Alberto

Raggiunto il termine della strada presso l’Antica Trattoria Primaro, al Passo di Po, abbiano incontrato il valente botanico nonché amicissimo Maurizio Sirotti che qui ha individuato, assieme ad altri valenti naturalisti ravennati, l’unica stazione italiana di Poligala esile, una minuscola pianticella data quasi per estinta.

La foce del Reno

Raggiunta la foce del Reno, nostro capolinea del lato nord romagnolo, abbiamo virato verso sud, costeggiando tutta la costa per Casal Borsetti e poi deviando per vedere il prato barenicolo “Pietro Zangheri” fatto non di erbe ma di salicornie, astri, limonium ed altre piante adattate alle dure condizioni limitanti del suolo salato. Si tratta di un ambiente acquatico ma paradossalmente arido perché con acqua non facilmente assimilabile, steppico, popolato di sterne, avocette, gabbiani e baccacce di mare.

Da lì abbiamo raggiunto Porto Corsini con il traghetto sul Canale Candiano che ci ha portato a Marina di Ravenna, poi a Punta Marina. Infine, da Lido di Dante, siamo stati accompagnati da Cristina Merloni, guida ciclistica che ci ha indicato la via attraverso la secolare pineta di Classe. Sosta al vasto bacino dell’Ortazzo, con anatre, cormorani e folaghe, per prendere la successiva strada bianca che dopo il Centro Visite della Bevanella ci ha condotto dritti dritti a Lido di Classe.


 

La quattordicesima tappa, sabato 18 giugno

Lido di Classe (RA)-Riccione (RM)- Riccione km 50

  • Cesenatico e il museo Pantani
  • La ciclabile adriatica
  • Riccione e l’ospedale delle Tartarughe

 

Il progetto 

Il progetto del “Viaggio ai confini della Romagna” nasce dalla voglia di conoscere e far conoscere la Romagna ai romagnoli e non; di abbracciarla tutta in un unico percorso, godere dei paesaggi e della natura; scoprire paesi, borghi, antiche strade che rappresentano la storia millenaria del nostra popolazione; confrontarsi con la gente per capire cosa è cambiato nel nostro modo di percepire il territorio. L’idea è nata osservando il grande plastico della Romagna, opera del grande naturalista forlivese Pietro Zangheri (1889 – 1983).

Il viaggio

Da domenica 5 giugno 2016 a domenica 19 giugno 2016: 500 chilometri in 15 giorni (280 a piedi, 200 in bici e circa 20 in barca a vela). Il viaggio toccherà diversi paesi di confine come Fiorenzuola di Focara, Tavullia, Mondaino, Badia Tedalda, le Balze, Montecoronaro, Badia Prataglia, Castel San Pietro, Anita, Sant’Alberto. Seguiremo tutta la costa romagnola da Casal Borsetti a Gabicce. Attraverseremo parchi, aree protette e passi appenninici come Il Monte San Bartolo, il Carpegna e i Sassi di Simone e Simoncello, l’Alpe della Luna, Le Foreste Casentinesi, il Delta del Po, i passi di Viamaggio, Verghereto, Mandrioli, Calla, Trefaggi, Muraglione, Colla di Casaglia, Giogo di Scarperia, Futa.

L’impresa tappa per tappa sui social

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