Una mostra dedicata alla mitica Moto Lamone alla Sagra paesana di Mezzano

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Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la Prima mostra dedicata alla Moto Lamone costruita a Mezzano di Ravenna a partire dal 1951, dalla Coop Metallurgici ed Affini, gli organizzatori – due giovani, Matteo Chinellato di 27 anni e Andrea Savorelli di 31 anni – hanno deciso di riproporre l’evento domani domenica 20 ottobre sempre all’interno e durante la Sagra paesana di Mezzano. Dalle ore 9:00, in via Bassa (di fianco alla chiesa) ci sarà l’esposizione dei motori Lamone costruiti dalla Cooperativa, di proprietà di molti appassionati che volentieri li hanno prestati per la manifestazione, “perchè è come se in un qualche modo riportassimo la Moto Lamone a casa, dove è nata”. La Fabbrica, la coop e Gainò (Giovanni Melandri, il genio che lo progettò e che lo costruì, mezzanese doc, nonchè direttore della Coop.va Metallurgici ed Affini) non esistono più già da molti anni, attualmente al posto della coop c’è la nuova Farmacia Reale, però sono ancora viventi tanti operai e non che se lo ricordano, che hanno lavorato alla sua realizzazione e che lo hanno vissuto, che vogliono tenere viva la sua memoria.

Nel 1951, grazie all’idea ed al progetto del genio mezzanese, Giovanni Melandri detto Gianò, la coop costruì un Micromotore che prese il nome dal fiume che bagnava le terre circostanti e che passava a pochi metri dalla stessa, il Lamone 48 cc con trasmissione a rullo sulla ruota posteriore, ottenendone anche il brevetto. Un piccolo motore ausiliario, applicabile ad ogni comune bicicletta; un motorino che servì come altri micromotori italiani a motorizzare l’italia ed i lavoratori italiani dal primo dopoguerra, anche i meno agiati e coloro che non avevano molte risorse economiche (visto il basso costo di L. 42.000). Serviva ai lavoratori per andare e venire dal luogo di lavoro ed a tornare a casa meno stanchi dopo un intensa giornata di lavoro, in campagna, nelle risaie o nelle fabbriche. Ne furono costruiti circa 330 esemplari, ma viste le poche risorse economiche ed un errata valutazione e stima delle future vendite, il progetto alcuni anni dopo venne fermato e così termino la produzione del Micromotore Lamone 48 cc, attualmente molto ricercato da appassionati e collezionisti del settore.

Melandri continuò nella progettazione e realizzazione delle sue idee costruendo un motore 48 cc a tre marce, ma si riaccese il tutto quando nel 1970 arrivò alla Coop.va un giovane saldatore Germano Zanetti detto “Tap”, già corridore e pilota per passione. Insieme lavorano su un nuovo progetto: la realizzazione di una moto per gareggiare in pista. Partendo dalla base di un Guazzoni 48 cc, a tempo perso, nel dopo lavoro e nelle giornate festive, studiando e costruendo un gruppo termico (testa e cilindro) da competizione e studiando varie elaborazioni, costruirono quello che fu battezzato Lamone 48 cc a disco rotante. Testato alle gare fu subito un successo, perché tenne testa ad importanti case motociclistiche ottenendo ottimi tempi e posizioni in classifica. Il prototipo montava un motore che arrivò a dare 15.000 giri, grazie ai quali vinse molte gare ed anche il Campionato Italiano nel 1971. Furono in molti che ne vollero comprare un esemplare o il brevetto ma Gianò non lo vendette mai. Melandri continuò nel mondo delle corse fino alla fine degli anni 80 realizzando, insieme al meccanico di Santerno, Boschi detto “Rangì” anche un motore bicilindrico boxer 125 cc.

Moto Lamone

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