“Io sono Io” presentato alla Rocca. Greta: “Voglio essere una donna felice e volare in alto come le aquile”

Si è tenuta ieri sera, nella cornice della Rocca Brancaleone di Ravenna, la presentazione del libro Io sono Io, scritto a quattro mani da Cinzia Messina e Francesca Viola Mazzoni, che racconta la storia di Greta, ragazzina transgender, del suo percorso di transizione e di come quest’esperienza abbia toccato e coinvolto la sua famiglia.

Un evento che toccava temi delicati e a volte divisivi, accolto invece calorosamente dalla città, che gli ha tributato un innegabile successo di pubblico: circa un centinaio le persone presenti. L’assessore Giacomo Costantini ha portato i saluti dell’amministrazione e del sindaco Michele de Pascale, impegnato all’arena del Museo Classis nell’omaggio teatrale alle due vittime ravennati della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna.

Come cambia la vita di una madre dopo il coming out di un figlio? “Io sono la stessa di 10 anni fa – ha raccontato Cinzia, seduta al fianco della figlia Greta -. È vero, ci si chiede ‘perchè proprio a me?’, io non ne sapevo granchè di questi temi prima, e si viene anche colti da grande paura, soprattutto perché non si capisce, non si conosce. Ma ora posso dire che per me è stata un’esperienza meravigliosa, ho conosciuto persone meravigliose e nonostante le difficoltà quotidiane, per me tutto questo è stato una grande opportunità, anche di crescita”.

Una donna forte Cinzia, con un grande temperamento, quello che le sta servendo per affrontare i pregiudizi della gente e le accuse di cercare visibilità con l’esposizione mediatica sulla storia di Greta. “A volte forse abbiamo calcato troppo la mano – aggiunge Cinzia – ma tutte le decisioni le abbiamo prese uniti, io e Luigi (Berardi, padre di Greta, presente ieri sera tra il pubblico n.d.r.) sentendo anche il parere di Greta e se abbiamo sbagliato, ci è servito d’esperienza per la decisione successiva. Io a questo libro tengo tanto per il contributo che dà all’informazione sui temi della varianza di genere, perché racconta alle famiglie che vivono esperienze come la nostra che non sono sole con le loro incertezze e dà modo a chi non sa nulla in proposito, di farsi un’idea e liberarsi dai pregiudizi, che nascono dall’ignoranza. Questo è ciò che ci spinge a metterci la faccia. La nostra è una lotta per affermare diritti, per Greta, certo, ma per tutti”.

La serata è proseguita con la lettura di alcuni toccanti passaggi del libro, eseguita dall’attrice e scrittrice Francesca Viola Mazzoni, che alla fine è riuscita a convincere una Greta un po’ riluttante a parlare, a concludere un brano. Una lettera scritta da Greta stessa all’interno del libro, in cui racconta in poche semplici ma dense parole, cosa hanno significato per lei gli anni prima del coming out: le offese subite, le discriminazioni, la solitudine, il dolore nel dover nascondere al mondo chi si è davvero, nel vedere il mondo rinnegare ciò che si è davvero. “Me la sono presa la mia identità e me la tengo ben stretta – ha chiuso Greta – sono pronta a lottare perché voglio essere una donna felice e voglio volare in alto come le aquile”.