Flavia Sansoni (R.C. Mistral): portiamo la spesa e i medicinali agli anziani soli, ma non entriamo mai in casa

Da alcuni giorni, il distretto socio-sanitario di Ravenna, Cervia e Russi ha dato il via ad una campagna di aiuto e vicinanza rivolta agli anziani.

Il progetto è rivolto a circa 30mila anziani residenti, contattati telefonicamente da una 50ina di operatori di Ausl, Auser, Protezione civile, associazione Alzheimer, dipendenti comunali e giovani in servizio civile che verificano le loro condizioni di salute, se serve loro aiuto, se necessitano di farmaci o beni di prima necessità, o magari, più semplicemente, per far loro un po’ di compagnia al telefono.

Durante la telefonata viene ribadito che è assolutamente indispensabile che evitino i contatti e di uscire di casa e vengono lasciti recapiti telefonici ai quali riferirsi in caso di bisogno. Nel caso in cui l’anziano segnali di non avere una rete parentale in grado di fornirgli la spesa o i farmaci, allora si attiva una procedura che prevede la “consegna” direttamente a casa, gratuitamente, da parte dei Volontari della protezione civile R.C. Mistral e della Cooperativa Villaggio Globale.

Ma come avviene la consegna della spesa e dei medicinali? Lo abbiamo chiesto a Flavia Sansoni, Segretario Generale della Associazione di Protezione Civile R.C. Mistral, impegnata in questo servizio.

“Il Comune, attraverso l’ufficio di Protezione Civile, ci fa avere una scheda con nominativo, indirizzo, contatto telefonico e richieste indicate dall’anziano – spiega la Sansoni -. A quel punto i nostri volontari, muniti di tutti i dispositivi di protezione, fanno la spesa, seguendo le specifiche richieste indicate, e poi si recano presso l’abitazione dell’utente per consegnare il tutto”.
Flavia sottolinea che viene seguito un rigido protocollo, sia per la sicurezza dell’anziano che dell’operatore: ” Dopo aver fatto la spesa, contattiamo l’utente telefonicamente, per informarlo che ci stiamo recando a casa e gli comunichiamo con esattezza l’importo speso per fare l’acquisto. Chiediamo inoltre di mettere il denaro in una busta chiusa”.
“Una volta raggiunta l’abitazione, lasciamo la spesa all’esterno con lo scontrino ben in vista ed attendiamo, mantenendo la distanza di sicurezza, che la persona esca di casa e recuperi la sportina, controlli l’importo speso e lasci la busta con il denaro. Noi non entriamo in casa, mai” sottolinea la Sansoni -. Poi la busta con i soldi viene messa in un contenitore, dove rimane chiusa fino al giorno successivo, per evitare eventuali contagi”.

“Ieri pomeriggio abbiamo consegnato la spesa a 7 famiglie – racconta il Segretario Generale -. Le regole d’ingaggio sono molto rigide, e quindi è un servizio che richiede molto tempo. Inoltre cerchiamo di ottimizzare le uscite con pochi volontari benchè debba riconoscere che tanti nostri operatori si siano resi disponibili. Ovviamente come Centro di coortimanento, nel proporre questa attività ai nostri iscritti, abbiamo specificato che chi non se la sentiva era esonerato. Ma come spesso accade nelle situazioni di emergenza, quasi tutti si sono resi disponibili, tranne ovviamente i meno giovani o chi già soffre di qualche patologia”.
“Molti di noi hanno già partecipato ad attività in situazioni emergenziali, durante i terremoti, le alluvioni o le mareggiate, ma devo ammettere che la pandemia da Covid19 è molto diversa. Ci obbliga ad un’attenzione continua e dal punto di vista mentale è molto faticosa, proprio perchè le regole d’ingaggio sono molto rigide, ma siamo consapevoli che siano procedure necessarie per salvaguardare la salute sia nostra che degli anziani per cui facciamo questo servizio” – conclude la Sansoni, ricordando che “NESSUN VOLONTARIO È AUTORIZZATO AD ENTRARE IN CASA DELLE PERSONE A CUI CONSEGNA LA SPESA”.