“La dignità e i diritti”, a Ravenna un convegno sul tema del fine vita

Eutanasia, disposizioni anticipate di trattamento, accanimento terapeutico. Gli esponenti della politica e perfino alcuni enti amministrativi dispongono degli strumenti necessari per informare, con la precisione dovuta alla delicatezza della materia, i cittadini su questi argomenti? Gli operatori della comunicazione possiedono la necessaria cultura scientifica per essere credibili e competenti divulgatori di quelli che sono i doveri e i diritti delle persone allorché le stesse debbano effettuare delle decisioni sulla complessa dimensione del fine vita per sé e per i propri familiari? Quali sono le implicazioni bioetiche, scientifiche, giuridiche e religiose della complessa materia? Per fornire alcune risposte a queste domande, è stato organizzato per sabato 22 febbraio, alle ore 9, al Cinema Corso di Ravenna il convegno «Il vivere e il morire. La dignità e i diritti», posto sotto il patrocinio dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia.

Moderato dalla giornalista Raffaella Frullone, l’iniziativa di formazione vedrà la partecipazione della professoressa Giorgia Brambilla, docente di Morale e di Bioetica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Autrice del volume «Sessualità, gender ed educazione» (Edizioni Scientifiche Italiane, 2015), che è stato tradotto in inglese e in coreano, de «Uova d’oro. L’eugenetica, il grande affare della salute riproduttiva e la nuova bioschiavitù femminile» (Editori Riuniti University Press, 2016), che è stato catalogato nella Biblioteca del Congresso di Washington, e del recente «Riscoprire la Bioetica: dai fatti ai fondamenti. Capire, formarsi, insegnare» (Rubbettino, 2019), parlerà di «Antropologia e Antropodoxia. Quale Bioetica oggi?»),

Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra, professore associato in Neurochirurgia, docente di Neurochirurgia presso il Diploma di Laurea in Scienze Infermieristiche dell’Università Cattolica di Roma, autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali di neurochirurgia (con particolare riguardo alla Neurochirurgia Spinale) fra cui il libro «I volti della coscienza. Il cervello è organo necessario ma non sufficiente per spiegare la coscienza» (Cantagalli, 2013), affronterà l’argomento «Avere coscienza degli stati di coscienza». Il tema complesso e di stringente attualità de «L’amministratore di sostegno: aiuto per chi è in difficoltà o strumento per l’eutanasia?» sarà svolto dal dottor Giacomo Rocchi. Dal 2012 il magistrato riveste la carica di consigliere presso la Corte di Cassazione ed è stato presidente del Comitato Verità e Vita dopo la morte di Mario Palmaro. Autore di alcuni libri fra i quali «Il legislatore distratto. La legge sulla Fecondazione artificiale: la norma smentisce i principi», (ESD, 2006), «Il Caso Englaro. Le domande che bruciano», (ESD,  2009), ha recentemente dato alle stampe il libro «Licenza di uccidere. La legalizzazione dell’eutanasia in Italia» (ESD, 2019).

La dimensione spirituale sarà trattata nell’intervento il «Vangelo della vita nella sofferenza e nella morte» dell’arcivescovo di Ravenna- Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale San Michele Arcangelo, dal Movimento per la Vita di Ravenna, dal Centro di aiuto alla vita di Ravenna-Cervia, dall’associazione Scienza e Vita di Ravenna e dal comitato Verità e Vita.

Commenti

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  1. Scritto da ST

    Purtroppo in questo Paese la chiesa cattolica continua le proprie ingerenze nella vita pubblica, riuscendo a fare in modo che le leggi dello Stato riflettano ancora i dogmi e gli obblighi derivanti da una religione che dovrebbe, invece, riguardare solo i credenti. Sul fine vita, in pratica, le nostre leggi dicono ancora che la ‘vita è di dio’, impedendo di fatto anche a chi NON crede in questo strano dio-misecordioso-e-onnipotente-ma-evidentemente-addormentato-o-sadico, di poter scegliere sulla PROPRIA vita. Occore uno scatto di orgoglio e di cattiveria dei laici per mettere fine a questa dittatura della chiesa, che è ormai netta minoranza nel paese reale