Ravenna, Santa Caterina e i biscotti della tradizione: le Caterine e i Galletti, pasta frolla, glassa e cioccolato

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A Ravenna, nel mese di novembre, le vetrine dei fornai si vestono di nuovi colori e promettono nuovi profumi. Perline colorate e argentate, glassa e cioccolato rivestono biscotti molto particolari. Sono le Caterine. Biscotti che vengono preparati per la ricorrenza di Santa Caterina, il prossimo 25 novembre. Chi passa davanti alle botteghe dei panificatori del centro di Ravenna potrà notare che con l’approssimarsi di tale data vengono esposti tanti biscotti colorati dalla forma di bambolina, le Caterine appunto, affiancate da biscotti di altre forme come il Galletto o la Gallina. La tradizione vuole che le Caterinette, altro appellativo vezzeggiativo che rivela anche il lato amorevole e simpatico di questa tradizione, siano di buon auspicio per una vita sorridente, mentre i Galletti e Galline siano simbolo di nuovi percorsi di vita, come la rinascita. Quest’anno ne abbiamo bisogno più che mai, che ne dite?!

La decorazione delle Caterine è rigorosa, naturalmente. La cioccolata riveste in tutto o in parte la sagoma della bambolina, le perline vanno a comporre gli occhi e le decorazioni della gonna, la glassa può fregiare come fosse pizzo o diventare una linea del volto come la bocca sorridente. Insomma un emoticon ante litteram a tutti gli effetti. Infatti, se ci si trova a osservare questi dolcetti non ci si trattiene dal provare un’espressione spontanea di simpatia e spesso un sorriso ci porta a ordinare i biscotti da assaporare o regalare. Anche le confezioni regalo valorizzano spesso questo prodotto da forno che nasconde un’anima. Sacchetti trasparenti e nastrini di chiusura che danno valore aggiunto a qualcosa che va trattato con cura e rispetto, mantengono intatta con la trasparenza l’eleganza e l’originalità di questo biscotto.

La Caterina è praticamente fatta di pasta frolla: farina, burro, zucchero, uova, lievito, scorza di limone e poi le perline d’argento e altri colori, la glassa di zucchero e, naturalmente, il cioccolato. Ma da dove trae origine questa tradizione? Per la verità le fonti sono molto incerte. Sembra che un giovane fornaio-pasticciere ravennate abbia ideato questo biscotto così forgiato per la sua amata, che faceva la sarta. Così la Caterina era in origine una dimostrazione d’amore e al tempo stesso dava conforto a un amore che pare fosse ostacolato dalla famiglia di lei. Ad ogni modo i biscotti così preparati sono dedicati a Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, patrona di sarte e mugnai, studenti e filosofi, di ceramisti e cartai.

La storia o la leggenda di Santa Caterina non ha contorni ben definiti, tanto è vero che la chiesa cattolica sospese “il titolo” escludendola dal “martirologio” dal 1962 al 2002. Poi Giovanni Paolo II la reinserì nel 2003 come “Martire” e “memoria facoltativa” nella giornata del 25 novembre. Nel frattempo la data del 25 novembre si è arricchita anche di altri significati: infatti, è la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. Sì, proprio come Santa Caterina, che subì un tremendo martirio. Ravenna la ricorda da sempre con un dolce e semplice simbolo d’amore e di speranza.

Chi vuole può preparare il biscotto a casa, ma cosa c’è di più bello di acquistarlo dal proprio fornaio? È così che la tradizione può continuare e ricordare anche un detto romagnolo: “da Santa Catarèna a Nadèl u i è un mes uguèl” (da Santa Caterina a Natale c’è un mese esatto).

Caterine

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Commenti

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  1. Scritto da gianni

    per santa catarena o nev o paciarena

  2. Scritto da fulvia

    A Santa Caterina d’Alessandria (santa o no che sia) è dedicato (da Giustiniano?) un suggestivo Monastero del VI secolo che anche oggi può essere visitato nel deserto del Sinai dove, secondo la tradizione, il suo corpo fu portato dagli angeli. Sono scarse le notizie sulla sua vita ma deve essere stata una donna di grande cultura, di intelligenza vivace, perché le fu tagliata la testa dopo che, posta al supplizio della ruota dentata (uno dei simboli con cui è raffigurata anche dal Caravaggio), la ruota si spezzò. La sua vicenda è piuttosto simile a quella di Ipazia,la matematica e astronoma greca, anch’essa vittima di pregiudizi non solo religiosi, ma di diffidenza nei confronti delle donne di cultura. Giusto, dunque, ricordare la violenza sulle donne proprio il 25 novembre, giorno di (santa)Caterina d’Alessandria