Gioco e Covid. Ne parlano Comune e Associazioni ravennati: “Dobbiamo coniugare sicurezza e socialità”

Oggi, 28 maggio 2020, è la Giornata internazionale di celebrazione del diritto al gioco. Per l’occasione, ecco la Lettera di intenti e buone pratiche a promozione ed implementazione del diritto al gioco al tempo del Covid 19, scritta da Assessorato Pubblica Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna e dal Tavolo per il diritto al gioco (Ass. Lucertola Ludens, Arci aps, Dalla parte dei minori, La Ruota Magica, Marinando, Centro la Lucertola Ass. Fatabutega, Comitato locale UNICEF, Ufficio Qualificazione Comune di Ravenna) e Villaggio Globale, Acer.

LA LETTERA

All’attenzione dei cittadini e delle cittadine tutti/e

Quest’anno la celebrazione della Giornata Internazionale del Diritto al Gioco (che si celebra ogni 28 maggio in tutto il mondo secondo l’indicazione promossa dal 1999, con il supporto dell’ UNICEF, e in attesa che la data venga riconosciuta formalmente anche dalle Nazioni Unite) deve fare i conti con l’emergenza sanitaria, che impone particolare attenzione alle procedure con cui  promuovere ed implementare  il giocare e non solo: soprattutto in questa giornata, che è alle soglie dell’apertura dei servizi di ricreazione estiva, nel legittimo tempo libero delle bambine e dei bambini, diventa importante ribadire che “il gioco non si arresta”.

Riconosciamo che siamo di fronte ad una scelta. Facendo leva sulle regole e sulle  preoccupazioni contingenti, ci si potrebbe sottrarre dall’impegno di raggiungere la migliore comprensione possibile del problema e quindi, di ricercare e sperimentare nuove risposte per un nuovo contesto, oltrepassando scorciatoie facili per gli adulti e poco gratificanti .

Riconosciamo che, quando si parla di diritto al gioco, riferendosi all’articolo 31 della Convenzione dei diritti dell’infanzia/adolescenza, ci si rivolge ad un insieme di diritti: il diritto al gioco ma anche al riposo, al tempo libero, alla ricreazione e all’accesso all’arte e alla cultura. E’ responsabilità dell’adulto che ai minori  siano offerte condizioni per l’esercizio del protagonismo nel loro giocare, tanto nelle situazioni di gioco libero che in quelle di gioco proposto dall’adulto. Sarà importante l’offerta che darà luogo anche all’intreccio tra gioco, arte e cultura e che questo possa accadere il più possibile all’aperto.

Riconosciamo che per i bambini e le bambine più fragili, portatori di disabilità fisica, psichica e sociale, in situazione di emarginazione  e povertà, “l’emergenza” è un emergenza nell’emergenza: maggiore deve essere l’attenzione affinché si possano generare condizione di gioco sociale inclusivo.

Riconosciamo che, nella consapevolezza di non essere – rispetto al contagio -in una situazione a rischio 0, mantenere il distanziamento sociale durante il gioco sempre sia difficile, pur nel rispetto del protocollo sanitario così come dell’interesse superiore del minore di età.

Come adulti, soprattutto a ricordo delle condizioni di vita a cui sono stati esposti le bambine ed i bambini durante il lockdown, sarà necessario offrire loro uno sfondo di relazioni fatto di accoglienza e serenità, anche tranquillizzando il più possibile le famiglie con messaggi coordinati ed univoci.

Riconosciamo che, tenendo presenti le raccomandazioni, sia importante progettare il contesto in ottica socio-costruttiva,  dove coniugare  sicurezza e socialità, per giocare con una giusta dose di serenità e leggerezza.

Riconosciamo che oltre al servizio offerto dai centri ricreativi estivi, esistano molteplici altre situazioni in cui “il gioco non si arresta”, come nei condomini, nei campeggi, sulle spiagge del nostro mare, nei parchi e giardini, in piazze e strade residenziali in cui si manifesta il giocare.

Ai genitori e, quindi, chiediamo di trovare forme virtuose di coesistenza fra le esigenze di non assembramento e libero gioco. In tali circostanze è soprattutto la facilitazione e la mediazione tra le relazioni l’opportunità di trovare risposte alle esigenze di tutti/e.