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I rifugiati dall’Ucraina hanno trovato nel Faentino accoglienza e dignità: Comuni e diocesi si occupano di 266 persone, 119 delle quali minorenni

Il vescovo Toso: “E’ una guerra insensata che potrebbe farci precipitare in un baratro”.

Quelli del faentino e della Diocesi di Faenza-Modigliana sono territori che possono essere orgogliosi di avere saputo dare una risposta qualificata e rapida ai bisogni dei profughi ucraini arrivati per causa della guerra d’invasione scatenata dalla Russia.

Tante sono le realtà coinvolte nelle operazioni di accoglienza dei rifugiati ucraini: a illustrare lo stato attuale della situazione nell’Unione della Romagna Faentina sono stati questa mattina, giovedì 12 maggio, in municipio monsignor Mario Toso (vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana), Massimo Isola (sindaco di Faenza e presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina), don Marco Ferrini (direttore della Caritas Diocesana) e Massimo Caroli (presidente dell’Azienda di Servizi alla Persona della Romagna Faentina).

“Dopo una prima fase di forte risposta all’emergenza, adesso ci troviamo a dare un assestamento ed a imprimere una svolta nel nostro approccio all’accoglienza – ha detto Isola -. Sono arrivate quasi solo donne e bambini, ma queste desiderano inserirsi nel mondo del lavoro e ciò non è semplice. Stiamo parlando con il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, allo scopo di avviare percorsi per rispondere a questa legittima esigenza; per nostra parte ci stiamo confrontando con le associazioni di categoria. Queste sono persone attive che desiderano continuare a essere attive: ci chiedono sostegno, ma anche loro potranno aiutare noi con le loro competenze. Finora il nostro welfare ci comunità, che non comprende solo soggetti pubblici, ha dimostrato di funzionare bene: la Caritas Diocesana è un esempio”.

L’Emilia-Romagna accoglie il 25 per cento dei profughi ucraini arrivati in Italia; altri Paesi europei viaggiano su numeri superiori.
“Me lo ha confermato il sindaco di Schwaebisch-Gmuend, città tedesca di 61.000 abitanti gemellata con Faenza che ne accoglie 650, un numero maggiore rispetto a noi” ha precisato Isola.

Provenienti dal Paese martoriato dalla guerra sono presenti nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina (Urf) 266 persone, tra donne e minorenni; si tratta di una cifra sottostimata, perché tiene conto solo di coloro che sono seguiti e registrati nel sistema di accoglienza; altrettante dovrebbero essere quelle registrate presso la Prefettura, ma che si sono sistemate da parenti o amici presenti da anni.

I minori sono 119 e di questi 14 non sono accompagnati da parenti; nelle scuole sono stati inseriti 80 tra bambini e bambine: 15 in quella dell’infanzia, 65 nella primaria. A Faenza sono 55: i 15 dell’infanzia e 55 nelle primarie.

“Per dare risposte dignitose a queste persone – ha sottolineato il sindaco – sono impegnate 60 realtà associative facenti parti del Tavolo di Comunità; 40 associazioni sportive, ludiche e ricreative; 40 famiglie che hanno aperto la loro casa e 250 ucraini già inseriti da tempo nella vita del nostro territorio. Questi ultimi ci danno una mano in particolare a superare il problema della lingua, tenendo conto che è attivo 24 ore su 24 un numero telefonico ‘verde’ a cui i profughi possono rivolgersi”.

Potente è stata anche la risposta della Diocesi di Faenza-Modigliana, il cui territorio comprende pure Russi, Marradi, Tredozio e alcuni Comuni della Bassa Romagna. “Accogliamo 120 profughi – ha specificato don Ferrini -: 100 sono nel Faentino, gli altri tra il Lughese e Russi. Sono svariate le parrocchie che hanno profuso e stanno profondendo grande impegno: tutto questo in sinergia con i Comuni. La Caritas ha il vantaggio della capillarità della diffusione in un modello di accoglienza che sa essere dignitoso; abbiamo anche pensato ad inviare aiuti a chi è rimasto in Ucraina con raccolte di fondi che hanno mostrato la generosità dei nostri concittadini. Con il denaro raccolto, padre Vasyl Romaniuk (cappellano per la Comunità Ucraina di Faenza, Imola, Forlì, Cesena della Chiesa Greco-Cattolica dell’Esarcato Apostolico in Italia: n.d.r.) è riuscito a inviare un’autoambulanza nelle zone di guerra”.

Del sistema d’accoglienza fa parte l’Azienda di Servizi alla Persona della Romagna Faentina (Asp) che attualmente si occupa di 25 persone, tra donne e minori, inviate dalla Prefettura potendo usufruire anche di un appartamento a Fognano di proprietà di un’associazione locale.

“Pochi giorni dopo lo scoppio della guerra siamo stati in grado di rispondere all’arrivo dei primi profughi con le nostre consolidate competenze e con velocità – ha detto il presidente Caroli -. Abbiamo dato anche risposta a bisogni di natura sanitaria in collaborazione con l’Ausl della Romagna. Va poi ricordata la grande partecipazione di sostegno sociale dei privati”.

Per il vescovo Mario Toso il conflitto in Ucraina non è un evento lontano. “E’ una guerra insensata che potrebbe farci precipitare in un baratro – ha affermato -. La situazione dei profughi ucraini è gravissima e potrebbe prolungarsi ben oltre l’estate. Caritas Diocesana e parrocchiali, Pro Solidarietate e associazioni parrocchiali hanno risposto bene all’arrivo di queste persone nella dimensione della carità, che non è solo assistenzialismo: la Chiesa sa andare anche oltre, pur non potendo risolvere tutti i problemi e non sostituendosi allo Stato”.

Alla conferenza stampa era presente il notaio faentino Paolo Castellari, il quale, non nuovo a gesti di concreta generosità, ha donato 30.000 euro ripartiti tra la Diocesi e l’Asp. “Due anni fa feci una donazione all’Ospedale di Faenza, impegnato nella battaglia contro il Coronavirus – ha detto Castellari -: anche stavolta i miei familiari ed io abbiamo sentito il bisogno di dare un aiuto a queste persone. C’è tanta gente generosa: voglio ricordare la cara Muky e Damiano Cavina che recentemente ci hanno lasciato”.

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