Viaggio nel Covid e ritorno. Diario di Fabio, ravennate che ha sconfitto il virus: “Mi ha cambiato la vita”

Fabio Angelini, 56enne romano che da anni vive a Castiglione di Ravenna e lavora nel mondo dell’hotellerie  (ha girato l’Europa fino a stabilirsi in Romagna dove arriva a dirigere nientemeno che il celebre e felliniano Grand Hotel di Rimini), ha contratto il Covid nel marzo 2020, nel momento ‘clou’ della pandemia. La sua (dis)avventura, un vero e proprio ‘diario dalla prima linea’, è stata raccolta dalla casa editrice SBC nel volume “Grand Hotel Coronavirus”, appena pubblicato.

Angelini, da noi raggiunto al telefono, ci racconta che quando ha contratto il virus si trovava a casa: inizialmente ha pensato si trattasse solo di una forte influenza, e invece… già, e invece. E’ stato l’inizio di un calvario lungo un mese, combattuto con l’aiuto di medici e infermieri all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna.

E’ durante questo periodo che Angelini, non appena le condizioni fisiche glielo hanno permesso, ha tenuto questo diario “nato un po’ per caso, come uno sfogo, dettato anche dall’esigenza di raccontare a mio figlio, dodicenne, non solo quanto stavo vivendo, ma anche quanto avevo vissuto e non gli avevo mai raccontato. C’era la paura di andarsene, e con quella il rimpianto delle tante cose non ancora vissute o non ancora, appunto, raccontate. Questo diario è nato quindi in forma del tutto privata: poi però, quando lo ho completato, ho pensato potesse essere una testimonianza di questo spaccato storico. Il Covid mi ha cambiato la vita e la prospettiva: ora, come molti, cerco di ricostruire, di ripartire.  Il Covid ci ha insegnato anche questo: a non perderci d’animo!”

GRAND HOTEL CORONAVIRUS, VIAGGIO NEL COVID E RITORNO

L’esperienza di Fabio Angelini

Euro 13,00- SBC Edizioni 

GRAND HOTEL CORONAVIRUS

“Ricordo bene la piccola camera-guardaroba in cui il sabato mi rinchiusi, portando di corsa un materasso, che buttai sul pavimento per cercare di non dare fastidio con la tosse e i lamenti. Due giorni infernali, di piatti posati dietro la porta e appena toccati; due giorni in cui il rito, ogni trenta minuti, di misurare la febbre continuava a sussurrarmi una temperatura, che a 38 la tachipirina buttava giù di un grado, ma io non volevo ascoltarne il suggerimento. Stavo da cani: la testa esplodeva e in alcuni momenti tra la tosse e il respiro c’erano attimi di panico, le ossa facevano talmente male che non riuscivo neanche a stare sdraiato, ma in piedi era impossibile. Allora mi rannicchiavo su un fianco, poi mi giravo e contorcevo il corpo in cerca di un istante di sollievo che non arrivava. Non volevo chiamare il 118, no, non poteva essere quello, era solo una forte influenza. Ma ad un certo punto qualcuno bussò alla porta del mio rifugio “le metto qui una mascherina, la indossi per favore”. Arrivai carponi alla porta, indossai la mascherina e lo vidi dal basso, un simpatico palombaro verde che mi chiese “come si sente?”

E’ stato “l’inizio di un incubo. L’ingresso nell’inferno del Coronavirus” che Fabio Angelini racconta nel suo “Grand Hotel Coronavirus – Diario sconclusionato di una vacanza alternativa”. Il racconto di un mese passato all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, isolato dal mondo e dagli affetti più cari: la moglie Eleana e il figlio Ivan. Un racconto intenso, quello di Fabio Angelini, la cui vita, all’improvviso, come quelle di decine di migliaia di altri italiani e di tantissimi altri in tutto il resto del mondo, è stata stravolta dalla pandemia che ha colpito in questa prima metà del 2020.

L’autore conduce nel suo viaggio all’interno del Covid raccontando tutto quello che ha incontrato: il rapporto con medici e infermieri, la liturgia quotidiana dei prelievi e dei referti d’analisi, il susseguirsi delle terapie, le attese preoccupate, le speranze infrante prima e esaudite dopo… Ma non c’è solo il racconto della malattia nel libro di Angelini. C’è il ricordo di tanti momenti della vita precedente la malattia. La consuetudine coi compagni di liceo che ancora continua attraverso una chat su WhatsApp che gli tiene compagnia anche in ospedale. E poi i sogni di ragazzo, i primi lavori, la famiglia e tutto il resto. Una testimonianza importante quella che porta Fabio Angelini e insieme il racconto “di un momento storico vissuto in prima persona”.

Dove trovare il libro: www.sbcedizioni.com

L’AUTORE

Fabio Angelini è nato a Roma nel 1964 e attualmente vive a Ravenna. Dopo il Liceo Scientifico gli studi di Archeologia e i primi lavoretti alternati agli scavi. Quindi la scelta di lavorare nel mondo dell’hotellerie che lo porta a girare l’Europa fino a stabilirsi in Romagna alla corte del “Signore degli alberghi” Antonio Batani per il quale finirà a dirigere il celebre e felliniano Grand Hotel di Rimini.