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All’Istituto Tecnico Oriani un progetto Street Art per alunni disabili: cinque ‘fuoriclasse’ non si arrendono al Covid foto

Mancano pochi giorni alla fine del primo quadrimestre e all’Istituto Tecnico ‘Oriani’, tra le attese di una ripresa in presenza e le speranze di un prosieguo più sereno, è tempo di primi bilanci: i ‘fuoriclasse’ in quest’anno scolastico agitato sono Nicola, Nicole, Kristela, Eric e Margherita. Sono 5 studenti ‒ su oltre un migliaio ‒ che frequentano regolarmente le lezioni, ogni giorno, sfidando insieme ad alcuni altri compagni le restrizioni imposte per la pandemia e adottando ovviamente ogni accorgimento per evitare contagi. Un progetto dedicato agli studenti disabili dell’Istituto è stato dedicato all’arte contemporanea e alla Street Art, con momenti di socializzazione con lo scopo di favorire la comunicazione e l’espressione del proprio stato d’animo e dei propri sentimenti. Cinque studenti sono stati protagonisti di attività manipolative e creative. La realizzazione del murales e del catalogo dell’esperienza compiuta contribuisce a far conoscere a tutti i docenti e ai compagni di classe il lavoro effettuato, con conseguente accrescimento dell’autostima degli alunni partecipanti.

Di seguito il comunicato stampa diramato dall’Istituto: “Se non fosse per la straordinaria situazione emergenziale sanitaria, all’Istituto Tecnico ‘Oriani’ tutto avrebbe avuto una connotazione diversa, cioè scorrendo nel consueto trantran di studenti e insegnanti nelle gelide mattine di un anno scolastico che avanza tra emozioni e inquietudini, soddisfazioni e fatiche: ciò nonostante, non è mancato l’entusiasmo e la voglia di aggrapparsi alle proprie capacità, a tutto quel patrimonio di competenze ‒ se così le si vuol definire in un lessico tecnico proprio della Scuola ‒, di speciali doti umane e affettive che quotidianamente ogni studente porta con sé e condivide con i compagni, i professori, l’ambiente in cui vive e cresce. Ma ben si sa che le cose non sono andate così per tutti: infatti buona parte del mondo studentesco italiano sta vivendo un momento delicato, di particolare prova, che vede svigorita l’energia creativa e la voglia di ritrovare obiettivi concreti anche fuori dai regolari paradigmi scolastici. Le scuole superiori si sono quasi del tutto svuotate sin da ottobre, buona parte degli insegnanti sono a casa, connessi e non più vicini ai propri studenti.

In questo particolare contesto, tuttavia, l’Oriani ha messo in campo con sollecitudine ogni risorsa umana e materiale per favorire e incoraggiare una serena e corretta formazione di ciascuno dei suoi studenti, con particolare attenzione alle specifiche esigenze di quelli con disabilità e con bisogni educativi e didattici speciali.

La Scuola non è un contesto indefinito, neutro: ogni allievo porta con sé le proprie peculiarità, i propri punti di forza e debolezza, i propri vissuti. Su tali premesse sono state concepite a livello di istituto varie attività legate al mondo dell’arte contemporanea, in modo particolare alla ‘Pittura come espressione del sé’: è questo, infatti, il titolo del progetto che ha coinvolto alcuni studenti disabili, che durante queste insolite settimane d’inverno, con buona parte dei compagni di classe a seguire le lezioni da casa, non hanno fatto mancare chiari e significativi segnali di resilienza.

La Street Art come espressione della società contemporanea, i colori, i segni e la rappresentazione figurativa e cromatica: sono solo alcuni dei contenuti al centro delle attività giornaliere degli insegnanti di sostegno dell’Oriani, in un contesto diverso da quello delle materie di studio. Partendo dai principi della corrente artistica, molto vicina ai ragazzi e generalmente gradita, i cinque studenti sono stati avvicinati al mondo della pittura, stimolati dalla realizzazione di un laboratorio terapeutico sull’espressione del sé, che intreccia arte e salute. Su fogli di carta da imballaggio, prediligendo colori primari e secondari, sulla base anche delle regole della teoria del colore e della sintesi sottrattiva, sono stati realizzati dei dipinti che serviranno a realizzare una grande opera affine ad un murales, composto di tanti fogli di carta.

Non mancano anche i piccoli oggetti, realizzati a discrezione dei ragazzi partecipanti: raccoglitori, spille, perle, calamite, puntualmente decorati con particolare piglio creativo e vitalità. Fotografate tutte le opere, sarà realizzato a breve un piccolo catalogo d’arte dell’esperienza compiuta. La particolarità del progetto realizzato risiede anche nella sua prerogativa inclusiva, in quanto era stato previsto un momento in cui, a piccoli gruppi, i compagni di classe dei partecipanti al progetto avrebbero potuto assistere ai lavori. Tuttavia, anche in ragione della recente ripresa delle lezioni in presenza, a partire dalla settimana prossima, sarà possibile visionare i lavori in una esposizione nell’aula magna della Scuola.

Intanto Nicola, Nicole, Kristela, Eric e Margherita vestono già le loro piccole opere d’arte, soddisfatti e trepidanti per il rientro in classe dei loro compagni, lavori confezionati ad arte su alcune t-shirt dai colori propri degli indirizzi di studio di appartenenza. Un modo diverso ma originale di vivere la Scuola”.