Quantcast

Ravenna, parcheggio ex caserma Gorizia: parcometri al posto dei disabili? A rischio lavoro di 10 persone fragili

"Non possiamo credere che il Comune, che è sempre stato al nostro fianco in tutto questo tempo, ora abbia deciso di inaugurare la cosiddetta “fase due” in questo modo" dice la Presidente della San Vitale Romina Maresi

Parcometri al posto dei disabili. C’è il rischio che succeda a Ravenna, dove le ruspe del Comune sono in arrivo nel parcheggio San Vitale (ex Caserma Gorizia). In gioco c’è l’occupazione di dieci persone che lavorano nel parcheggio, tutte con disabilità, tutte con alle spalle percorsi di inserimento calibrati sulle loro abilità e caratteristiche.

La comunicazione è arrivata a sorpresa a Romina Maresi, presidente della cooperativa sociale San Vitale: “Proprio il primo giorno di riapertura del parcheggio dopo il lockdown, abbiamo appreso che dovremmo sgombrare entro dieci giorni. Una vera e propria doccia fredda, perché fino ad oggi la nostra collaborazione con il Comune di Ravenna è stata costellata di significativi progetti condivisi, pensati e realizzati per il bene della comunità. Il progetto comunale – di cui in città si parla da tempo – è di attrezzare l’area di sosta con sensori e altri dispositivi tecnologici che dovrebbero sostituire le attività attualmente svolte dai nostri operatori.”

La gestione del parcheggio passerebbe infatti direttamente ad Azimut.

“Nel passato anche recente la San Vitale ha proposto varie soluzioni, inclusa quella di sostenere l’investimento necessario a riqualificare l’area, in cambio della gestione poliennale dello spazio, mantenendo così l’esperienza delle persone che vi lavorano. Nel progetto del Comune, invece, dovrebbe rimanere solo un custode, senza alcun contatto con i cittadini. – continua Romina Maresi – È possibile ricollocare queste persone altrove? Spostare una persona che ha alle spalle un percorso di fragilità e una normalità faticosamente riconquistata non è come spostare un’automobile: occorrono cautela e rispetto.”

Il parcheggio fa parte della storia della cooperazione sociale a Ravenna. «È la prima attività svolta dalla cooperativa San Vitale, alla fine degli anni Ottanta, oltre alla gestione del deposito delle biciclette della stazione e all’azienda agricola. Erano i tempi in cui i principi di Franco Basaglia e lo spirito da cui nacque la cooperazione sociale erano ancora forti. – dice Maresi – La dignità delle persone disabili si tutela dando loro un lavoro utile, non un sussidio, noi crediamo nel lavoro di cittadinanza, reddito e dignità, non nel demotivante reddito di cittadinanza, soldi per restare a casa e sentirsi inutili”.

«La cooperativa San Vitale è anche un centro di ricerca e di innovazione sociale riconosciuto da istituzioni e università. Per difendere e incrementare l’occupazione delle oltre 400 persone a cui diamo lavoro abbiamo investito e dato vita a esperienze che sono diventate veri e propri casi di studio. Anche le ultime sfide, l’albergo sociale e tutto quello che stiamo realizzando sul turismo sostenibile, nascono dall’idea di scommettere sulla comunità e sulla nostra capacità di fare impresa. Non possiamo credere che il Comune, che è sempre stato al nostro fianco in tutto questo tempo, ora abbia deciso di inaugurare la cosiddetta “fase due” in questo modo. – aggiunge la Presidente della San Vitale – Sappiamo che la pandemia sta già peggiorando quantità e qualità dell’occupazione, creando nuove diseguaglianze e ampliando quelle già esistenti, penalizzando così soprattutto persone come i nostri attuali operatori del parcheggio. Ravenna vuole contrastare le diseguaglianze ignorando il destino di 10 apprezzate persone con disabilità?”

“Mi auguro sia ancora possibile trovare un accordo. Lasciate alle persone che vi hanno lavorato finora la possibilità di essere ancora protagoniste. Noi possiamo aggiungere creatività, competenze e risorse. Confido che insieme al Comune possa nascere un progetto nuovo e meritevole di essere apprezzato dalla città. Un bel parcheggio nuovo, curato, dotato degli ultimi ritrovati tecnologici, ma dove vi accoglie un sorriso di un ragazzo e non una anonima voce registrata. Ravenna è bella, perché i nostri capolavori artistici sono patrimonio dell’Unesco e perché siamo una comunità inclusiva. Un biglietto da visita straordinario per la nostra città” conclude Romina Maresi.

Caserma Gorizia

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Marco74

    Non ho parole!!!
    Spero che vengano impiegati sempre nell’ambito lavorativo.
    Per i disabili avere un lavoro una fonte di reddito un modo per essere più inseriti nella società è frutto di una società responsabile e che prende cura dei propri cittadini più bisognosi

  2. Scritto da dadorso

    a rischio il posto di dieci lavoratori disabili, per carità mi dispiace per loro ma come disabili già prendono l’invalidità oltre al fatto che possono richiedere il reddito di cittadinanza, quando perde il posto uno qualsiasi che nopn prende niente al di fuori del suo stipendio nessuno dice niente

  3. Scritto da GIAN CARLO ANDRAGHETTI

    Se così fosse il comune dovrebbe veramente vergognarsi.Ma ha mai pensato che cosa significa per un disabile sentirsi utile.

  4. Scritto da Boccaccio

    Scelta vergognosa, ancor di più in questo momento difficile per tutti.
    Sono anche curioso di conoscere i costi di impianto e di manutenzione di queste tecnologie.
    Altrettanto vergognoso sono coloro che si adeguano alla guerra tra poveri e maltrattati.

  5. Scritto da armando

    Si puo essere d’accordo anche con dadorso, pero’, trovarsi in queste condizioni di disabilita’…beh…c’è una bella differenza.- Direi che una persona normale ha piu possibilita’ di trovare un occupazione di una persona con disabilita’ (mi scuso con le parole scritte..non vorrei offendere nessuno) Se almeno il Comune spiegasse ai cittadini il perche’ di questa scelta…..

  6. Scritto da Alan

    Intanto non tutti i disabili prendono un ricco….abbiamo pietà, assegno, altri non prendono nulla.
    Io sono uno di quei patacca che parcheggiava a Caserma Gorizia proprio perché c’erano loro, e sono invalido al 46%, non percepisco pensione, giustamente, ho rinunciato pure al tagliando handicap….sono già fortunato rispetto a tanta gente.
    Ma pagare con il loro sorriso rendeva la sosta un gesto di amore.
    Apriamo pure iper , uccidiamo il prossimo debole….e prima o poi arriverà anche il nostro turno.
    Azimut gestisce bene o male oramai cimiteri spazi verdi…..non basta ancora?
    Comunque giusto così, la maggioranza di sinistra , sinistra….ha vinto, si assumerà le sue responsabilità….tra parchi e parcheggi …

  7. Scritto da NdG

    Vergognoso, soprattutto perché l’obiettivo temo sia fare cassa, con ticket e multe.
    Uno dei servizi più efficaci della città: dà un lavoro dignitoso a persone che hanno anche bisogno di relazionarsi con la città e con i suoi ospiti. Lo frequento giornalmente e li conosco tutti. Mai un problema.
    Fornisce un servizio essenziale a tutti i cittadini che lavorano in centro, che perderanno la possibilità di parcheggiare a costi ragionevoli.
    Altrettanto dicasi per i turisti, sempre numerosi.
    Caro Sindaco, immagino che vogliate renderlo fighissimo e fare cassa a un euro l’ora invece di tre per tutto il giorno, con azimuth e municipale in agguato a multare chi sfora.
    Dovreste smetterla di pensare solo al profitto (non vedo un altro motivo) e magari renderlo migliore.
    Ecco perché chi sostiene questo progetto dovrebbe vergognarsi.
    Naturalmente se i suoi scopi sono più nobili, caro Sindaco, ce li partecipi e mi scuserò per aver dubitato di Lei e delle menti che L’hanno consigliata in tal senso.

  8. Scritto da Gianly

    Un operazione finanziaria che non tiene conte del valore delle persone che non conosce le problematiche di chi soffre della sindrome di down.la vita è fatta di tante cose ,tra queste la solidarietà verso i più deboli,quando un sindaco si dimentica questi valori bisogna meditare profondamente

  9. Scritto da fra

    Per me non ci dovrebbe PROPRIO ESSERE IL PARCHEGGIO A PAGAMENTO! I disabili dovrebbero essere impiegati in lavori ben migliori, perché molto spesso hanno delle capacità anche superiori rispetto agli “abili”, tra cui l’affetto! Inoltre, se prima la domenica e la sera dopo le 19 non si pagava, è probabile che faccia la fine del parcheggio di Piazza Baracca o peggio del parcheggio ex Robur dove SI PAGA H24! Complimenti al sindaco e chi l’ha votato! PER IL DIO DENARO SI VA SEMPRE PEGGIO!!!!!

  10. Scritto da Viola

    Abbiamo l’ abitudine di giudicare senza ascoltare ambo le parti. La politica ha l’ abitudine di strumentalizzare tutto e il suo contrario. Ci sono regole che vanno rispettate possibilmente sempre, e non solo quando fanno comodo a noi. Il bando,ho letto essere scaduto, di conseguenza per legge ne partirà un altro. La ” voce” del comune, dice che si impegnera’nella tutela dei lavoratori affinchè nessuno di loro perda il proprio posto di lavoro. Non mi pare per niente scorretto, sarebbe stato scorretto non effettuare un nuovo bando,secondo me si devono tutelare i ragazzi non la cooperativa.