Oasi 31: a Ravenna arriva il progetto per giocare nell’estate ai tempi del Covid 19

“Oasi 31 – Spazi e contesti educativi per i minori da 3 a 13 anni per giocare nell’estate ai tempi del Covid 19” è il titolo del progetto di comunità approvato oggi dalla giunta comunale. L’obiettivo, spiegano dal Comune di Ravenna, è quello di offrire luoghi sicuri, adeguati allo svolgimento di attività ed esperienze condivise di gioco, movimento e socialità.

Nel nome del progetto è contenuta la sintesi di quanto si intende costruire, spiegano: “l’oasi, in condizioni ambientali aride, usa le proprie risorse disponibili, per consentire di vivere pur in un contesto sfavorevole; 31 è l’articolo della Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che riconosce e valorizza l’impegno degli Stati a promuovere il diritto a dedicarsi al gioco”,

La volontà dell’Amministrazione è “riunire tutti i progetti che saranno attuati, sia comunali che di altri soggetti, fornendo alle famiglie una visione d’insieme dell’offerta formativa e ludica nel rispetto di regole condivise sui comportamenti più idonei per la sicurezza di tutti: minori, genitori, operatori, educatori”.

“Nel quadro dell’emergenza sanitaria, all’avvio della Fase 2 – dichiara il sindaco Michele de Pascale – e nell’assoluta convinzione che i servizi educativi fossero altrettanto cruciali per la ripresa del paese quanto le attività produttive, ho chiesto più volte ai tavoli nazionali e regionali che venissero presi in seria considerazione i pesanti effetti sul piano educativo, sociale e psicologico della prolungata permanenza a casa di bambini e adolescenti, valutando anche come la sospensione delle attività educative e scolastiche acuisse i disagi delle famiglie più socialmente ed economicamente svantaggiate”.

“In questo senso – continua de Pascale – siamo stati da subito consapevoli che urgesse una presa di coscienza seria e soluzioni che indicassero il ‘come’ riaprire, determinando velocemente una modalità rigorosa che permettesse ai bambini e ai ragazzi di riappropriarsi della socialità, in condizioni di maggior sicurezza possibile. Le Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti nella fase 2 contenute nell’ultimo Dpcm sono solo in parte la risposta a questo dibattito, poiché escludono purtroppo la fascia d’età 0-3, che necessita di risposte altrettanto urgenti”.

“Approviamo oggi – conclude il Sindaco – un progetto di importantissima valenza nell’ottica di sostenere il percorso di riapertura di servizi/spazi e contesti ludico/ricreativi e nella consapevolezza del valore che questi hanno, non solo come misure volte alla conciliazione dei tempi di cura e di lavoro per le famiglie, ma soprattutto come occasioni per ribadire i diritti dei giovani cittadini a sperimentare contesti sicuri e pensati in relazione ai loro bisogni e alla necessità di vivere esperienze di comunicazione, gioco, movimento e di socialità non più solo virtuali”.

“Dopo la fase di isolamento forzato – dichiara Ouidad Bakkali assessora alla Pubblica istruzione e Infanzia – con questo progetto rimettiamo al centro degli impegni della locale comunità educante i diritti dei bambini e dei ragazzi a dedicarsi al gioco, ad attività ricreative e a partecipare liberamente alla vita artistica e culturale della propria comunità, come sancisce l’articolo 31 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia”.

“L’amministrazione – avanza – si propone con un ruolo di coordinamento e di facilitazione per sostenere i gestori e accompagnarli in una fase di apertura dei servizi e contesti ludico ricreativi per bambini e ragazzi da tre a tredici anni, sostenibile, sicura e rispondente a standard qualitativi condivisi. Un percorso che oltre al Comune vede il coinvolgimento di diversi attori facenti parte del patto educativo di questa comunità e che invitiamo ad aderire, e si attuerà per la maggior parte in luoghi all’aperto, anche negli spazi esterni delle tante istituzioni culturali della città e delle scuole che vorranno aderire”.

“Esce contestualmente il bando 3-6 anni per i centri estivi del comune di Ravenna, in gestione esternalizzata, che si svolgeranno negli spazi delle scuole dell’infanzia che troverete in elenco nel link; in particolare abbiamo modificato l’orario di svolgimento, virando sul part-time e abbassando le rette del 30% – conclude l’assessora. – Il progetto in un primo momento era stato predisposto in ottica 0-6, ma a seguito dell’uscita delle Linee guida contenute nel Dpcm, che limitano l’accesso ai centri estivi dal terzo anno di età in poi, per quanto riguarda i centri ricreativi estivi comunali abbiamo deciso di utilizzare le risorse disponibili per aumentare i turni da 300 a oltre 560 per la fascia d’età consentita dal decreto.”

“E’ anche al vaglio dell’amministrazione lo studio di una modalità sicura per permettere ai bimbi della materna, quelli dell’utimo anno in particolare (che andranno alle elementari), di poter avere un momento di saluto per incontrare le maestre e congedarsi dalla scuola d’infanzia” ci spiega l’assessora al telefono.

La nuova fisionomia organizzativa passerà attraverso la messa in rete delle attività rivolte all’infanzia e all’adolescenza, garantendo pari opportunità di accesso a tutti e tutte, con particolare attenzione alla complessità e al disagio sociale dei contesti e delle persone; l’elevata qualità sociale, culturale, ambientale e formativa del territorio; il proseguimento della collaborazione fra servizi comunali, istituzioni e soggetti del territorio per sostenere azioni di rete negli ambiti di educazione alla cittadinanza, accoglienza multiculturale, inclusione di bambini/e con bisogni speciali, sostenibilità ambientale, cultura del patrimonio.

Il progetto è trasversale e coinvolge gli uffici comunali che fanno riferimento, oltre che all’assessorato alla Pubblica istruzione e infanzia, agli assessorati a Decentramento, Volontariato, Ambiente, Verde pubblico, Cultura, Partecipazione, Servizi sociali, Politiche giovanili, Sport e Lavori pubblici.

Il Comune si propone, anche nei confronti di soggetti esterni attivi sul territorio, nel ruolo di coordinamento e di facilitazione per rendere possibile, sostenibile e rispondente a standard qualitativi condivisi, la realizzazione delle attività.

Si prevedono le seguenti azioni:

  1. Una ricognizione tramite specifico avviso pubblico dei diversi soggetti interessati alla realizzazione di servizi estivi, intendendo con questo termine sia i Centri ricreativi estivi strutturati, sia occasioni ed esperienze ludico/ricreative da proporre a bambini e bambine, ragazzi e ragazze da 3 a 13 anni.
  2. Una mappatura degli spazi e dei luoghi idealmente utilizzabili allo svolgimento di servizi ricreativi diversi rispetto a quelli che tradizionalmente vengono destinati alle attività promosse dal Comune.
  3. Concessioni di spaziin uso gratuito da parte dei servizi comunali a soggetti gestori dei servizi estivi inseriti nella ricognizione attraverso avviso pubblico
  4. Percorsi di formazione e informazione generale, senza oneri per i destinatari, per gestori, operatori e volontari impegnati nei servizi estivi, che l’Amministrazione comunale potrà attivare anche in collegamento con interlocutori istituzionali (Regione Emilia-Romagna; Ausl Romagna, Pediatria di comunità, etc.).
  5. Accordi/convenzioni con dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi del territorio comunale e l’Ufficio scolastico territoriale, per la messa a disposizione di tutte le sedi scolastiche idonee e necessarie alla realizzazione del progetto Oasi 31.
  6.  Realizzazione di un “portale infanzia per i servizi estivi”per condividere informazioni, materiali, sperimentazioni rivolto innanzitutto alle famiglie e a soggetti interessati, ad esempio gestori, operatori e operatrici, volontari, educatori, ecc.
  7. Supporto metodologico e pedagogico per la definizione e l’articolazione delle attività in spazi per lo più esterni, seguendo i principi dell’outdoor education. e valorizzando il lavoro delle associazioni della città che su occupano di cultura ludica con l’obiettivo di suggerire giochi e attività compatibili con le nuove regole per contrastare il contagio.

L’Amministrazione comunale sta lavorando perché siano attuati i seguenti servizi estivi:

  1. Centri estivi comunali per bambini da 3 a 6 anni presso strutture scolastiche comunali e statali. Da oggi, 19 maggio, al 3 giugno 2020 sono aperte le iscrizioni. A questo link le informazioni sulle modalità e il modulo da compilare https://bit.ly/3fWNyx8
  2. Centri estivi comunali per bambini da 6 a 11 anni presso strutture scolastiche degli Istituti comprensivi del territorio. In considerazione delle ipotesi più restrittive di rapporto adulto-bambino si ipotizza l’individuazione di ulteriori sedi. Si prevede di realizzare i centri estivi presso le seguenti strutture:
  • Scuola primaria Torre;
  • Scuola secondaria di primo grado don Minzoni;
  • Scuola primaria Ricci Muratori;
  • Scuola primaria Riccardo Ricci;
  • Scuola primaria Cavina Porto Fuori;
  • Scuola primaria Pasini;
  • Scuola primaria Pascoli S.Alberto.

L’avvio delle iscrizioni, che avverranno in modalità da definire a cura del Servizio decentramento, sarà reso noto a breve ed è previsto, orientativamente, nella prima settimana di giugno.

  1. Centri estivi privati accreditati nell’ambito del “progetto conciliazione vita-lavoro” promosso dalla Regione Emilia-Romagna, rivolto agli alunni delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (3-13 anni) nel periodo di sospensione estiva delle attività scolastiche. Il progetto è già al terzo anno di svolgimento e ha visto quest’anno 32 soggetti gestori di Cre candidarsi per l’adesione al progetto per complessivi 50 sedi da attivare, sia privati che comunali esternalizzati o in compartecipazione (in fase di valutazione gli ampliamenti delle sedi dei Cre del decentramento che potrebbero aumentare di 3). Entro la fine del mese di maggio uscirà l’avviso pubblico rivolto ai genitori, entrambi lavoratori o rispondenti ai criteri della delibera regionale, che intenderanno frequentare i centri accreditati e richiedere l’erogazione del voucher regionale.
  2. Servizi estivi più articolati e di diversa fruibilità proposti da servizi comunali (MAR, biblioteche, centri didattici, musei, centri gioco e centri di aggregazione) e da enti, istituzioni, associazioni culturali, di volontariato, di promozione sociale, etc., per differenziare e potenziare  l’offerta  e rivolgerla a una platea diversificata per età da 3 a 13 anni. Le misure di contenimento del rischio da Covid-19 prevederanno l’accoglienza di un numero limitato di bambini e ragazzi in ogni servizio, quindi sarà necessario individuare ulteriori e molteplici spazi e opportunità da offrire ai minori e alle loro famiglie. Sono ipotizzati piccoli gruppi di bambini/e, stabili e separati, con la stabilità massima, possibile delle figure di riferimento: con un rapporto adulto bambino/a di 1 a 5 per la scuola dell’infanzia, 1 a 7 per la fascia della scuola primaria, 1 a 10 per i più grandi.

Tutti i soggetti, pubblici e privati, che negli ultimi anni hanno proposto attività e progetti possono portare in Oasi 31 le loro proposte (laboratori, incontri, giochi) per rispondere al bisogno di socialità, di creatività, di svago e movimento.

Qui il progetto in dettaglio: progetto-oasi-31

 

Commenti

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  1. Scritto da Roberto

    Buonasera, sono rimasto impressionata dall’articolo, ma chiedo scusa … non ho capito:
    1. Come si pensa di far mantenere le distanze ad ogni singolo bambino ?
    2. Come si pensa di sanificare ogni gioco ogni volta che passa da un bambino ad un altro ?
    3. Come si pensa di sanificare i servizi igenici ogni qual volta vengono usati ?
    4. Come si pensa di riuscire a far mantenere la mascherina ai bambini ?.
    5. Quali DPI si pensa didare alle insegnanti che devono prendere in braccio più volte al giorno bambini diversi ?
    6. Quali procedure e corsi sono stati programmati per informare le insegnati sui DPI, metodi e modi approccio ?
    Grazie e buon lavoro

  2. Scritto da Roberta

    Incredibile…a scuola no perché ci si contagia e ai centri estivi si perché si paga…assurdo. la maggior parte delle insegnanti delle elementari e tutte le insegnanti delle materne e dei nidi hanno percepito uno stipendio senza fare nulla e ora non si possono sacrificare per fare centri estivi gratuiti nelle scuole nei mesi estivi? IO ho lavorato ogni giorno per prendere 100 euro in più nel.mese di aprile…follia

  3. Scritto da roberto

    …… carissima Roberta, lei chiede di “sacrificare” le insegnati dopo tutto quello che ha potuto vedere…dopo tutto quello che è successo per colpa del virus ??…. lei dovrebbe chiedere che neanche i centri estivi fossero aperti se avesse un poco di senso civico nei confronti di insegnati e bambini. Non sono un dipendete della pubblica amministrazione ma cadere nella solita retorica degli stipendi è assai avvilente……. al giorno d’oggi i pochi fortunati che hanno un lavoro ed uno stipendio vanno messi in croce… perché ?