Pubblicità sessista. Di Maio (Arcigay Ravenna) risponde al consigliere di FI Alberto Ancarani

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Continuano a far discutere le immagini scelte da una pasticceria ravennate (scegliamo di non pubblicare il nome per evitare l’effetto pubblicità gratuita) per una recente campagna pubblicitaria. La prima a segnalare  il “contenuto offensivo e profondamente diseducativo” è stata Linea Rosa alcuni giorni fa con un post sulla propria pagina facebook: “In seguito alla segnalazione di questa pubblicità, affissa per le strade della nostra città e pubblicata sui social dell’esercente in questione, Linea Rosa interviene per dire NO. Perché una presa di posizione è necessaria! Segnaliamo questo contenuto offensivo e profondamente diseducativo. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un messaggio sessista e pornografico. Possibile che non si possa fare pubblicità senza doppi sensi che mettono in luce la sfera sessuale delle donne? Quale messaggio per i nostri giovani ed adolescenti? Si auspica una pronta attivazione dei commercianti nel rimuovere queste pubblicità”. Fin qui Linea Rosa.

Sessismo

Ieri, 30 giugno, sulla questione è intervenuto anche il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Alberto Ancarani, attaccando Linea Rosa per la “richiesta di censura, un vero e proprio atto fascista, contro un imprenditore”.

A distanza di poche ore Arcigay Ravenna commenta: “ancora una volta si vuole far passare per libertà la mercificazione del corpo femminile. Ancora una volta. E non ha nulla di sinistrorso, perchè frasi pornografiche nella pubblicità di una pasticceria nulla hanno a che vedere con il colore politico. Piuttosto mi chiedo come mai si arrivi all’attacco politico di un’associazione che esiste proprio per combattere la violenza sulle donne e che ha dato un contributo proprio all’amministrazione comunale per la realizzazione di un vademecum per evitare pubblicità sessiste” continua Ciro Di Maio, presidente di Arcigay Ravenna -. “Dobbiamo forse chiederci se in consiglio comunale c’è la volontà di proporre un aggiornamento che riporti ad un’epoca in cui la mercificazione dell’immagine femminile era non solo tollerata, ma addirittura giustificata? E, vista la “buona fede” a cui pare si faccia riferimento, sorge spontaneo chiedersi come mai le varie allusioni siano solo supportate da immagini femminili… i modelli maschili erano forse in vacanza? O la mente di chi ha partorito un tale scempio è, in maniera naturale, orientata a disegnare la donna in un ruolo di mero oggetto sessuale?”.

Arcigay Ravenna ritiene questa scelta pubblicitaria decisamente offensiva “in quanto si limita all’allusione sessuale con una raffigurazione femminile senza dire nulla di inerente alla pasticceria”.

“È con grande dispiacere che il gruppo donne dell’associazione LGBTI+ di Arcigay Ravenna apprende la notizia dell’ennesimo atto di sessismo nella cittadina romagnola. Siamo allibite dalla pubblicità scandalosamente sessista fatta dalla pasticceria in questione” commenta Barbara, attivista del circolo Arcigay, e aggiunge “Qua si va oltre l’oggettificazione del corpo femminile per fini pubblicitari. Si va oltre la mera e, fine a se stessa, volgarità. Soprattutto se si cerca di giustificare istituzionalmente come libertà d’espressione”.
“Questa pubblicità non è libertà d’espressione, bensì misoginia pubblicizzata – proseguono da Arcigay – . “Ed oltre ad esprimere solidarietà a Linea Rosa per l’attacco ricevuto solo per aver espresso dissenso, ci teniamo ad aggiungere che in questa pasticceria lavorano delle persone di genere femminile/donne e ci piacerebbe sapere se sia stato chiesto loro cosa pensano delle scelte comunicative di stampo maschilista dell’azienda per cui lavorano, che ogni giorno rappresentano proprio con il loro volto dietro un bancone. Lo stato d’animo di chi poi, in carne ed ossa, in quell’azienda è al servizio del cliente che magari pochi minuti prima ha visto il cartellone pubblicitario…”
“Rifiutiamo una cultura dove le donne rappresentate sono sempre disponibili, rifiutiamo una cultura in cui le donne servono come strumento del desiderio dell’uomo ai fini del marketing e del guadagno, rifiutiamo l’idea di una donna pornografizzata ed erotizzata a fini commerciali – conclude Arcigay -. Si tratta di una cultura superata che non serve più nemmeno a vendere, ma solo a rendersi penosi”.

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da Piero

    ma smettetela!!

  2. Scritto da Giovanna Montanari

    Solidarieta’ ad Arcigay e Linea Rosa. Purtroppo l’ignoranza, la malafede e il sessismo più gretto sono appoggiati da politicanti molto problematici e irresponsabili!

  3. Scritto da Giovanni lo scettico

    Più che “un vero e proprio atto fascista” direi un vero e proprio atto di dubbio gusto, grossolano e poco educato. Non c’è bisogno di buttarla in politica, basta pensare che quella pubblicità può finire sotto gli occhi dei nostri figli. Che cosa impareranno?