Ravenna Partecipa per una comunità più interculturale: Terzo Mondo Onlus presente al Tavolo di Negoziazione

Il presidente della Terzo Mondo Onlus, Charles Tchameni Tchienga, è intervenuto in merito alla partecipazione dell’associazione al Tavolo di Negoziazione del progetto interculturale ‘Ravenna Partecipa’: “Sin dagli albori, in quanto associazione di volontariato, abbiamo accolto con molto interesse e grande soddisfazione la proposta riguardo alla nascita del nuovo progetto interculturale “Ravenna Partecipa”, partecipando con la nostra presenza al Tavolo di Negoziazione.

In occasione dell’inaugurazione della casa delle culture rinnovata, Giovanna Santandrea, responsabile della Casa delle Culture di Ravenna ha consegnato al sindaco Michele de Pascale e all’assessore con delega all’immigrazione Valentina Morigi il documento finale della suddetta nuova rete interculturale.

“Ravenna Partecipa” si pone come uno strumento che supera l’esperienza dei Consiglieri Aggiunti e quella di Ravenna Solidarietà. Partendo dagli errori e dalle mancanze di queste due esperienze passate farà dei ravennati (italiani e stranieri) una comunità sempre più interculturale.

Siamo felici che la città di Ravenna abbia tra i suoi obiettivi primari la riorganizzazione del settore dell’immigrazione, dimostrando senso di responsabilità sia dal fronte dell’amministrazione comunale sia da quello della cittadinanza coinvolta. Come associazione Terzo Mondo Onlus teniamo a ringraziare l’amministrazione comunale, i promotori e gli organizzatori con la ferma convinzione che la giunta comunale di Ravenna assieme al sindaco Michele de Pascale risponderanno favorevolmente alla modifica dello statuto comunale per concludere il percorso di Ravenna Partecipa dando così l’avvio alle iniziative predisposte.

Qualora il percorso che porterà alla nascita di “Ravenna Partecipa” dovesse passare indubbiamente dalla fase di discussione in consiglio comunale, auspichiamo che questo progetto venga approvato con un voto favorevole bipartisan. Poiché non soltanto si tratta di una proposta sociale senza esclusione alcuna, ma anche perché confermerebbe quello spirito d’accoglienza, di solidarietà e di cooperazione che ha sempre contraddistinto l’interculturalità di Ravenna”.