Avis comunale di Cervia ringrazia i donatori, in aumento durante emergenza Covid-19

L’AVIS comunale di Cervia intende rivolgere ai propri donatori e non solo un sentito ringraziamento per aver risposto in modo esemplare ai diversi appelli fatti dal consiglio direttivo di questa sezione. Al primo appello a non smettere di donare uscito sui giornali nei primi giorni di marzo i donatori cervesi hanno risposto immediatamente e “in numero tale – informano da Avis – che abbiamo dovuto “contingentare” anche le donazioni.”

“Nei mesi di marzo ed aprile – informa il presidente Elena Gianesi – sono aumentati anche gli aspiranti donatori e ciò vuol dire che i cittadini cervesi (così come i cittadini di tutta la provincia) hanno capito che il bisogno di sangue purtroppo non si è fermato e lo hanno capito tutti perché l’età degli aspiranti donatori è la più varia (dal ventenne al sessantenne), così come non vi è differenza di sesso (stesso numero di aspiranti donne e di aspiranti uomini). Il consiglio direttivo dell’Avis di Cervia continua a lavorare (da remoto) per riuscire a creare le migliori condizioni all’interno della propria sede di prelievi ed ha aggiunto alle normali procedure di sanificazione dei propri ambienti anche la disinfezione ad ozono a cura di una ditta specializzata e certificata. Consapevoli che il periodo di paura/diffidenza non è di certo terminato, vorremmo rassicurare tutte le persone, anche le più timorose e ricordare quindi che la donazione di sangue/plasma si fa in totale sicurezza rispettando le norme igienico sanitarie del caso. Ricordiamo, inoltre, che le misure per la prevenzione della diffusione del coronavirus prevedono tre casi in cui bisogna aspettare 15 giorni prima di poter donare:

  1. Se siamo entrati in contatto con soggetti risultati positivi al tampone;
  2. Quando rientriamo da un soggiorno nella Repubblica Popolare Cinese.
  3. Se abbiamo contratto il virus, siamo guariti e/o abbiamo completato l’eventuale terapia farmacologica sarebbe meglio aspettare un mese prima di poter tornare a donare.”

Il donatore è tenuto a contattare la propria Avis o la struttura dove ha donato se sviluppa sintomi riconducibili al virus nei giorni successivi alla donazione. “Inoltre è nostro dovere ricordare che il bisogno di sangue/plasma non è legato all’emergenza coronavirus, ma che purtroppo di sangue e di plasma ne necessitano oltre 1800 pazienti al giorno che hanno bisogno di terapie trasfusionali per malattie che esulano dal Covid19. Chiediamo quindi a tutte le persone di “buona volontà” di aiutarci a costruire un buon calendario di donazioni di sangue/ plasma che vada oltre ai sentimenti che si scatenano nei momenti di emergenza” concludono da Avis.