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“Sport in Unione”: nella Romagna Faentina la ripresa passa dallo sport: 7 giornate aperte a tutti per sperimentare tanti sport insieme. foto

Passa dallo sport, quello praticato “alla base”, un importante segnale dell’auspicata ripartenza dopo i mesi bui del confinamento sanitario e i primi tentativi di uscita da modalità di vivere imposte dalla prudenza e dalla paura. Nasce dall’impegno delle amministrazioni dei sei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina (U.R.F.), costituita da Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese e Solarolo, l’iniziativa “Sport in Unione”: sette giornate aperte a tutti per sperimentare tanti sport insieme.

Il progetto, sostenuto fattivamente dagli Enti di promozione Centro Sportivo Italiano (C.S.I.), Centro Sportivo Educativo Nazionale (C.S.E.N.) e Unione Italiana Sport Per tutti (U.I.S.P.), è stato presentato ufficialmente in municipio a Faenza a pochi giorni dal via, previsto per la prossima domenica 18 luglio.

Avrà così inizio un programma di sette giornate all’insegna dello sport nel territorio dei sei Comuni: associazioni e società sportive proporranno le loro attività a famiglie, bambini, ragazzi, adulti, anziani, che potranno così provare nell’arco del pomeriggio diverse specialità, senza necessità di iscrizione ma nel rispetto delle norme di sicurezza per la prevenzione dei contagi dal Covid-19.

“Si tratta di un ‘evento zero’ che ci accompagnerà fino a settembre inoltrato e che si spera possa ripetersi negli anni a venire – ha spiegato Martina Laghi, assessora faentina e rappresentante per la sua città nell’Urf per lo sport -. Tutte le realtà sportive sono state invitate a partecipare, anche quelle che non hanno legami con i tre Enti di promozione che coordinano gli eventi: le adesioni sono state numerose. La raccomandazione è che tutti, veramente tutti, vengano perlomeno a vedere ed a informarsi, perché è importante uscire di casa, riprendere a stare insieme, socializzare”. Ad affiancare Csi, Uisp e Csen ci sarà l’Associazione Donatori di Midollo Osseo (A.D.M.O.) con un tavolo presente ad ogni evento.

A dare il via a “Sport in Unione” sarà dunque Faenza domenica prossima 18 luglio dalle 16 alle 20 in cinque luoghi dedicati: il Parco Mita in via Filanda Vecchia, il Parco Giuseppe Liverani in via Calamelli, il Parco Bertozzi in via Corelli, il Parco Veniero Lombardi noto come “Punta degli Orti” in via Firenze, lo Sferisterio comunale “Oreste Macrelli” in piazza Fratti, dove si potranno incontrare le varie realtà di ogni sport. L’evento faentino sarà ripetuto con analoghe modalità domenica 22 agosto. Se ogni partecipante raccoglierà i timbri di almeno 15 associazioni diverse, alla fine di una delle due giornate riceverà un gadget in regalo allo stand dell’Admo.

Allo scattare di settembre Faenza cederà il testimone agli altri Comuni dell’Unione e alle loro realtà sportive locali. Brisighella sarà mobilitata sabato 4 settembre dalle 16 alle 20 al Centro sportivo in via Canaletta che nell’occasione inaugurerà il nuovo impianto d’illuminazione realizzato anche grazie a un finanziamento regionale, mentre Riolo Terme darà appuntamento la domenica seguente sempre dalle 16 alle 20 al Parco Fluviale. Amichevole sovrapposizione sabato 11 settembre dalle 16 alle 20 tra Castel Bolognese e Solarolo: nella cittadina sulla via Emilia gli incontri sono previsti al Centro sportivo in via Donati, mentre è il solarolese Parco Conti a ospitare le sue realtà sportive. Chiuderà la prima edizione di “Sport in Unione” Casola Valsenio al Parco Sandro Pertini domenica 12 settembre dalle 16 alle 20.

“Questo evento – ha detto l’ex-sindaco di Castel Bolognese Daniele Meluzzi, oggi consigliere comunale con delega allo sport – ci offrirà l’occasione per ricordare il nostro concittadino Edmondo Fabbri nel centenario della nascita”. Nato il 16 novembre 1921 e scomparso l’8 luglio 1995, Fabbri, detto “Mondino”, da calciatore vestì le maglie di 11 squadre tra cui Imolese, Forlì, Atalanta, Inter, Faenza; da allenatore guidò in particolare Torino, Bologna, Cagliari e la Nazionale dal 1962 al 1966, quando alla Coppa del Mondo in Inghilterra gli venne ingiustamente addebitata l’intera responsabilità della cocente prematura eliminazione ad opera di una giovane e dinamica Corea del Nord. Successivamente portò il Torino e il Bologna alla vittoria della Coppa Italia.