Le Sardine in Piazza Kennedy a Ravenna con Bella Ciao e il fake su Dustin Hoffman: per fare aprire gli occhi fotogallery

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Circa 1.200 – forse 1.500 persone – hanno partecipato in Piazza Kennedy – piena per metà – al raduno delle Sardine di Ravenna e dell’Emilia-Romagna questa sera 24 gennaio. A duecento metri dall’altro raduno, quello del centrodestra in Piazza del Popolo. In questa occasione – a differenza di Bologna, o della stessa Ravenna il 5 dicembre scorso, oppure di Bibbiano ieri sera – il confronto a distanza fra le due piazze lo vince di stretta misura proprio il centrodestra, che ha organizzato con l’arrivo dei tre big (Salvini, Meloni e Berlusconi) la partecipazione da tutta la regione e porta nel salotto di Ravenna circa duemila persone. In ogni caso, nessuna delle due piazze è piena, nemmeno Piazza del Popolo, a significare che in chiusura di una campagna elettorale lunga e dura, comincia a serpeggiare la stanchezza nei contendenti.

Tommaso parla alla piazza delle Sardine partendo dai valori e mettendo al primo posto la difesa della Costituzione e, dice, di là c’è una piazza conformista, statica, noi siamo una piazza dinamica. Poi lascia il posto a Giulia, “come ogni uomo, che dovrebbe stare un passo indietro rispetto alle donne” aggiunge.

Giulia prende la parola per dire che la politica delle Sardine “è una politica diversa, che non urla ma ragiona, non facciamo fake news, cerchiamo risposte difficili a domande difficili.” Siamo tornati in mare aperto perché siamo persone prima di tutto e per questo vogliamo prendere posizione, aggiunge. “Non stiamo a casa a criticare e basta, ma scendiamo in piazza per non restare indifferenti e per dire la nostra. E domenica parteciperemo attivamente al voto per il bene della nostra regione.”

“Lanciamo un semplice messaggio: Ravenna e l’Emilia-Romagna non si legano. Di là (in Piazza del Popolo) stanno dicendo che l’Emilia-Romagna è da liberare, ma è un insulto a tutta la nostra comunità e a chi l’ha già liberata. – dice ancora Giulia – L’Emilia-Romagna è una terra in cui si va avanti insieme, non con uno che lascia indietro gli altri.”

Poi l’appello al voto: “Andate a votare, oggi riempiamo la piazza, e domenica bisogna votare”.

Riprende quindi la parola Tommaso per introdurre l’ospite d’onore che in realtà… non c’è. Racconta, infatti, la storiella sul fatto che lui è di Macerata e che in quella città ci va spesso Dustin Hoffman. Dunque a Natale l’attore era al bar della piazza e lui se l’è incontrato, gli ha parlato delle Sardine e lo ha invitato all’evento di oggi e lui ha detto di sì.”
Tommaso per un po’ fa credere al pubblico che stia per entrare in piazza Dustin Hoffman, per poi dire che non è vero, e aggiunge: “Vi ho dimostrato quanta responsabilità hanno le persone che stanno su un palco come me, quanto è facile fare fake news: noi chiediamo responsabilità ai politici che compaiono sui social, non devono abusare del loro potere.”

Insomma, da un palco, quando si è in una posizione di potere, è facile far credere qualunque cosa alla gente. Invece i politici devono essere trasparenti e responsabili, ammonisce Tommaso, che aggiunge: “Salvini sta utilizzando i media trasformandoli in un circo per diffondere odio e le sue fake news.” Riferendosi ancora a Salvini che citofona ai presunti spacciatori parla di giustizia alla texana, dice che è una vergogna. Poi le Sardine chiedono 2 minuti di silenzio contro le parole urlate dell’altra piazza e invitano a far sventolare i libri che la gente ha portato in piazza.

Infine, viene chiamato sul palco un bambino per intonare Bella Ciao. Dice: “Mi chiamo Davide, ho 10 anni, suono il violino da 4 e sono una sardina”. E col suo violino fa partire Bella Ciao, la canzone delle Sardine.

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Commenti

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  1. Scritto da Marco O.

    Molta creatività e poesia, insieme a limpidi e sani valori, per compensare un evidente limite di “struttura” che del resto sembra ormai disgustare (la struttura) la maggioranza degli elettori, come se un’appartenenza politica fosse una debolezza di cui vergognarsi. E’ la prima piazza piena che invita ad andare a votare senza dire mai dire una volta per chi. Una piazza piena di buone energie e di bella gente che per stavolta organizza un voto “difensivo” contro la volgarità dello schieramento avversario. E da lunedì dovrà decidere quale sarà la propria “crocetta” politica o rimanere a tempo indeterminato un movimento creativo e poetico.