Educazione alimentare, approvato programma regionale. Rontini (PD): “Stop sprechi e prodotti bio nelle scuole”

Maggioranza soddisfatta: "Promuoveremo la dieta mediterranea ed educheremo gli studenti al contrasto allo spreco alimentare". Astenute le opposizioni: "Serve valorizzare di più i nostri prodotti".

L’Aula dà il suo via libera al Programma regionale di orientamento dei consumi e di educazione alimentare 2020-2022, nonostante il voto di astensione di tutte le opposizioni. Conoscenza delle tradizioni e dell’agricoltura locale, riduzione dello spreco alimentare, sensibilizzazione al consumo di frutta e verdura e prodotti biologici nelle mense delle scuole sono i punti cardine del programma illustrato dalla consigliera del Partito Democratico Manuela Rontini, che ha sottolineato come “la nostra regione sia fra le prime per numero di prodotti Dop e Igp e in tutela della biodiversità”.

Un programma che punta a ‘insegnare’ a seguire una dieta mediterranea e che mira a portare nelle scuole il contrasto allo spreco alimentare. Il programma 2020-2022 pone l’attenzione sulla conoscenza dei prodotti, sulle tecniche produttive e sulla promozione di consumi consapevoli delineando gli obiettivi di salute. Ma non solo: “Questo programma- ha evidenziato la dem- segna un passo importante verso il contatto col mondo agricolo e la pedagogia attiva, anche con le visite in loco ad aziende del territorio, tutte attività con cui si punta a coinvolgere gli studenti per renderli consapevoli”.

Ma se la maggioranza è soddisfatta del risultato raggiunto, l’opposizione è ancora perplessa. E sono diversi i punti rimarcati. Ad esempio, per Valentina Castaldini (Forza Italia) servirebbe “una riflessione approfondita su un tema importante come il cibo, specie se rivolto ai ragazzi. Questo è un documento che si scorda che abbiamo vissuto il Covid-19. So che è un programmazione triennale, ma ci saremmo aspettati uno sforzo in più per spiegare bene quali sono stati gli aspetti negativi in questo periodo, come l’aumento del 180% del consumo di alcol, così come l’aumento esponenziale del consumo di zuccheri”.

Secondo Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) sarebbe “fondamentale la conoscenza dell’agroalimentare in un Paese che ha la più grande biodiversità di prodotti nel mondo e questo programma dovrebbe basarsi sul fatto che la nostra produzione non ha eguali: facciamo abbastanza per tutelare i nostri prodotti o cediamo e vendiamo al ribasso le nostre eccellenze? Sappiamo che la situazione economica del nostro paese si è aggravata con il debito pubblico in crescita, quasi una famiglia su due ha ridotto la spesa alimentare” e secondo Michele Barcaiuolo (Fdi) “mancano delle parti che avrebbero dato complessità al Programma”.

Per Gabriele Delmonte della Lega “questo programma non presenta novità, c’è poca attenzione ai prodotti emiliano-romagnoli e non valorizza la nostra cucina nelle scuole” e per l’altro esponente del Carroccio Fabio Rainieri “non si fa riferimento ai musei del cibo, che sono una parte importante della cultura rurale del nostro territorio”. Per Silvia Piccinini (Movimento Cinque Stelle) “manca un aspetto fondamentale: quello dell’attenzione all’eccessivo consumo di carne rossa. Mancano interventi per stimolare i cambiamenti delle abitudini alimentari”.

Alimentazione sana e corretta non si muove senza prevenzione: è il concetto espresso da Ottavia Soncini (Partito Democratico) che evidenzia come “sia importante mettere insieme tante politiche diverse quindi ben venga l’attenzione a livello locale per avere la salute come priorità”. Silvia Zamboni (Europa Verde) ha sottolineato “lo stretto legame tra educazione alimentare a diagnosi precoce e l’educazione alimentare dovrebbe andare di pari passo con l’attività fisica”. E c’è anche l’aspetto ambientale: “Il consumo di suolo ha ‘mangiato’ il 25% del territorio che una volta era coltivabile, vorrei che si puntasse a mangiare prodotti di stagione”. Il “contrasto allo spreco alimentare” è uno degli obiettivi che più convincono Giulia Pigoni (lista Bonaccini) relativamente a questo Programma, così come “l’aver pensato che la scuola fosse il luogo migliore dove applicare queste politiche”.

L’assessore all’Agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi ha spiegato come “questo programma preveda che si faccia cultura, che ci si informi, a tutte le età, rendendosi consapevoli su una tematica così importante. Dobbiamo sostenere il nostro sistema agroturistico e le fattorie didattiche. E visto come hanno lavorato bene durante la quarantena gli agriturismi, abbiamo deciso di dare un contributo diretto ad agriturismi e fattorie didattiche ,consentendo loro la vendita a domicilio tutto l’anno. Siamo la Regione con il più alto numero di ettari coltivati a biologico integrato. Ci siamo posti l’obiettivo di superare il 25%. Sul progetto abbiamo deciso di investire 40mila euro all’anno, in particolare nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione delle fattorie. Metteremo 200mila euro di azioni per la promozione bio e quest’anno abbiamo già erogato 3,5 milioni”.