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Cimino (M5Stelle): Barriere architettoniche. In Unione mancano le figure chiave e i piani attuativi

L’inclusività per le persone con disabilità rimane solo sulla carta. E’ quanto afferma Maria Cimino capogruppo del movimento 5 stelle all’unione dei comuni della Bassa Romagna.

“A febbraio abbiamo consegnato un’interrogazione avente come oggetto l’accessibilità universale-  spiega Maria Cimino -. Abbiamo chiesto esplicitamente se all’interno del perimetro dell’Unione fossero stati sviluppati i piani​ “PEBA”, cioè i piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Purtroppo la risposta non è stata all’altezza delle aspettative”.

“Ricordiamo che i piani PEBA oltre a classificare le barriere architettoniche contengono le proposte progettuali per l’eliminazione delle barriere, la stima dei costi e la priorità di ogni intervento – sottolinea la capogruppo -. Inoltre abbiamo chiesto se sul nostro territorio fosse stata istituita, come da legge, la figura del “Disability Manager”, figura chiave il cui ruolo è promuovere presso le singole componenti​ dell’amministrazione comunale un’attenzione peculiare alle persone con disabilità. Deve tra l’altro segnalare tempestivamente ai responsabili degli uffici eventuali iniziative e azioni che possano porsi in contrasto con gli enunciati​ della convenzione internazionale sui diritti delle persone​ con disabilità dell’ONU, volta a sperimentare soluzioni innovative, anche coinvolgendo le associazioni di rappresentanza, che permettano di ottenere un livello di accessibilità soddisfacente.”

“In questo caso la risposta è stata ancor più burocratica e decisamente “stonata” – dichiara la pentastellata -. Ci saremmo aspettati tutto tranne lo schermarsi dietro il cavillo di una legge che c’è ma che non viene attuata. Considerato che l’Emilia Romagna si dice da sempre attenta e generosa verso azioni volte ad abbattere​ tutti gli ostacoli esistenti​ per consentire a tutti di godere delle pari opportunità, come esplicitamente ci è stato risposto dagli uffici della vicepresidente della Regione a cui si siamo rivolti, ci aspettavamo da parte dell’Unione un riscontro positivo in merito ai quesiti posti, invece la risposta che ne è seguita è stata molto deludente. I piani “Peba” sono per ora solo presenti nel comune di Lugo, i comuni di Massa Lombarda e Sant’Agata Sul Santerno hanno affidato l’incarico e l’attività è in corso. Purtroppo i comuni​ di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola​ e Fusignano devono ancora provvedere” continua Cimino.

“In merito alla domanda sulla figura del “disabilty manager” delusione totale” – conclude la capogruppo del​ movimento​ 5stelle Alfonsine e​ capigruppo unione dei comuni della bassa Romagna -​. La risposta è stata che pur essendo istituita dalla legge, non essendo stato emanato alcun regolamento​ nazionale, essa, di fatto, non esiste.l’Unione si riempie la bocca di parole come “inclusività” e “pari opportunità” ma, a conti fatti, si dimostra insensibile alle problematiche delle persone con disabilità, mascherando le proprie mancanze dietro lo scudo burocratico della mancanza normativa. Si è davvero sicuri di vivere in comuni aperti ed inclusivi?”