Russi. Sindaco Palli su centri estivi: “Lavoro amministrazione comunale in sinergia con associazioni e attività sportive”

Il comune di Russi si prepara alla riapertura dei centri estivi, vera e propria prova del 9 in un momento tanto delicato quanto di avanscoperta nella ripresa dopo i mesi di lockdown causati dalla pandemia Coronavirus. La sinergia sviluppatasi tra l’amministrazione cumunale, le associazioni locali e le società sportive ha fatto sì che il progetto di rilancio sia stato sin ora condiviso con grande spirito costruttivo, nel pieno rispetto delle norme e dei protocolli di sicurezza. I bambini, tra le fasce più colpite dalla pandemia Covid-19, potranno tornare a socializzare in un clima costantemente monitorato, potendo contare su Ausl e Dipartimento Igiene qualora dovesse svilupparsi qualche problema.
A tenere banco, in queste settimane, anche il caso della Cra Baccarini di Russi, struttura nella quale s’è sviluppato un focolaio con il cluster chiuso il 14 maggio 2020. Abbiamo fatto luce su questo ed altro con il sindaco di Russi Valentina Palli.

L’INTERVISTA

E’ stato scritto che la procura ha aperto due distinti fascicoli, rispettivamente Cra Baccarini di Russi e Giglio d’Oro di Ravenna. Quanto c’è di vero?

“Non è un’informazione corretta. Sono arrivate richieste di documentazione da Questura di Ravenna, ma un conto è la Procura, altra la Questura”.

A Russi inchiesta congiunta tra squadra mobile e digos partita senza ipotesi di reato e non vi sono persone iscritte sul registro degli indagati. Confermi?

“Confermo. Ribadisco che la Questura di Ravenna ha inviato richiesta di documentazione al comune di Russi e ad Asp per attività istituzionale in corso. Sono stati chiesti l’elenco degli ospiti, delle persone che hanno avuto contatti con la struttura e di chi ha contratto il Coronavirus. All’amministrazione è stato richiesto il verbale del consiglio comunale del 20 aprile 2020. Questo il punto alla giornata di venerdì 5 giugno 2020”.

CRA Baccarini Russi

Continua a tenere banco la rimozione dei filmati pubblicati sulla pagina Facebook della Cra Baccarini. Ma chi è stato metterli offline e perché?

“La responsabile della struttura ha ritenuto di mettere in modalità privacy i video perché ritraevano persone malate. Soprattutto per evitare che potessero essere estrapolati fotogrammi. Mi sono limitata a riferire quanto comunicatomi…non c’è nessun mistero”.

Zero contagi e zero decessi nell’arco di una settimana. Come interpreti questo risultato?

“Innanzitutto, penso di poter dire che la politica di contenimento ha dato i suoi frutti. La provincia di Ravenna, caso del focolaio Cra Baccarini a parte, avrebbe registrato meno di 30 casi positivi. La nostra provincia è stata su scala italiana e regionale (Regione E-R tra più colpite in Italia) tra quelle che sono rimaste entro i limiti dei numeri considerati alti e registratisi a livello nazionale. Da un lato una popolazione che si è attenuta al rispetto delle norme, dall’altro lato Ausl e il Dipartimento Igiene hanno lavorato molto bene riuscendo a ricostruire i tracciati epidemiologici in tempi brevissimi, oltre ad isolare i casi molto velocemente”.

Potresti spiegarci cosa si intende con struttura ‘sporca’?

Gradualmente i focolai si sfoltiscono evitando che il virus si diffonda. Sostanzialmente si procede identificando i casi, togliendoli dalla struttura che diventa ‘sporca’. Dopodiché passati i 14 giorni sarà necessario rifare i tamponi e, a quel punto, identificare altri eventuali nuovi casi. Qualora ve ne siano, questi vanno isolati e la struttura continua a rimanere ‘sporca’ finché non diverrà pulita. Pulita significa che sono trascorsi 14 giorni senza registrare ulteriori casi. Mi preme sottolineare quanto sia stato importante, su scala provinciale, che i dipartimenti d’igiene e Ausl si siano mossi celermente. Questo ha permesso da un lato di identificare casi asintomatici in tutti i settori dove c’è una possibilità di contagio vistosa (settore sanità, agenti pubblica sicurezza, pubblica assistenza), effettuando un numero di prelievi sierologici importante. Ricostruira molto celermente la catena epidemiologica permette che i singoli casi vengano isolati assieme a chi è entrato in contatto con loro. Riassumendo, quest’ultimo punto e il comportamento virtuoso della cittadinanza hanno permesso l’attuale risultato”.

Quando vedremo i frutti del lavoro attuale?

“Durante l’estate ci aspettiamo che le condotte siano monitorate dalle Forze dell’Ordine e dagli enti. L’attuale fase dovrebbe incontrare il favore della stagione estiva che, solitamente, porta a rimanere fuori casa oltre a un sistema immunitario più forte. La prova del 9 saranno i centri ricreativi estivi per il comune di Russi”.

In autunno si potrebbe avere uno scenario differente…

“La stagione autunnale porta a isolarsi in luoghi chiusi e si registra inoltre un indebolimento del sistema sanitario, che può portare a eventuali difficoltà. Se i numeri resteranno in linea a quelli attuali la situazione dovrebbe restare sotto controllo sulla lunga distanza. Allo stato attuale delle cose non ci sono motivi che portino a pensare ad un rientro di focolai. I travasi intra regionali o intra nazionali potrebbero causare qualche grattacapo piuttosto: se le persone vengono dall’estero e fanno vacanze in Italia (ad esempio) è difficile capire l’origine di un focolaio. Procederemo con norme come l’utilizzo della mascherina. Ausl e il dipartimento d’igiene sono pronti a intervenire qualora dovesse verificarsi un minimo problema”.

La sensazione è che la paura sia un po’ scemata…

“La paura è un sentimento non costruttivo, ma che a volte induce a essere più cauti. Dopo qualche settimana le persone si sono ‘abbandonate’ un po’ sentendosi maggiormente tranquille. Secondo me non siamo ancora nella fase dove sia possibile abbassare la guardia. Invito la cittadinanza ad essere cauta e utilizzare i presidi resta sempre uno strumento valido”.

Le scuole di Russi come si sono mosse in questi difficili mesi?

“Le scuole sono state chiuse, di conseguenza non c’è stata una gestione scolastica. I protocolli specifici che la dirigenza ha fatto applicare rigorosamente concernono la didattica a distanza. Gli insegnanti sono rimasti a casa, la scuola è stata frequentata solo dal personale amministrativo per adempimenti che non potevano essere svolti in smart working (segreteria). I genitori sono stati invitati a ritirare il materiale lasciato a scuola dai bambini adottando tutte le precauzioni del caso. La gestione fa capo alla dirigente scolastica, la quale applica circolari del ministero dell’istruzione”.

Per l’ultimo giorno di scuola è in programma qualcosa?

“Ci sarebbe piaciuto organizzare eventi per l’ultimo giorno di scuola e il vicesindaco Grazia Bagnoli ci sta lavorando, ma purtroppo non è stato possibile sin ora. Soprattutto per le classi di quinta elementare e terza media che chiudono il ciclo. Il progetto è quello di realizzare qualcosa per fine giugno”.

La riapertura del mercato in piazza un momento simbolico della fase 3?

“Decisamente sì! Il mercato è un momento importante per il commercio e un luogo simbolico che vede l’occupazione fisica di spazi, ma porta anche inevitabilmente un livello di socializzazione intrinseco. Le persone si vedono al mercato e frequentano la piazza, generando scambi. Dalle prime settimane ad oggi è stato registrato un incremento delle persone graduale, che testimonia lo scemare della paura”.

Russi_piazza_mercato

Concludiamo facendo il punto sui centri estivi di Russi?

“Avvieremo il 22 giugno 2020 l’esperienza del centro Paradiso e del Crem (età 3-6 anni), quest’ultimo per la scuola di Godo. L’organizzazione è stata molto complessa in virtù delle tante dinamiche che subentrano in situazione di pandemia. Il massimo rispetto dei protocolli igienico-sanitari proveniente dalla Regione comporta l’aumento dei costi (più che triplicati). Prima dell’emergenza avevamo un educatore ogni 16 bambini (fascia d’età da 6 anni in su), ora invece uno ogni 7 bambini. Le dinamiche prevedono che i bambini siano tenuti in gruppi separati non dovendo entrare in contatto tra loro. Nel malaugurato caso succedesse qualcosa, sarà possibile ricostruire la catena epidemiologica prontamente”.

Come saranno suddivise le attività del centro?

“Nel primo anno l’esperienza del centro Paradiso sarà suddivisa tra Russi, Godo e San Pancrazio. Questo per la necessità di tenere spazi igienizzati e bambini separati, con strutture ben controllate. Il Crem attualmente consta di 20 posti disponibili mentre il Centro Paradiso di 89 posti. Ci siamo riservati di valutare l’opportunità economica-finanziaria di ampliare qualche posto laddove ci fosse un esubero. Politicamente abbiamo deciso di aumentare le rette di una cifra simbolica che, mi preme evidenziare, non è a copertura delle spese. Abbiamo operato in questo modo per andare incontro alle famiglie incentivando e mantenendo attiva l’esperienza del Grest (all’incirca 10 euro, dipende dalla fascia oraria -pre centro, post centro-. Ingressi dalle 7,30 sino alle 18, orario standard dalle 9 alle 17)”.

I bambini hanno bisogno più che mai di socializzare non credi?

“Assolutamente sì, ma anche di giocare e riprendere una vita ‘normale’ che non è più stata possibile dalla chiusura del 23 febbraio 2020. Riassumendo, il nostro pensiero politico ha dato priorità all’importanza dell’esperienza del centro al di là del ‘mero’ servizio e della sua importanza. Non alzare le rette è una scelta che abbiamo potuto effettuare come amministrazione essendo pubblica. Le esperienze private, che fortunatamente ripartiranno, non potranno avere rette basse perché i costi sono più che triplicati nelle attuali condizioni: il rapporto educatore – bambini, la necessità di sanificazione e il protocollo da rispettare sono fondamentali”.

Sarà necessario assumere personale ausiliario?

“Assumere personale ausiliario diviene fondamentale perché l’educatore non può sdoppiarsi e abbandonare il gruppo. Dal nostro canto abbiamo deciso di prendere vassoi mono porzione in modo che ognuno abbia un suo vassoio già pre confezionato con misure igienico sanitarie da parte di chi fa il catering e noi ci occupiamo della distribuzione cibo. Al di là delle esperienze che facciamo partire come ente, ci siamo fatti portavoce delle esigenze della cittadinanza nei collettori tra esperienze private. Ringrazio davvero di cuore le associazioni che hanno deciso di aderire al percorso. Sin ora abbiamo fatto due riunioni nelle quali ci siamo messi d’accordo e tutti coloro che organizzeranno le esperienze ricreative a Russi faranno firmare ai genitori  una lettera di assunzione corresponsabilità. Questo affinché i familiari educhino i figli a capire l’importanza delle norme. Una responsabilizzazione a vicenda”.

Tutti i centri di Russi adotteranno la stessa modulistica e rispetteranno le stesse discipline?

“Sì. Da domani aprono le iscrizioni che si chiuderanno il 16 giugno 2020. Verrà organizzata una riunione gestoria con tutte le associazioni e le società sportive per fare un punto condiviso sulle iscrizioni, sull’organizzazione e l’operatività. Ci siamo mossi in grande sinergia e questo dovrebbe consentire che nessun bambino resti escluso. Queste le società che hanno aderito al progetto: Basket Club Russi, US Russi Calcio, Asd Baseball Softball Club Godo, Idea Danza, Gym academy, Oratorio Don Bosco, Scuola di musica Contarini, Russi Paddle, Asilo Giardino Farini, Scuola infanzia Bucci e scuola infanzia Don Conti”.

A cura di Alessandro Bucci