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Faenza. Campagna di sicurezza stradale ‘Io rispetto il ciclista’

“Io rispetto il ciclista” è la campagna di sensibilizzazione della sicurezza sulla strada ideata dall’associazione omonima fondata da Paola Gianotti, Marco Cavorso e Maurizio Fondriest con l’intento di sensibilizzare gli automobilisti a tenere una guida sicura e soprattutto, in fase di sorpasso, mantenere una distanza minima rispetto a chi si trova su una due ruote.

In Italia infatti, secondo una recente statistica muore un ciclista ogni 35 ore e tantissimi incidenti avvengono proprio in fase di sorpasso. Nasce per questo motivo la campagna di informazione che prevede l’installazione di cartelli di avviso lungo le strade. Paola Gianotti, ciclista e scrittrice di Ivrea è detentrice di 4 Guinness World Record, tra cui l’essere la donna più veloce al mondo ad aver circumnavigato il globo in bici. Marco Cavorso e Paola Gianotti insieme all’ACCPI, l’associazione corridori ciclisti professionisti italiani, lo scorso anno hanno portato in parlamento la proposta di legge per il sorpasso ad un minimo di un metro e mezzo dell’automobilista rispetto al ciclista, una normativa già esistente nella maggior parte dei paesi europei.

Mentre la normativa è in fase di convalidazione Paola nel 2018 che nel 2019 ha percorso tutte le tappe del Giro d’Italia un giorno prima dei professionisti per portare avanti la campagna di sensibilizzazione, oltre a percorrere, nel 2020, le strade del Giro del Piemonte e di quello della Toscana coinvolgendo oltre 200 comuni nell’installazione dei cartelli.

Anche il Comune di Faenza, da sempre impegnato sul fronte della sicurezza per gli utenti deboli della strada, con al suo attivo circa 70 chilometri di percorsi protetti, ciclopiste e piste ciclabili, e che proprio ieri ha presentato ‘Emozioni a catena’ tre appuntamenti nazionale della bicicletta che si svolgeranno tra maggio e giugno, ha aderito alla campagna “Io rispetto il ciclista”.

Questa mattina Paola Gianotti ha fatto tappa a Faenza per fare da testimonial all’iniziativa. Con lei in rappresentanza della città c’era l’assessore allo sport Martina Laghi, Massimo Bosi, assessore alla viabilità, il consigliere, capogruppo e vicepresidente della commissione Sport, Alessio Grillini, Alvaro Vanni, responsabile del progetto a faenza per la sicurezza dei ciclisti e l’ex ciclista professionista Renato Laghi. Durante il breve momento uno dei cartelli di sensibilizzazione nei confronti degli automobilisti è stato affisso alle porte della città, lungo la provinciale brisighellese, all’altezza del parcheggio dell’Istituto scolastico di agraria del Persolino.

Commenti

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  1. Scritto da agi62

    Cominciamo col dire che anche i ciclisti dovrebbero stare attenti e non girare affiancati, specialmente quando sono in gruppo diventano arroganti e prepotenti, inutile suonare per avvisare che stai arrivando, se ne fregano altamente.
    PS: sono ciclista pure io e ho smesso di uscire in gruppo perché in alcune situazioni mi sono trovato a disagio coi colleghi, aggiungo che se un autista mi suona per avvisarmi sono contento.

  2. Scritto da Luciano

    Io rispetto il ciclista’
    anche se il ciclista non rispetta me purtroppo , ma questo a causa di quel imbecille che ha detto che i ciclisti hanno sempre ragione

  3. Scritto da iemilia

    Il rispetto, per chi percorre le pubbliche vie, dovrebbe essere alla base delle regole di circolazione, anche se non scritta. Percorro annualmente per lavoro e diletto oltre 40.000 km, in auto e in moto e purtroppo solo qualche centinaio in bicicletta, devo dire che la iniziativa proposta, seppur lodevole, dovrebbe essere rivolta al contrario, i ciclisti, nella stragrande maggioranza di essi non rispetta affatto automobilisti motociclisti e pedoni, soprattutto per chi pensa di essere quotidianamente “maglia rosa al giro d’Italia…, sono state costruite, come ricorda l’articolo, 70 km di percorsi protetti, in alcuni casi rendendo pericolosa la sede stradale riservata ai veicoli (VIA CANAL GRANDE) e che dire del ripristino del fondo stradale, una vergogna!!purtroppo queste piste sono spesso desolatamente vuote, mentre i ciclisti (quelli indisciplinati) non le utilizzano. non ho mai visto i solerti Agenti della Polizia Municipale e le altre Forze preposte, obbligare o sanzionare i ciclisti indisciplinati in particolare quelli che, in barba alla normativa, girano in gruppi numerosi, occupando la intera sede stradale, percorrono le pubbliche vie in barba a incroci sensi di direzione e quanto altro, non avendo targa o sistemi di riconoscimento riescono sempre a farla franca e in caso di incidente non sono assicurati, e non pagando alcuna tassa, non contribuiscono alla manutenzione e realizzazione di strutture di circolazione. C’è altro da aggiungere…