“Dimenticare” bimbi in auto, la PL spiega: “Può succedere a tutti, si chiama Amnesia Dissociativa”

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Da quando è entrata in vigore, da giovedì 7 novembre, la normativa nazionale che obbliga di dotare i veicoli o i seggiolini per il trasporto dei bambini tra 0 e 4 anni dei famosi dispositivi anti abbandono, si parla sempre più spesso di questa misura che mira a scongiurare altre tragedie, soprattutto in estate quando le altissime temperature che si producono dentro le auto parcheggiate al sole hanno portato alla morte per disidratazione di bambini in tenerissima età, “dimenticati” in auto dagli adulti, convinti invece di averli portati all’asilo o in altri luoghi sicuri, a causa del fenomeno del “blackout mentale”, per il quale si è convinti di aver compiuto un’azione routinaria che però non è stata portata a termine.

Amnesia Dissociativa: i consigli della Polizia Locale di Ravenna

Può succedere a tutti – spiega la Polizia Locale di Ravenna – si chiama Amnesia Dissociativa. Significa allontanarsi dal “qui e ora”, dal presente, da quello che si sta facendo. È un meccanismo di difesa involontario, che mette in atto il nostro cervello quando ha bisogno di “rallentare”, fa parte dell’essere umano. Non significa avere disturbi mentali. É spesso causata dal forte stress, dalla stanchezza, dalla mancanza di sonno. Abbiamo imparato a ‘dissociarci’ fin da piccoli quando a scuola, mentre l’insegnante spiegava, ci distraevamo seguendo i nostri pensieri. Allora, accadeva perché il cervello non poteva mantenere la concentrazione per più di 30 – 40 minuti di fila; oggi, da adulti, la sostanza non cambia. La vita ci richiede un livello di attenzione e concentrazione che non sempre siamo in grado di avere. Non sottovalutare i campanelli di allarme: difficoltà a dormire, a concentrarsi, ansia, distrazione e irritabilità.

Il dispositivo anti abbandono

Il dispositivo, divenuto obbligatorio per legge, segnala al conducente che esce dall’auto parcheggiata, la presenza del piccolo sul proprio seggiolino.
L’obbligo fa seguito alla circolare ministeriale del 6 novembre, esplicativa del decreto attuativo 22/2019 della legge 117/18 che ha modificato l’art. 172 del Codice della Strada e riguarda i conducenti di veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 (tutti quelli destinati al trasporto di persone) immatricolati in Italia o all’estero e condotti da residenti in Italia, che trasportano bambini di età inferiore a 4 anni.

Il dispositivo può essere integrato nel sistema di ritenuta per bambini, una dotazione di base o accessorio del veicolo (compresi nell’omologazione del veicolo), oppure indipendente dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo. Il mancato utilizzo comporta una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e 5 punti dalla patente e la sospensione della patente se la violazione viene commessa due volte. Per agevolare l’acquisto dei dispositivi, nel dl fisco è stato istituito un fondo per un incentivo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato.

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Commenti

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  1. Scritto da Maria

    Chiamatela come vi pare, resta il fatto che quei genitori sono dei disgraziati! A causa delle troppe distrazioni e conflitti sociali (internet, telefonino, palestra, giochi, amante, tasse, avvocati, separazioni, ecc…) perdono la bussola e l’assegnazione dei giusti valori.