Ravenna. Storia a lieto fine per la famiglia con minori sfrattata in condizioni difficili

L’1 febbraio 2020 l’associazione Terzo Mondo (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) aveva lanciato, attraverso la stampa, “un disperato appello a tutte le persone di buona volontà in possesso di una casa agibile non in uso a Ravenna, perché la mettano a disposizione sia per usufrutto gratuito (ad esclusione delle utenze) oppure in affitto (non oltre 400 euro), per una famiglia composta da 4 persone, di cui due minori e una persona anziana, sfrattata per il mancato rinnovo del contratto di affitto per motivi di ristrutturazione dell’ immobile”.

Questa famiglia, totalmente a carico della giovane madre dei due piccoli, con un reddito modesto da lavoro dipendente, “ben integrata nel tessuto sociale, culturale, scolastico e lavorativo del nostro territorio”, ma che “da qualche anno sta affrontando momenti avversi”, aveva “fatto il giro di più agenzie immobiliari di Ravenna senza mai avere un riscontro positivo, per svariati motivi legati alla fideiussione molto alta e/od alle garanzie impossibili da fornire”. Lo sfratto, diventato esecutivo il 31 gennaio, era stato rinviato di pochi giorni per benevolenza della proprietà. Ho allora rivolto un’interrogazione al sindaco per chiedergli “se il servizio sociale del Comune è a conoscenza del caso, se tale famiglia è tra quelle che ha assistito e/o assiste, e se, in assenza di altra soluzione abitativa ottenuta o ricevuta in proprio, il Servizio stesso possa farsene carico, e come”.

Alvaro Ancisi, capogruppo “Lista per Ravenna”, ha estratto i passi essenziali dalla risposta ricevuta tramite l’assessore ai servizi sociali in data 21 febbraio 2020. Ancisi ha tralasciato le parti contenenti notizie o dati identificativi del nucleo o comunque sensibili: “Il Servizio ritiene che il nucleo familiare, ben integrato sul territorio locale, sia in grado di essere autonomo, dal punto di vista socio-economico, se temporaneamente supportato” (finora con “un contributo economico all’anno per sostentamento e aiuto nel pagamento degli affitti, oltre che con lettera per richiesta pacco Caritas”.

“Per questo, il progetto condiviso con la signora prevede il sostegno nel percorso di autonomia ed autodeterminazione della famiglia, con l’obiettivo del reperimento di un’abitazione i cui costi siano congrui alle ‘possibilità’ della signora…l’assistente sociale ha segnalato la situazione al Tavolo per l’emergenza abitativa (gennaio 2020), composto da Acer e Servizio Sociale. Ad oggi, esso non ha potuto assegnare a tale nucleo un alloggio…A fronte di un reperimento di alloggio sul mercato privato il Servizio può garantire un sostegno economico per agevolare il ‘cambio casa’ (ad esempio pagando la cauzione). Inoltre la famiglia è informata del fatto che il Comune ha un bando ‘per la morosità incolpevole’ a cui inquilini e proprietari di casa possono fare domanda, anche all’inizio del contratto di locazione”. Ecco che “lunedi 17 febbraio 2020 la signora ha reperito in autonomia sul libero mercato un alloggio disponibile. Il Servizio Sociale continuerà ad avere in carico il nucleo famigliare e a seguirne le necessità e i bisogni”.

Ancisi ha concluso il suo intervento con una considerazione personale: “Dalla risposta dell’assessore si evince che questa famiglia ha una buona posizione nella graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare che uscirà, in forma provvisoria, il prossimo trenta aprile. Si può dunque ipotizzare, sia pure senza assicurarlo, che nel giro di mesi la situazione abitativa del nucleo si stabilizzi con l’affitto di un appartamento del Comune di Ravenna a canone calmierato”.

ANCISI: SULL’ INCROCIO DI OSTERIA SI PUÒ FARE LA ROTATORIA 

Il 31 gennaio scorso, Lista per Ravenna aveva rivolto al sindaco, anche nella sua qualità di presidente della Provincia, un’interrogazione question time su “quel maledetto incrocio di Osteria” tra via Dismano e via Lunga. Due giorni prima vi era successo l’ennesimo incidente, uno scontro violento tra quattro veicoli che aveva provocato tre feriti, di cui uno in gravi condizioni. La pericolosità di questo crocevia a raso tra due strade soggette ad un traffico elevato, soprattutto diretto a Mirabilandia e ai lidi sud di Ravenna, è conosciutissima sia all’amministrazione comunale che a quella provinciale. L’interrogazione aveva dunque reso noto l’esposto/diffida indirizzato al Comune di Ravenna (ente competente poiché i due rami stradali attraversano un abitato urbano) e alla Provincia di Ravenna (ente proprietario delle strade), affinché la grave pericolosità di questo tratto viario sia risolta realizzandovi una rotatoria. Due giorni fa, un gruppo di cittadini facenti capo al comitato cittadino di Campiano e Osteria ha pubblicato una nota, la quale, chiedendo più controlli delle forze dell’ordine su quest’area, tramite anche l’installazione di un box per autovelox, ricorda che qui “le amministrazioni locali avevano progettato, ma mai realizzato, una rotonda per migliorare la viabilità e aumentare la sicurezza”.

L’interrogazione ha ricevuto la risposta seguente, scritta dal dirigente dei Lavori pubblici della Provincia, ing. Paolo Nobile: “L’intervento richiesto è condivisibile in linea tecnica, ma non è previsto nel piano degli investimenti di questa Provincia. I finanziamenti statali ex decreto ministeriale n. 49 del 2018 prevedono infatti, in via generale, la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale esistente e non lasciano spazio a nuove opere. Nel renderci disponibili a condividere un percorso progettuale con il Comune di Ravenna, sarà cura della scrivente amministrazione garantire la manutenzione periodica del tratto di strada indicato”. La cosa importante – dice Ancisi – è che la Provincia, dimostrando la propria presa di consapevolezza della problematica, abbia dunque attestato la fattibilità tecnica e l’utilità della rotatoria e si sia dichiarata disponibile a realizzarla in condivisione con il Comune.

Secondo Ancisi, occorre “che si proceda finalmente all’azione. Il primo passo necessario è la stipula di un accordo tra i due enti (strumento usato molto frequentemente, essendo Michele de Pascale a capo di entrambi), che ripartisca i compiti e gli oneri di ciascuna amministrazione, facendo leva tra l’altro sulle seguenti considerazioni: in questi anni, la manutenzione ordinaria e straordinaria di questo tratto stradale sembra essere stata in carico alla Provincia, anche se, attraversando esso un abitato urbano, ne è responsabile il Comune: ne deriva un risparmio di spesa da parte dell’amministrazione comunale, che potrebbe essere bilanciato con l’assunzione a suo carico dell’investimento necessario per compiere l’opera; la realizzazione della rotatoria, che implica rifacimento dell’asfalto e della segnaletica orizzontale/verticale nel tratto interessato, equivale d’altra parte ad un risparmio della Provincia sulla successiva manutenzione del tratto stesso, che potrebbe essere investito contribuendo all’esecuzione dell’infrastruttura; c’è infatti da chiedersi se la deficienza di fondi a cui si appella la Provincia per la mancata realizzazione di un’opera (peraltro non ciclopica) indispensabile per la sicurezza stradale di una strada esistente a cui è meramente sussidiaria, rispetti i criteri di economicità, efficacia e efficienza a cui le amministrazioni pubbliche dovrebbero sempre attenersi: basta rendersi conto che, in caso di sinistro imputabile a tale carenza, i risarcimenti a cui gli enti responsabili sarebbero chiamati a rispondere potrebbero essere assai maggiori, senza parlare del costo in vite umane, che non hanno prezzo.”