Russi. Al via le vaccinazioni di ospiti e anziani nelle Case Protette: intervista al Sindaco Palli

Il Comune di Russi, reduce da un anno estremamente difficile che ha visto nel focolaio registrato alla Cra Baccarini la scorsa primavera il momento più drammatico, ha iniziato ad affrontare il 2021 con la consapevolezza di poter fare tesoro del considerevole bagaglio d’esperienza maturato nel 2020. Al 31 dicembre dello scorso anno si sono registrati 286 casi positivi totali di Covid nel Comune russiano, con 19 decessi e 219 persone guarite. Attualmente i casi attivi nel Comune di Russi sono 48. Il 7 gennaio 2021 resterà nella memoria per la partenza delle vaccinazioni agli OSS e infermiere all’interno delle Case Protette, con la tabella di marcia che vedrà, a partire da oggi (12 gennaio), la somministrazione del vaccino ad anziani e ospiti delle Cra. È il sindaco di Russi, Valentina Palli, a spiegarci nel dettaglio come stanno procedendo i lavori, fiduciosa che la collaudata giunta comunale possa remare unita in questo secondo anno vessato dalla pandemia Covid.

L’INTERVISTA

Sindaco, come funziona la somministrazione del vaccino?

“La scorsa settimana sono iniziati i vaccini a OSS e infermiere (personale Casa Protetta). Oggi, 12 gennaio, iniziano i vaccini per ospiti e ad anziani. In seguito alla prima iniezione, trascorsi 20 giorni, il vaccino viene ripetuto. Entro la prima metà di febbraio avremo il personale e gli ospiti delle Cra di Russi definitivamente vaccinati,  stiamo parlando di cinquanta persone complessivamente. Non dimentichiamo che, oltre alla Casa Protetta Baccarini, a Russi, troviamo anche la Maccabelli, situata sopra la Casa della Salute. Mi preme sottolineare che sono partiti anche i vaccini agli anziani e agli operatori presenti nelle quattro Case Famiglia di Russi”.

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L’educatrice e consigliera Irene Silvestroni mentre riceve il vaccino anti-Covid

Un anno fa si parlava di elezioni Regionali e il Covid-19 era ancora lontano dal venire classificato come pandemia. Possiamo dire che abbia monopolizzato la nostra vita da marzo 2020?

“Purtroppo sì. Il 2020 è stato un anno drammatico sotto tutti i punti di vista. Un’epidemia di questa portata non la vedevamo da 100 anni e quindi non c’erano precedenti esperienze alle quali poter fare riferimento. Nel mese di marzo, il nostro Comune, ha conosciuto un cluster molto importante alla Casa di Riposo. La Provincia di Ravenna, nella prima ondata, non è stata eccessivamente colpita dal Covid, ma Russi s’è ritrovata in una situazione davvero drammatica per via del cluster. La giunta comunale ha sempre lavorato remando nella stessa direzione e questo è stato molto importante per ottenere risultati concreti. La pandemia ‘ti’ porta ad una dicotomia di sentimenti molto chiara: da un lato sei congelato dalla paura, mentre dall’altro lato ti senti impotente dinanzi al fenomeno mentre cerchi di reagire. Governare il virus è impossibile, finisci inevitabilmente per subirlo. La risposta è fondamentale perché, come primo cittadino e rappresentante delle istituzioni, hai urgenza di fornire risposte alla cittadinanza. Questo ha amplificato molto, nella sottoscritta, tutte le responsabilità che comporta il ruolo di sindaco.
Nel febbraio / marzo 2020 ho scoperto “un ulteriore mondo” a causa del Covid, perché in qualità di primo cittadino sono diventata primo riferimento assieme all’autorità sanitaria locale. Da un lato è fondamentale non farsi prendere dal panico, dall’altro lato è opportuno affrontare la situazione con freddezza di spirito e con volontà di trovare soluzioni ai problemi, non rilasciando solo parole. Nel 2020 abbiamo rifatto 70 volte il bilancio per affrontare le esigenze del momento. Dopo la prima ondata non sapevamo come sarebbe andata la seconda, se saremmo tornati in lockdown, ecc. A giugno una parte del Paese s’è dimenticata del Covid, vivendo un’estate tutto sommato tranquilla, ma non dimentichiamo che venivamo da mesi primaverili drammatici con persone che si sono trovate dinanzi a scenari tremendi.
L’estate ci ha permesso di tirare un attimo il respiro, ma con la consapevolezza che nell’autunno / inverno saremmo ripiombati in difficoltà. Ora abbiamo un bagaglio di consapevolezza che, a febbraio 2020, era semplicemente impensabile e dovremo sfruttarlo al meglio”.

Le scuole di Russi non sono mai state chiuse. Un traguardo ragguardevole?

“Direi proprio di sì! Le nostre scuole non sono state chiuse e Ausl ha ritenuto di applicare la Didattica a Distanza in maniera molto cautelativa, cercando di garantire massima tutela agli studenti e alle famiglie. Si tratta di un risultato non scontato e che è stato frutto di un lavoro collettivo e approfondito. Va dato giusto merito agli uffici di Russi che, unitamente alle istituzioni scolastiche, si sono impegnate perché le scuole fossero sempre un luogo sicuro. Per quanto concerne la didattica a distanza, quando c’è una positivizzazione all’interno di una classe e lo studente ha partecipato alle lezioni fino al giorno prima o fino a pochi giorni prima, l’Ausl stabilisce la necessità di fare un provvedimento dad in via cautelativa. I genitori vengono avvisati della necessità di programmare un test controllo (tradotto, gli studenti vengono mandati a fare il tampone) e si dispone la dad per i 14 giorni successivi alla data di positivizzazione. Non sempre, tuttavia, funziona così: se uno studente risulta positivo al Covid ad esempio, ma il bambino è a casa da scuola già da 10 giorni poiché in isolamento fiduciaro (ipotizziamo perchè i genitori sono risultati positivi in precedenza), Ausl non ravvisa la necessità di impiegare la dad. Questo perché, appunto, lo studente era già fuori dalla classe per quello che è ritenuto il periodo di incubazione. Queste procedure, inizialmente, avevano portato scompiglio tra i genitori perché non venivano correttamente comprese le diversità d’atteggiamento da parte dell’Ausl nel caso in cui venisse applicata la dad o meno. È la data in cui si ritiene sia cessata la capacità di contagio della persona positiva a fare la differenza. Riassumendo, se lo studente era già a casa poiché in isolamento la dad non viene dispiegata, se invece lo studente ha frequentato la classe nei giorni precedenti il tampone viene somministrato ai compagni ed eventualmente anche agli insegnanti. Ciò è accaduto in un classe della scuola di Godo”.

Quante attività hanno abbassato la serranda a causa della pandemia nel Comune di Russi?

“Fortunatamente solo una e si tratta di un bar di Godo. Nessun altra attività, ad oggi, ha abbassato la serranda sul territorio in virtù della pandemia e credo che questo sia merito anche delle capacità imprenditoriali virtuose ed evidenti dei commercianti nostrani. Penso anche che la politica locale abbia fornito risposte giuste permettendo momenti di sollievo ai commercianti e imprenditori locali, i quali hanno potuto riprendere ossigeno al momento opportuno. La pandemia ha governato le nostre giornate, come giunta comunale non siamo riusciti a dispiegare i piani di sviluppo cittadini. Ci sarebbe piaciuto poter sviluppare il programma elettorale, ma la pandemia ha azzerato lo sviluppo della linea programmatica individuale o politica. La programmazione rimane comunque perché, si spera, tra qualche tempo potremo tornare alla normalità”.

Gli appartamenti protetti in Piazza Farini hanno fatto discutere. Qual è lo scopo di questa operazione e quanti sono gli alloggi?

“Gli appartamenti sono complessivamente 9, di cui 6 di proprietà del Comune di Russi e 3 di proprietà Asp. Tutti e 9 gli appartamenti sono gestiti da Asp Ravenna-Cervia-Russi. È stato rilasciato un primo bando di aggiudicazione al quale seguiranno tra pochi giorni nuovi bandi. Non si tratta di alloggi di edilizia residenziale popolare. Non sono alloggi rivolti specificatamente a persone in difficoltà economica, bensì stiamo parlando di alloggi pensati per affrontare altre tipologie di difficoltà. Pensiamo ad esempio all’inadeguatezza abitativa di un alloggio dove abita una persona e alle sue fragilità (disabili, madri sole con prole da accudire, coppie che hanno contratti di lavoro a tempo determinato che non garantiscono stabilità economica, persone anziane sole che vivono in case grandi e che abbisognano di persone che diano loro una mano nella gestione della quotidianità, ecc). I criteri sono tutti dettagliati nel bando e c’è un canone di locazione degli alloggi che le persone devono corrispondere. Gli appartamenti protetti sono un nuova modalità di vivere essendo spazi comuni dove le persone con fragilità possono darsi una mano l’un l’altra”.

La scomparsa di Lino Bondi ha chiuso un anno estremamente difficile per Russi. È in programma una commemorazione in sede di consiglio comunale?

“Sì. Lino Bondi era l’ultimo partigiano che poteva raccontarci in via diretta le esperienze della Resistenza. Lino aveva compiuto 100 anni a maggio ed era una persona con un livello di salute invidiabile. Bondi è stato colpito dal Covid assieme alla moglie Franca che è fortunatamente rientrata a casa giovedì scorso. Il 28 gennaio, in sede di consiglio comunale, avremo un punto all’ordine del giorno sulla commemorazione della figura di Lino Bondi. Con Anpi abbiamo deciso di intraprendere un percorso in memoria dei partigiani di Russi a partire da Lino, includendo anche figure come Lea Bendandi e tutti i partigiani che hanno contribuito attivamente alla liberazione del nostro territorio. La scomparsa di Lino è stato un ‘degno’ finale per un anno estremamente drammatico. Bondi ha fatto la storia della nostra città e il fatto che sia scomparso per Covid rende la sua morte ancora più amara. Ricordiamo che la morte per Covid avviene in ospedale senza essere circondati dall’affetto dei cari. Russi ha perso una delle persone esempio di democrazia e virtù, oltre che uno dei pilastri della nostra città”.

Lino Bondi_Franca

Lino Bondi con la moglie Franca

Il mondo è scosso dai gravi episodi occorsi a Capitol Hill. Quanto sarà importante tenere ‘accesa’ la fiamma della speranza?

“Molto. Si sta perdendo di vista l’insieme di valori che, talvolta, forse diamo un po’ troppo per scontati. Se chi deve difenderli dorme sonni tranquilli, non fa altro che dare benzina a chi, in questi valori, proprio non crede. La colpa insomma non è solo di chi fomenta, ma anche di chi dovrebbe difendere i valori fondanti della nostra democrazia e non lo fa. Chi ha ereditato il sistema di valori partigiano dovrebbe essere partigiano nel mondo moderno. I fomentatori, i razzisti e i violenti acquisiscono maggior forza anche se chi è dalla parte del giusto dorme.
Al giorno d’oggi esistono persone secondo le quali, portare la mascherina a protezione della salute pubblica, sarebbe una lesione della libertà individuale. Se ci pieghiamo all’idea che ledere libertà individuale sia chiedere di indossare mascherina per proteggere la salute pubblica, significa che ci stiamo avviando ad un’inversione di valori preoccupante”.